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La Sinistra detta condizioni difficilmente ricevibili per i renziani

Cantiere Centrosinistra: al lavoro le diplomazie del Partito Democristiano e della Nuova Sinistra, che detta condizioni troppo pesanti.

Cantiere Centrosinistra: al lavoro le diplomazie del Partito Democristiano e della Nuova Sinistra, che detta condizioni troppo pesanti.

La Sinistra detta condizioni difficilmente ricevibili dai Renziani

In attesa di capire cosa vorranno fare da grandi i Cinquestelle (prigionieri dei propri dogmi, totem e tabù: ancora una volta i pentastellati son riusciti a perdere pur prendendo più voti di tutti), l’attenzione generale si sposta sul cantiere del Centro sinistra. Sono al lavoro le diplomazie del Partito Democristiano di Matteo Renzi e della nuova Sinistra (Mdp, Si, Possibile e schegge di società civile, Comitati del No di Anna Falcone e Tommaso Montanari) che sta prendendo corpo attorno alla eventuale leadership di Pietro Grasso, ipotesi – questa – verso la quale il presidente del Senato sta mostrando sempre maggiore disponibilità.

Intesa comunque difficile. Si tratta in sostanza della riproposizione di quegli antichi confronti Dc-Pci finalizzati – oggi come ieri – alla realizzazione di una sorta di Compromesso Storico di berlingueriana memoria.

Impresa ricca di difficoltà, i paletti posti dai bersaniani su candidato premier, jobs act, sanità, scuola e chiusura ad intese ibride con Angelino Alfano e Denis Verdini sono sassi difficilmente digeribili dal Segretario democristiano.

Condizioni – queste poste dalla Nuova Sinistra – nella maggior parte conflittuali con la visione renziana delle larghe alleanze inclusive degli alfaniani.

C’è poi un non detto grande come un macigno. Un non detto imposto dal timore che le divergenze politiche si spostino sul piano delle incompatibilità personali.

Ma la politica è vicenda umana e come tutte le vicende umane talvolta recita un ruolo non trascurabile la questione personale.

E nella diatriba Sinistra-Pd sullo sfondo incombe una grossa questione personale. Questa: per quanti condividono i valori della Sinistra Matteo Renzi più che la personificazione dell’errore politico rappresenta un gravissimo cancro culturale.

Male difficilmente curabile perché il Giovanotto di Rignano sull’Arno è fatto come è fatto. Basta sentirlo parlare, osservarne la gestualità, la mimica facciale, i falsetti vocali e gli atteggiamenti da bar dello sport per comprendere l’abisso culturale che lo separa dalla Sinistra…

Detto ciò, l’impressione dunque è che si vada verso lo stallo del quadro politico, una paralisi che potrebbe essere superata soltanto attraverso l’entrata in gioco del M5s sul piano delle alleanze.

In questo caso l’unica strada percorribile sarebbe l’intesa con la Sinistra. Una intesa possibile a condizione che il M5s abbandoni il pregiudizio generato dalla confusione tra ruolo istituzionale che svolge il presidente del Senato Grasso e ruolo politico che lo stesso si accinge a recitare.

Oltre ovviamente all’abbattimento di Totem e Tabù grillini, gli idoli che rendono prigionieri e legislativamente irrilevanti i pentastellati.