Legge elettorale, anche il “Tedescum” rischia di naufragare

Legge elettorale, anche il “Tedescum” rischia di naufragare

02 Giugno 2017 0 Di Marino Marquardt

La notte porta consiglio dopo la lettura del maxi-emendamento presentato da Emanuele Fiano per riformare la legge elettorale. I Cinquestelle hanno capito il gioco.

Legge elettorale, polemiche sul “Tedescum”

E’ proprio vero, la notte porta consiglio. Metabolizzata la lettura del testo del Tedescum (la Legge elettorale a modello teutonico secondo la libera interpretazione del renziano Emanuele Fiano) i Cinquestelle hanno capito il gioco e sono pronti a sfilarsi da una intesa che li avrebbe stritolati insieme con la parte debole del Paese.

I Due Compari, Silvio e Matteuccio, come il Gatto e la Volpe collodiani, volevano mettersi in mezzo Grillo (e non Pinocchio) facendo finta di assecondarne i desiderata allo scopo di circuirlo.

Ma è bastata una rapida lettura del maxi-emendamento depositato in Commissione Affari Costituzionali per scoprire l’ennesimo imbroglio. E già, perché il Tedescum disegnato dai Due Compari altro non è che un mix peggiorativo tra Porcellum e Italicum.

Scomparse le preferenze, i Due puntano a un Parlamento di servi e non di eletti scelti dai cittadini. Un ribadito orientamento che la dice lunga sulla bulimia di potere e sul senso della democrazia che muovono e agitano l’ex Capo Scout di Rignano sull’Arno e l’Uomo di Arcore.

Un gioco sporco destinato a stritolare anche Angelino Alfano, l’ex Senza Quid berlusconiano ormai non più funzionale al progetto politico dei Due e quindi inservibile, da rottamare secondo la logica renziana.

Un gioco sporco prontamente scoperto dalle schegge della Sinistra e apparentemente ignorato dalla Lega che di fronte al Tedescum-Fianum si fa scoprire renziana.

Misteri della politica…

E, a proposito di misteri, sorprende anche il silenzio di Matteo Renzi di fronte all’accusa di Angelino Alfano, accusa secondo la quale lo stesso Renzi avrebbe esortato il ministro degli Esteri a vestire i panni di killer di Paolo Gentiloni.

Accusa grave lasciata cadere nel silenzio. Come le querele di Madonnina Etruria.