Terremoto in centro Italia, soccorsi e solidarietà

Terremoto in centro Italia, soccorsi e solidarietà

24 Agosto 2016 0 Di Pietro Nigro

Solidarietà e soccorsi si sono messi in moto sin dalle prime ore del mattino dopo il terremoto delle 3.36 nella provincia di Rieti.

Terremoto in centro Italia, solidarietà e soccorsi

Una complessa attività che è fatta al contempo di solidarietà e di soccorsi si è messa in movimento sin dalle prime ore della mattina dopo il terremoto di magnitudo 6.0 che questa notte alle 3.36 ha colpito le province di Rieti e di Ascoli Piceno.

Diversi i numeri di telefono attivati. Il più importante, il numero verde della Protezione civile nazionale, 800 840 840. Inoltre, è stato attivato il numero 45500, che grazie alla collaborazione dei gestori telefonici permette di portare aiuto alle popolazioni colpite con sms del valore di due euro. Inoltre, da vari ospedali è giunta la richiesta di sangue dei vari gruppi necessario al pronto soccorso dei feriti che sin dall’alba stanno affluendo agli ospedali di Rieti, Ascoli Piceno, Pescara e Roma. Per questo da ogni parte d’Italia si segnalano i volontari che si offrono per donare sangue.

Diversi Paesi, tra cui Russia e Francia, hanno offerto aiuto, uomini e mezzi per intervenire nelle zone colpite dal terremoto, mentre la società di comunicazioni Verizon ha fatto sapere che tutti i suoi utenti negli Stati Uniti hanno a disposizione le linee wireless e wireline per telefonare gratis verso l’Italia e mettersi in contatto con parenti ed amici.

Facebook, che si offre come catalizzatore delle comunicazioni soprattutto in ambito privato, ha attivato un servizio di segnalazione che consente a chiunque di tranquillizzare o essere tranquillizzati e che moltissime persone stanno utilizzando per comunciare senza intasare le linee telefoniche.

Intanto si è messa in moto anche la macchina dei soccorsi, che fa capo alla Protezione civile e che coinvolge anche i Vigili del Fuoco, le Forze armate, le Forze di polizia e la Croce rossa.

Il coordinamento avviene nella sede della Protezione civile, dove si trova in seduta permanente il Comitato operativo. Sul posto, oltre al personale locale, sono stati inviati anche esperti e tecnici della Protezione civile, mentre sin dalle prime ore del giorno sono arrivati sul posto anche il capo Dipartimento della Protezione civile Fabrizio Curcio e il ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio.

Terremoto Amatrice Delrio

Il ministro dei Trasporti Graziano Delrio in riunione ad Amatrice

Il cosiddetto sciame sismico che ha seguito la scossa delle 3.36 ha incluso diverse scosse, molte al di sopra del livello di magnitudo 4, che hanno colpito soprattutto le aree poste al confine tra Lazio, Marche e Umbria.

Qui dunque si svolgono le operazioni, che includono sia il soccorso delle persone rimaste sotto le macerie, nei paesi e nelle frazioni colpite, sia il trasporto dei feriti, almeno un centinaio finora, in strutture sanitarie, fisse o organizzate ad hoc, mentre vengono allestiti anche centri di raccolta destinati ad ospitare almeno temporaneamente le migliaia di persone sfollate chge hanno perso le loro abitazioni.

I centri abitati più colpiti, e più danneggiati, sono quelli di Amatrice, Accumoli e Arquata del Tronto, dove si registrano ingenti distruzioni soprattutto nei centri storici ma anche nelle molte frazioni sparse nei territori circostanti.

Nel corso della giornata i soccorsi sono arrivati anche da altre regioni, con colonne mobili provenienti da Lazio, Umbria, Marche, Abruzzo, Friuli Venezia Giulia, Molise, Emilia Romagna e Toscana, nonché i volontari delle Organizzazioni Nazionali di volontariato Anpas e Misericordie. Impegnata sul campo anche la Croce Rossa Italiana. Pronte a partire anche le colonne mobili di altre regioni d’Italia. Si tratta di organizzazioni che stanno allestendo anche i campi di raccolta degli sfollati, dove vengono allestite anche cucine da campo e ricoveri.

A loro volta, il Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco è impegnato nelle operazioni di soccorso, ed attivi su ogni cumulo di macerie nel quale potrebbe trovarsi qualche sopravvissuto. Gli uomini e le donne dei soccorsi scavano, con l’aiuto dei cani di soccorso che individuano possibili vittime, per scavare pressoché a mano, per evitare frane e smottamenti e salvare altre persone. Per tutta la giornata, infatti, sono state trovate persone in vita almeno fino al primo pomeriggio. Purtroppo, sono tante anche le persone recuperate morte, 73 come è stato riferito dalla Protezione civile nel pomeriggio.

Il soccorso sanitario è stato in parte ostacolato dai danni e dai crolli delle stesse strutture ospedaliere locali, come nel caso di Amatrice, tanto che punti di soccorso sono stati allestiti all’aperto. Per il resto, ambulanze ed elicotteri trasportano i feriti negli ospedali di Rieti, Pescara e Roma.

Danni e interruzioni si registrano anche alle infrastrutture, con linee telefoniche intasate o interrotte e strade rese inagibili dai crolli. Ma nel corso della giornata molti danni sono stati riparati almeno sulla viabilità principale, mentre la viabilità secondaria risulta molto compromessa.