Consegnata al Museo dell’automobile di Torino un’intera collezione di auto di lusso e d’epoca, sequestrata ad un evasore

Consegnata al Museo dell’automobile di Torino un’intera collezione di auto di lusso e d’epoca, sequestrata ad un evasore

17 Luglio 2020 Off Di Pietro Nigro

La Guardia di Finanza consegna al Museo dell’automobile di Torino un’intera collezione di auto di lusso e d’epoca, sequestrata ad un evasore.

Va al Mauto la collezione di auto dell’evasore

Vanno al MAUTO le 17 automobili che facevano parte della straordinaria collezione di auto d’epoca e di gran lusso messa su da un evasore fiscale e sequestrate dai militari della Guardia di Finanza del I Gruppo Genova, nell’ambito dell’operazione “Rien ne va plus”.

Si tratta di un ragguardevole patrimonio di belle automobili, che meritavano di essere salvaguardate e perché no anche anche valorizzate. Per questo la Procura della Repubblica di Genova si è affidata al Museo dell’automobile di torino, che infatti le ha messe in esposizione questa mattina è che si farà carico, con le sue competenze soprattutto tecniche, di una corretta conservazione e valorizzazione della collezione.

Anche perché, il collezionista evasore fiscale, evidentemente, di auto si intendeva, ed ha raccolto negli anni diversi pezzi molto pregiati, sebbene riconducibili ad attività illecite e che la Guardia di Finanza ha recuperato, a beneficio dell’erario e della collettività.

Dall’inchiesta, coordinata dalla Procura della Repubblica di Genova, è emerso come l’intera collezione fosse di un privato cittadino genovese – non imprenditore, ma che abitualmente commerciava in auto di lusso e storiche, e che aveva oltre quattro milioni e mezzo di euro di debiti con il fisco.

Il tutto perché negli anni il commerciante aveva messo su un avviato giro d’affari “sommerso”, ed aveva venduto, tra il 2013 ed il 2018, come ha accertato la Finanza, 25 autovetture di grande valore, Maserati, Lamborghini, Porsche, Bentley e ben otto Ferrari, tra cui la prima vettura costruita nel 1948 a Maranello per un uso uso stradale, la mitica “166 inter”, venduta per 1 milione di dollari ad un collezionista statunitense.

Ma poiché nel frattempo il debito verso l’erario si faceva sempre più consistente, l’astuto commerciantesi sarebbe “occultato” completamente agli occhi del fisco, e si era spogliato di tutti i beni a lui intestati, attribuendoli fittiziamente ai parenti della propria compagna – tutti sprovvisti di reddito – ed altri soggetti compiacenti, tra i quali due italiani – un torinese ed un lodigiano – oggi residenti a Montecarlo, anche attraverso re-immatricolazioni nel Principato di Monaco.

Questa procedura, secondo i finanzieri italiani, rientra nel reato di sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte, ed è emersa a seguito di una operazione nata a maggio 2018 a seguito dell’apertura di una verifica fiscale nei confronti del principale indagato, selezionato attraverso un esame degli indici di rischio.

L’analisi forense condotta sullo smartphone dell’indagato ha portato alla luce numerosi documenti, attestanti l’interposizione fittizia di ben otto prestanome per le auto poi sottoposte a sequestro.

Successivamente all’apertura della verifica, il titolare effettivo di tutta la collezione si stava adoperando per procedere alla vendita all’asta in due blasonati eventi internazionali (il “classic & sport cars” di Montecarlo ed il prestigioso “Goodwood festival of speed” nel Regno Unito) di otto tra le autovetture della sua collezione, tra cui tre Ferrari, una Corvette di altissimo valore collezionistico e una Lamborghini Murcielago, esemplare nr. 26 delle 185 complessivamente prodotte, che aveva lasciato l’Italia alla volta dei salotti britannici.

Vista l’imminente vendita all’incanto, la Procura della Repubblica di Genova ha emesso un provvedimento di sequestro preventivo finalizzato alla confisca, con procedura d’urgenza, che è stato immediatamente eseguito dai militari del I Gruppo Genova, i quali sono riusciti a recuperare – in un’operazione durata una settimana – le autovetture in Italia e all’estero ed hanno bloccato – grazie all’utilizzo dei canali di cooperazione internazionale attivati dal II Reparto del Comando Generale della Guardia di Finanza – la vendita all’asta nel Regno Unito e nel Principato di Monaco.

Il prosieguo delle indagini ha poi consentito di individuare e porre sotto sequestro ulteriori 4 beni immobili di pregio siti in Genova, fittiziamente intestati, tra cui un attico di 300 Mq nella prestigiosa Galleria Mazzini.

Da oggi la bellissima collezione, grazie alla disponibilità del MAUTO di Torino – tra i più antichi e importanti musei della specie al mondo – sarà accessibile al pubblico, così arricchendo di ulteriori pezzi pregiati l’intero patrimonio automobilistico ivi custodito.