5s, rispetto per i dissidenti le cui critiche non possono diventare merce di scambio

5s, rispetto per i dissidenti le cui critiche non possono diventare merce di scambio

30 Ottobre 2018 0 Di Marino Marquardt

Sarebbe un gravissimo errore decidere le espulsioni delle voci critiche.

I Capi Cinquestelle in evidente confusione mentale

I numeri e la conseguente geografia parlamentare da cui scaturisce indicano che – a differenza della scorsa Legislatura agitata dai vari Orellana – gli attuali dissidenti Cinquestelle non hanno alcuna possibilità di trasformare in merce di scambio le rispettive contestazioni verso la Casa Madre. Quanto basta per riconoscere il dovuto rispetto a Costoro, checché decidano i Burattinai del Movimento. I Capi Cinquestelle – in evidente confusione mentale – non possono del resto pensare di poter riscattare le rispettive perdute verginità valoriali e politiche con una severità che ha il sapore dell’impotenza e della incapacità nell’operare scelte in continuità con gli originari valori del Movimento.

Detto ciò, procedere alle espulsioni sarebbe un errore gravissimo, anacronistico e antistorico di fronte al mutamento genetico in atto nel M5s.

M5s, sempre più Partito e sempre meno Movimento

Sempre più partito e sempre meno movimento, il M5s si regoli di conseguenza. E accetti le regole della democrazia interna, si inchini di fronte ai militanti che non ne condividono le scelte. I Cinquestelle – alla luce dei compromessi proposti, accettati o subiti – non hanno più titoli per giudicare i dissidenti interni, “i compagni che sbagliano”, come si sarebbe detto una volta dalle parti della Sinistra estrema.

Senza più carisma, con un Garante – Beppe Grillo – in altre faccende affaccendato e con una cabina di regia in preda a crisi schizofreniche, il M5s rischia nell’arco di un paio di mesi di bruciare tutta la credibilità che era riuscito a costruirsi a suon di “vaffanculo” e di “onestà, onestà”.

Per i 5S urge correre ai ripari per la salvaguardia della democrazia

Corrano ai ripari i Cinquestelle prima che sia troppo tardi; imparino a metabolizzare il dissenso interno e cerchino di ritrovare la perduta via.

Per il Paese.

Sì, per il Paese e per la democrazia di questo Paese. Una loro rapida eclissi – di fronte a una Sinistra imbelle – significherebbe infatti consegnare l’Italia su un piatto d’argento alle forze più retrive, reazionarie e incolte attualmente presenti sul mercato della Politica nostrana. Piaccia o non piaccia, il M5s – al pari della funzione svolta dalla Dc nella prima Repubblica nei confronti del Pci– oggi è l’unica diga che può arrestare l’avanzata della Lega. Una responsabilità di cui i Capi Cinquestelle non sono ancora consapevoli. Purtroppo!

30/10/2018   h.21.20