Appalti & soldi, babbo Tiziano indagato

Appalti & soldi, babbo Tiziano indagato

17 Febbraio 2017 0 Di Marino Marquardt

Banche, Consip, acquisti pilotati & affari di famiglia, si allungano le ombre sul clan renziano. Anche il padre Tiziano Renzi coinvolto nell’inchiesta.

Appalti & soldi, Tiziano Renzi indagato

Banche, Consip, acquisti pilotati & affari di famiglia. Si allungano le ombre sul clan renziano. Non fosse bastato il palafreniere personale Luca Lotti, ora ci si è messo anche babbo Tiziano Renzi ad agitare la vigilia assemleare di Matteuccio.

Entrambi – Lotti e babbo Tiziano – sono attenzionati dalla magistratura per storie di appalti miliardari. Renzi senior è indagato per traffico di influenze nell’inchiesta Consip.

L’attenzione sul genitore dell’ex premier per la sua amicizia con un imprenditore toscano legato ad Alfredo Romeo, uno dei personaggi chiave dell’inchiesta.

Lui si difende:

Mia condotta assolutamente trasparente, verificheranno magistrati”.

Anima candida, il babbo smentisce tutto, dunque. Qualcuno gli crederà nonostante i mezzi infortuni del passato dai quali era riuscito a tirarsi fuori indenne insieme con l’angelicata consorte e mamma di Matteuccio.

Chiacchiere, sospetti, indagini della magistratura… E’ un universo borderline quello che si muove attorno all’ex Capo Scout. Un universo che ora rischia di precipitargli addosso. Uno scenario che – alla luce delle indagini della magistratura sugli appalti della Consip – si colora con tinte sempre più cupe.

Non si parlerà della indagine all’Assemblea romana di domenica prossima ma certamente la posizione di babbo Tiziano vagherà come fantasma tra le poltrone della sala. Una palla al piede invisibile per il Dimissionario Segretario. Ma non per questo meno pesante. Come pesante può apparire l’intreccio tra politici, parenti, amici, giglio magico & affari…

Intanto nel Pd continua il gioco del cerino a due giorni dalla resa dei conti. Una non esaltante lunga serie di stop & go fatta da gente che a momenti dà l’impressione di aver paura anche della propria ombra.

Coraggio e chiarezza imporrebbero ai ribelli di urlare al Segretario uscente che è inaffidabile, arrogante, prepotente e amico dei poteri forti.

Un identikit morale spietato. Quanto basterebbe per rendere l’immagine della distanza culturale e ideale che intercorre tra le due fazioni in lotta e per rendere l’idea di un impossibile confronto democratico tra anime lontane dagli antichi ideali della Sinistra e anime che si ispirano ai valori della solidarietà e della uguaglianza dei diritti.

Parole semplici ma non facilmente pronunciabili da parte di quanti non sono dotati dei necessari attributi. L’annunciata resa dei conti insomma non ci offrirà una sfida muscolare, ci proporrà un match all’insegna della vaselina. Da qualche parte questo liquido oleoso continuano a chiamarlo “politica”…