Champions League: Juventus vincente, ma è fuori

Champions League: Juventus vincente, ma è fuori

10 Marzo 2021 0 Di Fabio Carolla

Champions League: Juventus vince lo scontro di ritorno, ma non basta: è fuori dalla Champions League. Decide la doppietta di Sergio Oliveira.

Champions League, Juventus – Porto: i presupposti

Match decisivo quello di martedì sera per la Juventus: i bianconeri provano il tutto-per-tutto per non uscire dalla Champions League.

La Vecchia Signora affronta il Porto nel ritorno degli ottavi di Champions League: la gara di andata, finita 2-1 per i portoghesi, aveva complicato le chance del passaggio del turno per gli italiani. Per fortuna, il gol di Chiesa nei minuti finali rimandava il discorso al ritorno, regalando maggiori speranze ai tifosi piemontesi.

Pirlo si dice pronto ad affrontate la partita “come una finale“: richiama i suoi alla carica e all’attenzione, il maggior discriminante per il risultato dell’andata. Alla Juventus serve la spinta necessaria dei grandi appuntamenti, capace di far pendere il risultato a proprio favore, nonostante la prestazione possa passare in secondo piano.

È nel segno di questo discorso – dei grandi appuntamenti – che Pirlo decide di utilizzare Cristiano Ronaldo, l’uomo delle grandi sfide. Riposato e non utilizzato nell’incontro del weekend contro la Lazio, il portoghese è chiamato in cattedra per ribaltare il risultato.

Al fianco di CR7, Morata in ottima forma dopo la doppietta contro i biancocelesti. In avanti anche Chiesa a completare il reparto offensivo. Cabina di regia composta da Arthur, Rabiot, Ramsey: giocatori dalla grande esperienza sul palcoscenico europeo. In porta, Szczesny rassicura i soliti Bonucci e Demiral, centrali, e Alex Sandro e Cuadrado sulle fasce.

Primo tempo: Juventus parte con il piede sbagliato

Il primo tempo della Juventus è l’inizio che non speri in partite del genere. La Vecchia Signora attacca e tiene la palla, concludendo con i 2/3 del possesso palla.

Tuttavia, al 19esimo Demiral è ingenuo ed in area affonda il tackle sull’attaccante del Porto. L’arbitro è deciso nell’assegnare il rigore: dal dischetto Sergio Oliveira è chirurgico e spiazza il portiere bianconero. 1-0 per i portoghesi e la Juve che vede le proprie chance diminuire in lontananza.

Lo scorrere del tempo non aiuta la Juventus, per quanto la squadra bianconera attacchi: tuttavia, manca la freddezza opportuna di questi incontri. Quando sei soggetto al passare dei minuti, è sempre più difficile spingere la palla in rete.

La Juve conclude il primo tempo con 7 tiri totali e 4 a porta: troppi pochi per una squadra che cerca almeno due gol. L’approccio del secondo tempo deve essere totalmente diverso se Pirlo e ragazzi sperano di ottenere il passaggio del turno.

Secondo tempo: bene, ma non benissimo

Nel secondo tempo si sente il cambio di passo dei bianconeri. Bastano pochi minuti della ripresa a Cristiano Ronaldo per appoggiare la palla a Chiesa, autore del gol juventino dell’andata. L’ex Fiorentina è cinico il giusto per non sprecare la splendida occasione da gol.

I piemontesi sono poi bravi a crearsi la propria fortuna: al 52esimo e al 54esimo Taremi non contiene la propria foga, eccessiva e accumula doppio giallo. Il Porto è in dieci e la Juventus è pronta ad affrontare più di 30 minuti di partita in vantaggio numerico.

Per i ragazzi di Pirlo ci sono tutti i presupposti giusti per ribaltare il risultato e ottenere l’agognato passaggio del turno. Ad essere decisivo non è però Cristiano Ronaldo – come dalle attese. Sorprende, infatti, la super prestazione – da 10 in pagella – di Chiesa: al 63esimo, l’ala bianconera riceve di testa la palla da Cuadrado e marca la seconda rete della serata. Doppietta personale per il giovane talento nostrano e pareggio generale per la Juventus: se il risultato dovesse rimanere invariato, si andrebbe ai supplementari.

I dragoes nel secondo tempo sembrano molto meno attenti e più inclini a mollare la presa: molto incide sul morale l’uno-due juventino. I bianconeri, difatti, rimettono tutto in discussione in circa 15 minuti.

Nel secondo tempo è tanta, troppa Juventus in campo: Morata e compagni sono abbondanti in campo e attaccano compatti, coadiuvati sempre dal solito Chiesa, infermabile sulla fascia. La Juve sfrutta bene il vantaggio numerico, ma cade anche su banali coperture: non è esente da rischi la difesa juventina, nonostante l’uomo in più.

Nulla da fare però: le tante azioni juventine si sprecano sul fondo – o sulla traversa, come nell’occasione di Cuadrado – prima del fischio che sancisce la fine del secondo tempo. La Juventus è chiamata a mettere il punto finale con 30 minuti aggiuntivi, quelli dei tempi supplementari.

Supplementari: Juve

Nei tempi supplementari il Porto si difende e basta. La Juve sembra essere sempre vicina al gol del vantaggio definitivo, ma le occasioni non sono sfruttate bene.

Al 115esimo è poi addirittura il Porto a segnare: su calcio di punizione dalla distanza, Sergio Oliveira sigla la doppietta personale. Il tiro è rasoterra e supera la barriera – che si apre – sorprendendo Szczesny: il polacco la tocca, ma non abbastanza per sventare il gol.

La Juve rialza subito la testa ed un minuto dopo i bianconeri trovano la rete del 3-2: su calcio d’angolo di Bernardeschi, Rabiot stacca altissimo e manda la palla in rete. Marchesin rimane a guardare e non può nulla.

Poi al Porto non rimane che difendersi e sperare nel passaggio del turno. La Juve non riesce a concludere a porta e lamenta, negli ultimi secondi, un rigore non dato su De Ligt: obiettivamente, il contatto è di difficile valutazione e l’arbitro non se la sente di chiamare il penalty.

Il triplice fischio è tutta una storia: per la la Juve è ancora un flop. E ci si incomincia a chiedere: quanto è stato proficuo l’investimento Ronaldo, considerando che l’obiettivo finale era la Champions?

Champions League: anche Dortmund passa il turno

Nell’altra sfida del martedì sera di Champions League, non servono minuti supplementari al Dortmund per passare il turno. Il risultato di 3-2 dell’andata già era un’ottimo punto di partenza.

Al ritorno i tedeschi vanno in vantaggio 2-0 con il solito Haaland, sempre più decisivo. Poi soffrono la rimonta del Siviglia che pareggia con En-Nesyri, ma troppo tardi. Il risultato finale di 2-2 sorride al Borussia, che passa con un aggregato totale di 5-4.