Campagna elettorale, ecco gli ultimi rumours dal Palazzo

Campagna elettorale, ecco gli ultimi rumours dal Palazzo

11 Dicembre 2017 0 Di Marino Marquardt

A tutto campo i rumours dal Palazzo sulla prossima campagna elettorale: dai macigni del Pd ai sospetti nel centrodestra all’intesa tra M5s e Piero Grasso.

Campagna elettorale al via, ecco gli ultimi rumours dal Palazzo

La politica è in stand by in attesa del 20 dicembre, giorno dell’audizione sul caso Etruria dell’ex Ad Unicredit Federico Ghizzoni presso la Commissione parlamentare d’inchiesta sulle banche. E mentre cresce l’attesa per conoscere la verità sui contenuti dell’incontro tra l’allora Ministra e oggi Sottosegretaria Maria Elena Boschi col Banchiere, dai Palazzi si levano rumors che rappresentano lo specchio degli imbarazzi e delle incertezze che in questa fase stanno assillando i partiti.

Rumors a tutto campo. Dal caso della candidatura della Boschi alla polemica sulle fake news, dalle spacconate di Matteo Renzi ai timori di Andrea Orlando, dalle radiografie dei sondaggi alle previsioni di Denis Verdini, dalla diaspora dei post alfaniani alla difesa di Vladimir Putin e al contemporaneo sputtanamento di Joe Biden da parte di Silvio Berlusconi, dal nervosismo di Matteo Salvini per la perdita di terreno nei confronti di Forza Italia ai sospetti di Giorgia Meloni nei confronti degli alleati, al chiacchiericcio su possibili intese programmatiche post elettorali tra M5s e il nuovo soggetto politico della Sinistra guidato da Pietro Grasso. Di tutto di più, insomma.

Procedendo con ordine, nel Pd tiene banco il caso scottante della candidatura della Boschi. C’è chi – come l’ex responsabile dello Sport, Luca Bartolomei – consiglia di non candidarla. E’ una voce nel deserto non raccolta dagli altri inquilini del Nazareno in ossequio al legame politico indissolubile che unisce Renzi alla Sottosegretaria. Impossibile ricandidarla ad Arezzo (sarebbe presa a forconate dai truffati di Banca Etruria), diventano bollenti le linee telefoniche del Nazareno con le segreterie locali di altre regioni. Nessuno la vuole temendo che la sua presenza possa danneggiare i candidati locali. Si parla di Ercolano, la cittadina del sindaco Ciro Bonaiuto boschiano di ferro. Ma anche da quelle parti le tensioni si tagliano a fette.

Intanto Renzi – in chiara difficoltà – straparla dando l’impressione di non essere consapevole del baratro che si sta aprendo davanti al Pd. A “Repubblica” dice di volere un premier piddino e aggiunge che Pietro Grasso e Laura Boldrini faranno la stessa fine di Gianfranco Fini. Una gufata pazzesca da chi i “gufi” li ha sempre criticati! Cerca di riportalo alla realtà il preoccupato Andrea Orlando. “Così – ammonisce sondaggi alla mano – rischiamo di andare a sbattere”.

Intanto, l’Amicone di Famiglia e il regista del “Patto del Nazareno” si mantiene in posizione defilata. Denis Verdini teme che i suoi guai giudiziari possano avere una ricaduta negativa sul Pd. Distante e silenzioso è pronto a scommettere però che dopo le elezioni si farà un governo Berlusconi-Renzi.

Ipotesi non gradita a Salvini che minaccia fuoco e fiamme. Per il leader leghista e per la Meloni o si fanno patti chiari e sottoscritti prima delle elezioni o la coalizione di centrodestra finisce a buone donne.

Vi è poi la diaspora post-alfaniana. Anime vaganti in cerca di asilo. Si offrono portando soltanto la propria presenza e non voti. Ad eccezione di Maurizio Lupi che qualcosa può ancora rimediare da Comunione e Liberazione, la sua antica culla.

L’ultima polemica sulle fake news stimola Berlusconi a dire la sua. Nel mirino l’Uomo di Arcore ha Joe Biden, il vice di Obama autore della intemerata contro Putin, presunto autore di condizionamenti della politica italiana. “Putin – dice in sostanza il Silvio nazionale – è una persona seria e Biden è uno sparapalle”.

Infine il chiacchiericcio sulle possibilità di intesa programmatica tra M5s e Liberi e Uguali di Pietro Grasso. Molto dipenderà anche dal risultato che farà registrare la neonata formazione politica. Indubbiamente i punti programmatici in comune sono parecchi: dalla reintroduzione dell’Art.18 alla cancellazione della Legge Fornero, dal Reddito di Cittadinanza alla riforma del Jobs Act, dalle pensioni alla Sanità… Chi vivrà vedrà.