Alta tensione in Catalogna, blitz contro il Governo regionale

Alta tensione in Catalogna, blitz contro il Governo regionale

20 Settembre 2017 0 Di Pietro Nigro

Alta tensione in Catalogna: la polizia arresta 14 funzionari del Governo regionale alla vigilia del referendum per l’indipendenza.

Alta tensione in Catalogna alla vigilia del referendum per l’indipendenza

Alta tensione in Catalogna, dopo che il Governo centrale ha spedito la Guardia civile nei ministeri del Governo regionale e fatto arrestare 14 funzionari e collaboratori di politici locali. Il blitz segna dunque una svolta nel braccio di ferro sull’indipendenza della Catalogna tra il governo centrale spagnolo, a guida centrodestra, e le forze politiche di sinistra del governo di Barcellona. Referendum che peraltro è stato dichiarato inammissibile dal giudice costituzionale spagnolo. Il blitz ha anche provocato la reazione dei politici indipendentisti locali e dei loro supporter, che hanno inscenato manifestazioni per le vie di Barcellona.

Il blitz della polizia, che è durato tutta la mattinata e a cui hanno partecipato sia agenti della Guardia civil che della polizia regionale, ha avuto come obiettivo diversi uffici del governo locale.

Decine di agenti sono stati inviati negli uffici dei ministeri dell’economia, degli affari esteri, dell’occupazione e degli affari sociali, alla ricerca di qualsiasi documento potesse avere attinenza con il referendum per l’indipendenza della Catalogna previsto per il prossimo primo ottobre.

Al termine del blitz, gli agenti, che hanno agito per ordine del procuratore generale spagnolo José Manuel Maza, hanno sequestrato non meno di un milione e mezzo di documenti legati al referendum.

Gli agenti hanno anche arrestato 14 persone, tutti funzionari di alto rango. Tra gli arrestati, il ​​segretario generale della vice presidenza del ministero dell’economia regionale, Josep Maria Jové; il segretario delle finanze Luís Salvadó; il capo del centro di telecomunicazione (CCTI), Josué Sallent Rivas e il funzionario degli affari sociali Xavier Puig Farré.

Arrestati anche i responsabili di due imprese private nelle cui sedi è stato rinvenuto materiale elettorale e propagandistico. Oltre agli arresti sono state eseguite nove perquisizioni. Fonti di polizia citate dal giornale parlano del rinvenimento di un quantitativo di schede per il referendum.

Prende così una nuova piega il braccio di ferro che vede contrapposto il governo centrale spagnolo e le autorità e le forze politiche regionali catalane. La tensione tra Madrid e Barcellona ha raggiunto l’apice quando il governo regionale della Catalogna, guidato dal leader secessionista Carles Puigdemont, ha fatto varare una legge regionale sul referendum per l’indipendenza della Catalogna.

Legge che è stata immediatamente contestata dal governo centrale, che ha immediatamente portato il caso al più alto organismo giudiziario spagnolo, la Corte costituzionale, che ha annullato la legge regionale sul referendum.

Lo scontro nelle aule giudiziarie non ha fermato la corsa al referendum, indetto per il prossimo primo ottobre: le forze politiche locali e le autorità regionali, infatti, stanno portando avanti le procedure per la celebrazione del referendum e perfino la campagna elettorale, come se nulla fosse accaduto a Madrid. Fino alla svolta, il blitz della polizia di oggi.

 

Rahoy: Le autorità catalane sono state avvertite

Il primo ministro spagnolo Mariano Rajoy, leader del Partito Popolare che ha ottenuto dai tribunali spagnoli di sospendere la celebrazione del referendum per l’indipendenza della Catalogna, ha difeso l’operato delle forze di polizia, indicandole come una reazione logica e ha affermato che le autorità catalane “sono state avvertite”.

“Non esiste uno stato democratico nel mondo che accetta ciò che queste persone stanno pianificando, sono state avvertite, sanno che il referendum non potrebbe andare avanti perché finirebbe la sovranità nazionale e il diritto che tutti gli spagnoli debbano decidere quale paese vogliono “, ha dichiarato Rajoy alla stampa spagnola.

Dure critiche al blitz e al primo ministro sono arrivate invece dal portavoce parlamentare della Sinistra repubblicana nel Parlamento di di Catalogna (ERC) Gabriel Rufían, che ha chiesto al Primo ministro Rahoy di “togliere le sue mani sporche dalle istituzioni catalane”.

E altre proteste sono state inscenate al Congresso dei deputati, la Camera bassa del Parlamento spagnolo, dai deputati pro-catalani del CER e del Partito Democratico Europeo Catalano (PDeCAT).

“Convochiamo una mobilitazione in Catalogna perché siamo in un momento grave di attacco alle libertà”, ha dichiarato Xavier Domènech, portavoce al Parlamento di En Comu Podem, il partito della sindaca Ada Colau, che insieme ad altri deputati catalani ha lasciato l’aula dopo la notizia degli arresti. “Alcuni di noi stanno andando in Catalogna, altri rimarranno a Madrid per coordinare le cose”, ha aggiunto, sottolineando la necessità di una “reazione unitaria e serena”.

Anche il portavoce di PdeCat, il partito democratico catalano europeo, Carles Campuzano ha denunciato “un tentativo di umiliazione della società catalana ed un attacco sistematico al governo catalano”.

 

Barcellona, proteste inpiazza

Ma è in strada che si sono svolte le proteste più dure, a cominciare dalla Gran via, una delle principali di Barcellona, in cui ha sede il ministero regionale dell’economia. Proprio durante il blitz della Guardia civil, centinaia di persone si sono accalcate davanti al ministero, con bandiere e striscioni a favore dell’indipendenza, ed hanno inscenato proteste spontanee proprio sotto gli occhi degli agenti dei reparti antisommossa schierati a presidio del ministero e poi della sede del partito indipendentista di sinistra Cup a Barcellona.

Alcuni manifestanti hanno polemicamente deposto di fronte agli agenti della polizia spagnola un’urna elettorale. Un gruppo di manifestanti ha anche circondato un’auto della Guardia Civil urlando “fuori le forze di occupazione”.

In almeno un caso, davanti alla sede del Governo catalano, ci sono stati momenti di tensione e brevi tafferugli fra manifestanti indipendentisti e Guardia Civil spagnola. Scontri che si sono verificati mentre gli agenti stavano scortando fuori dall’edificio uno dei dirigenti dell’amministrazione arrestati nel blitz di questa mattina. Ma la tensione non è degenerata, e non si sono verificati fermi dei manifestanti.