Condono per Ischia. Ecco ciò che le puttane delle tastiere fingono di ignorare

Condono per Ischia. Ecco ciò che le puttane delle tastiere fingono di ignorare

16 Novembre 2018 0 Di Marino Marquardt

A proposito di puttane delle tastiere… Si è molto giocato e molto tendenziosamente scritto sul presunto soccorso azzurro da parte di alcuni “dissidenti” forzisti al condono per le abitazioni terremotate abusive di Ischia.

Gli Onorevoli con le mani in pasta lontani anni luce dal M5s

Sono tutti campani e tutti chiacchierati, da sempre con le mani in pasta tra piccoli e grandi affari

A leggere certi titoli Costoro – folgorati sulla via delle Convenienze – si sarebbero convertiti al grillismo.

Niente di più falso.

In realtà non hanno nulla da spartire né da condividere con i Cinquestelle i due capibastone e capicordata che – sempre a leggere certi titoli –  avrebbero guidato e coinvolto nella conversione anche altri quattro colleghi campani di partito.

Luigi Cesaro (ex autista del boss Raffaele Cutolo, ex presidente della Provincia di Napoli e parlamentare scelto da Silvio Berlusconi per “meriti acquisiti”) e Domenico De Siano (già sindaco di Lacco Ameno, coordinatore napoletano di Forza Italia e anch’egli parlamentare scelto dal Pregiudicato di Arcore per “meriti acquisiti”) hanno semplicemente approfittato del provvedimento sul condono per meglio gestire le rispettive clientele presenti sul territorio.

Nulla di politico, insomma, la scelta dei forzisti è stata all’insegna del puro opportunismo.

Nessuno tra i pentastellati aveva chiesto loro il voto. Ma se il voto arriva non si può rifiutare. E’ la regola del Parlamento.

Detto ciò giova ricordare che nel 2015 Luigi Di Maio si mostrò molto contrario all’ipotesi di sanare gli abusi sull’isola di Ischia tanto da chiedere – tramite interrogazione parlamentare – di chiarire la posizione di De Siano le cui proprietà (tra cui l’albergo “San Montano” di Lacco Ameno edificato sulla vetta di Monte Vico, sede dell’Acropoli dei primi coloni greci giunti sull’isola nell’VIII secolo a.C.) erano finite sotto la lente d’ingrandimento della magistratura per alcuni illeciti che andavano dalla violazione delle norme di salvaguardia del paesaggio alla mancata denuncia dei lavori all’ufficio del Genio Civile.

Ma non è tutto.

Luigi Cesaro – meglio conosciuto come Giggino ‘a Purpetta – balzò alla ribalta per irregolarità nella concessione di appalti del Comune di Lusciano (Caserta) a ditte legate alla camorra, in particolare al clan dei Casalesi.

Detto ciò, in tutti i provvedimenti legislativi c’è il rischio che possano infiltrarsi interessi poco cristallini di politici vocati a realizzare l’irrobustimento dei propri portafogli.

E’ un rischio ineludibile fino a quando le candidature non saranno fissate in base alle capacità politiche e professionali e in base allo spessore etico-morale di ciascuno.

Ma ciò le puttane delle tastiere si guardano bene dal trattare…

16/11/2018  h.07.00