Terremoto in Messico, è una tragedia con centinaia di vittime

Terremoto in Messico, è una tragedia con centinaia di vittime

20 Settembre 2017 0 Di Pietro Nigro

Ora dopo ora il terremoto in Messico si rivela una vera tragedia: il conteggio dei morti ha già superato quota 200.

Terremoto in Messico, una tragedia

Terremoto del Messico del 19 settembre 2017 ph Notimex / Gustavo Duran).Il conteggio delle vittime aumenta di ora in ora ed ha già superato quota 200: così il terremoto che ha colpito il Messico centrale si sta rivelando una vera e propria tragedia nazionale.

Il sisma, di magnitudo superiore a 7, si è abbattuto martedì sulla regione centrale del Messico inclusa l’area della capitale, abbattendo edifici, provocando danni alle condutture elettriche e del gas, facendo scoppiare incendi e, purtroppo, uccidendo diverse centinaia di persone.

I sismologi americani dell’Ussg hanno fatto sapere che il terremoto in Messico in realtà è stato uno sciame sismico di notevole intensità, ben 11 scosse forti, che si sono succedute dall’ora di pranzo in poi. L’epicentro nello stato di Puebla, circa 160 km a sud di Città del Messico, e a 58 km di profondità.

Terremoto che arriva nemmeno due settimane dopo che un altro terremoto di 8,7 di magnitudo, il più forte degli ultimi 80 anni in Messico, ha colpito le regioni meridionali meridionale ed ucciso 98 persone.

E proprio nel giorno in cui cade il tragico anniversario di un altro terribile sisma, quello del 1985, in cui perirono alcune migliaia di messicani. Fatale coincidenza, il terremoto di ieri ha colpito moltissime persone che hanno partecipato ad una grande esercitazione antisismica e che stavano tornando a casa.

Il terremoto in Messico ha colpito in particolare Città del Messico, una megalopoli abitata da venti milioni di persone. Qui le scosse hanno provocato il panico, con l’intera popolazione che è fuggita dalle proprie abitazioni e si è riversata in strada in preda alla paura.

 

Soccorsi all’opera: si scava tra le macerie

Terremoto del Messico del 19 settembre 2017 ph Notimex / Gustavo Duran).I servizi di emergenza e di sicurezza sono scattati subito, e si sono sparpagliati nella per i quartieri della capitale e nelle altre città per portare soccorso. Ma il quadro si è rivelato subito tragico: centinaia di edifici colpiti dal sisma e crollati, in tutto o in parte, travolgendo cose e soprattutto persone.

Ovunque, i soccorritori e tantissimi volontari locali sono tutti nella stessa situazione: costretti a correre qua e là, e soprattutto a scavare tra le macerie di case e palazzi, laddove si sospetta che possa esserci qualcuno sepolto dai crolli. E purtroppo, il numero delle vittime, che viene aggiornato continuamente, si sta rivelando tragico: ad ora, siamo già a 226 vittime, calcolate dalle autorità messicane in questi tragici momenti.

Ma il sospetto è che le vittime alla fine si conteranno a migliaia. Il solo sindaco di Città del Messico ha parlato di almeno 44 edifici crollati, e tra questi una scuola elementare.

Il presidente del Messico Enrique Peña Nieto, già nella serata di martedì (orario messicano) ha segnalato il ritrovamento di venti bambini e due adulti morti sotto le macerie della scuola Colegio Enrique Rebsamen, nei pressi di Coapa, mentre non si hanno notizie di altri 30 bambini e 12 adulti in altre zone.

I soccorsi sono proseguiti per tutta la notte, con il personale dei vigili del fuoco, della polizia, della protezione civile, della Croce rossa, dell’esercito e perfino della marina mobilitati per mettere in opera tutti i mezzi utili disponibili, soprattutto cellule fotoelettriche, generatori di elettricità e scavatrici di ogni dimensione. E le ricerche sono continuate anche durante le ore diurne di oggi.

Tutti all’opera soprattutto nei pressi degli edifici crollati, e soprattutto laddove le apparecchiature di rilevamento termico disponibili segnalano la presenza di “macchie di calore”, che gli addetti interpretano come presenza di persone vive. In qualche caso, a guidare i soccorritori sono stati perfino i messaggi di testo che qualche sopravvissuto sepolto sotto le macerie è riuscito a mandare.

Ed è così che si riesce a salvare vite umane, scavando e rimuovendo detriti con le mani nude o con pale e carriole improvvisate, laddove le pale meccaniche vengono usate per spostare i detriti più ingombranti ma vengono messe da parte se si intuisce il rischio di fare danno.

Terremoto del Messico del 19 settembre 2017 ph Notimex / Gustavo Duran).Già ieri sera, il bilancio delle vittime nella sola capitale era di almeno 49 morti, come ha riferito alla Reuters il capo della difesa civile Luis Felipe Puente, mentre più a sud, nello Stato di Morelos, si sono stimate altre 55 vittime. Altre 13 persone sono state ritrovate morte negli stati vicini del Messico e di Guerrero, mentre almeno 36 persone sarebbero morte nello stato centrale di Puebla, la zona dove l’Ussg, il servizio di sorveglianza geologica degli Stati Uniti, ha individuato l’epicentro del tremito.

Secondo la società elettrica nazionale Comisión Federal de Electricidad, almeno 4,6 milioni di edifici, tra case, aziende ed altri impianti, sono rimaste senza energia elettrica in Messico, Guerrero, Morelos, Puebla, Oaxaca e Tlaxcala, gli stati colpiti dal sisma.

E, forse per effetto del sisma stesso, anche il vulcano Popocatepetl, nello stato di Puebla, ha iniziato ad eruttare, e in una chiesa nella località di Atzitzihuacan, sulle sue pendici, una chiesa è crollata mentre era in corso la messa, uccidendo 15 persone.

Intanto, la prima tragica notte è passata alla meno peggio, con migliaia di persone che hanno dormito, se hanno dormito, in strada, in auto, o che più probabilmente hanno vegliato e hanno lavorato a scavare tra le macerie. Nel frattempo, le autorità hanno anche iniziato ad organizzare soccorsi materiali, facendo affluire scorte di viveri e di acqua da distribuire alla popolazione colpita dal sisma e hanno iniziato ad allestire tendopoli e centri di ricovero.

Non mancano, tuttavia le segnalazioni di disordine e di disorganizzazione nelle operazioni di soccorso, e si sospetta perfino che ci siano stati conflitti di competenza sull’emergenza tra autorità militari e civili. Con la conseguenza che soccorritori e squadre di recupero delle vittime si siano mosse in ritardo, molte ore dopo il sisma, o non si siano mosse affatto.

 

Papa Francesco prega per le vittime

Da Roma, mercoledì mattina, Papa Francesco ha detto ai fedeli di sentirsi particolarmente vicino alle vittime del terremoto, ai sopravvissuti, alle loro famiglie e anche ai tanti soccorritori e volontari, a cui sono rivolte le sue preghiere. “In questo momento di dolore, voglio esprimere la mia vicinanza e le preghiere a tutti gli amati messicani”, ha detto Papa Bergoglio.

Anche il presidente americano Donald Trump ha parlato del Messico in un Tweet: “Dio benedica il popolo di Città del Messico. Siamo con voi e saremo lì per voi”, ha scritto Trump.