Bastano pochi brani tra cui “mi hai fatto fare tardi” e “domani arriverà” per riscaldare il pubblico convintissimo caloroso e trasversale dal punto di vista anagrafico.
Chi considera un Giuliano Palma al femminile ché da il meglio di se, in brani come “50.000 lacrime” non può che cambiare opinione nell’ascoltare il Blues di “Sola“.
Vari brani in lingua inglese e diverse canzoni a ritmo di reggae, la Zilli tiene il palco con consumata esperienza e anche grazie al rodaggio con la band che l’accompagna. Giusto e doveroso lo spazio dedicato ai sei musicisti con lei sul palco, numerosi i suoni che segnano una sorte di spartiacque tra la prima e la seconda parte del concerto, sottolineata dal primo cambio d abito, dal Total Black al rosa confetto, rigorosamente firmati Vivienne Westwood.
L’estro De la stilista accentua il passo della Zilli per il rito della trasformazione, giocando anche con parrucche, acconciature ed ex tensione.
La parte finale del concerto la vede esibirsi con un completo rosso fuoco e degli stivali in un look, con il quale continua a cantare brani come “L’amore è femmina” e “come il sole” nei quali esprime il suo disappunto di donna delusa e ferita con dosata malizia.
Applausi a scena aperta per dei classici come “L’amore verrà” e una bella versione di “Se bruciasse la città” che hanno riscosso notevole gradimento da parte del pubblico.