Appello dell’Onu per ridurre il digital divide

Appello dell’Onu per ridurre il digital divide

11 Dicembre 2016 0 Di Redazione In24

L’11esimo Forum delle Nazioni Unite sulla governance di Internet si è chiuso con l’invito ad abbattere le differenze socio-economiche legate al digital divide.

L’accesso alle telecomunicazioni, alle potenzialità offerte da internet per informarsi, conoscere, comunicare, comprare e lavorare è il principale fattore di sviluppo e di crescita sociale ed economica di individui, gruppi e anche di intere comunità. Al contrario, il digital divide, cioè le differenze nell’accesso alle telecomunicazioni, si traduce in sempre crescenti differenze economiche e sociali. Per contrastarle, l’Onu chiede un insieme di sforzi e di azioni da concertare e condurre congiuntamente. La richiesta arriva dall’11esimo Forum annuale delle Nazioni unite sulla governance di internet (Igf) che si è svolto nei giorni scorsi a Guadalajara, in Messico.

L’Onu, come ha spiegato Juwang Zhou, direttore della Divisione per lo sviluppo sostenibile presso il Dipartimento delle nazioni Unite per gli affari economici e sociali (Desa), continuerà ad implementare i suoi programmi di azione, sulla base dei feedback ricevuti dai soggetti interessati. L’Onu, inoltre, intende anche aumentare il coinvolgimento dei diretti interessati.

Ma il digital divide ha una doppia faccia. Il suo aspetto più noto, infatti, è quello della mancanza di accesso ad internet e in generale alle nuove tecnologie ad un prezzo accessibile. Tuttavia, ed è l’aspetto meno evidente ma che è stato denunciato durante il forum, molte persone non riescono neanche a cogliere pienamente l’importanza di avere questa possibilità.

Per affrontare efficacemente il digital divide, tuttavia, non esistono soluzioni uniche e men che meno facilmente esportabili o replicabili. Insomma, non esiste una ricetta buona per tutti.

Per esempio, l’Africa sub – sahariana è, secondo le statistiche, è il posto meno connesso del mondo, l’area con il minor livello di penetrazione delle nuove tecnologie e delle connessioni tra la popolazione: appena il 2,7 per cento in Ciad, il 2,5 per cento in Sierra Leone, il 2,2 in Niger, 1,8 in Somalia e appena 1,1 per cento in Eritrea.

E’ chiaro che le difficoltà di accesso ad internet sono innanzitutto un problema tecnologico ed economico, di connessioni disponibili tra Paesi sviluppati e in via di sviluppo, all’interno delle varie regioni e anche all’interno dei singoli Paesi.

Ma esiste un diffuso problema di alfabetizzazione digitale, che divide i popoli, i gruppi sociali e anche i sessi. On line gli uomini sono almeno 257 milioni più delle donne, e sono soprattutto le donne più che gli uomini a dover affrontare una ampia varietà di molestie e di abusi on-line.

Al Forum dell’Onu, che quest’anno, sotto il titolo di Realizzare una crescita inclusiva e sostenibile è stato articolato in circa 150 sessioni, ha trattato temi che hanno incluso anche i diritti umani, la libertà di espressione online, la cooperazione e la sicurezza informatica.

Il Forum ha visto la partecipazione di rappresentanti istituzionali dei governi, della comunità tecnica e scientifica, il settore privato e la società civile.

E tutti hanno condiviso l’osservazione che internet significa innanzitutto possibilità di accesso a opportunità di ogni genere, e che i valori fondamentali della Rete – apertura, libertà, capacità di recupero, sicurezza e decentramento – sono fondamentali per consentire una crescita sostenibile.