Affaire Consip, ombre sui Carabinieri: un alto ufficiale è indagato

Affaire Consip, ombre sui Carabinieri: un alto ufficiale è indagato

10 Aprile 2017 0 Di Marino Marquardt

Affaire Consip, ombre sui carabinieri: è stato indagato anche un alto ufficiale. E dalle intercettazioni emerge che Italo Bocchino ha parlato di incontri con un Renzi, non Alfredo Romeo.

Affaire Consip, ombre anche sull’Arma

 

Affaire Consip, nuova puntata. Era stata la longa manus di Alfredo Romeo, Italo Bocchino – 15 mila euro mensili per l’attività di faccendiere – e non l’imprenditore napoletano oggi a Regina Coeli, ad aver parlato di un incontro con un non meglio identificato Renzi.

Si riferiva a quel nonno Tiziano pasticcione con l’hobby del business o all’ex premier?

E’ quanto rivela il nastro della registrazione effettuata dai carabinieri del Noe ed erroneamente trascritta e trasmessa ai magistrati che si occupano dell’inchiesta.

Cambia poco considerando il ruolo di Bocchino nell’organizzazione-Romeo.

 

Indagato un ufficiale dei Carabinieri

Ma la rivelazione getta altre ombre sui Carabinieri incaricati delle indagini. Per questo motivo è finito nell’elenco degli indagati un altro gallonato dell’Arma. Si tratta del capitano Gianpaolo Scarfato, accusato di falso aggravato durante l’odierno interrogatorio.

Diventano dunque tre gli ufficiali dei carabinieri sotto la lente d’ingrandimento dei magistrati tra cui il comandante generale Tullio Del Sette.

A mettere nei guai Scarfato, l’analisi delle intercettazioni ambientali effettuate negli uffici della Romeo Gestioni ha svelato che una frase attribuita all’imprenditore napoletano – nella quale si diceva che aveva incontrato Tiziano Renzi – era stata in realtà pronunciata dall’ex parlamentare e collaboratore di Romeo, Bocchino.

Inoltre, è stata accertata come falsa anche la circostanza secondo cui non meglio precisati appartenenti ai Servizi avrebbero pedinato i carabinieri del Noe durante la loro attività di indagine a carico di Romeo.

Si complica dunque il groviglio affaristico attorno alla Cantrale acquisti della pubblica amministrazione, una intricata trama che lambisce Palazzo Chigi sulla quale si ha l’impressione che qualcuno stia lavorando per renderla sempre meno leggibile.

Non a caso l’Ad di Consip Luigi Marroni resta al suo posto nonostante la sua posizione contrastante con quella del fedelissimo renziano, l’attuale ministro dello Sport Luca Lotti.

Il massimo vertice della Centrale di acquisti per la pubblica amministrazione – come è noto – aveva infatti riferito ai pm napoletani, all’epoca titolari dell’inchiesta, di pressioni per far vincere la gara a Romeo subite dall’imprenditore Carlo Russo, amico dei Renzi.

Sollecitazioni che secondo Marroni avevano acquisito la configurazione di veri e propri ricatti, esercitati indirettamente da Tiziano Renzi e Denis Verdini con il contributo di Lotti.

Il contenuto dell’interrogatorio era incredibilmente stato anticipato dal settimanale l’Espresso. L’ennesima fuga di notizie. Che però adesso, insieme con le altre, rischia di provocare un autentico terremoto nell’Arma dei carabinieri.

E che lascia per ora senza risposta il seguente interrogativo: Matteo o Tiziano? per quale motivo Bocchino riferì al suo datore di lavoro Romeo dell’incontro con uno dei due?