Consip, calunniato e calunniatore restano ai loro posti. Forse qualcuno teme che esca altro marcio?

Consip, calunniato e calunniatore restano ai loro posti. Forse qualcuno teme che esca altro marcio?

16 Marzo 2017 0 Di Marino Marquardt

Affaire Consip, Marroni accusa Lotti che parla di calunnie. Ma nessuno rimuove calunniato e calunniatore. Forse qualcuno teme che possa uscire altro marcio?

Consip, calunniato e calunniatore restano al loro posto

Affaire Consip, i senatori garantisti renzusconiani ieri hanno dunque “assolto” il ministro dello Sport Luca Lotti indagato per rivelazione di segreto istruttorio. E gli hanno confermato quella fiducia che i parlamentari pentastellati volevano che gli fosse stata ritirata.

Il voto dei renzusconiani si presta a una sola lettura: le parole di Lotti sono state ritenute veritiere, secondo la maggioranza dei senatori il ministro avrebbe raccontato la verità.

Verità che però cozza contro le parole riferite dall’Amministratore delegato della Consip, Luigi Marroni, e da Filippo Vannoni, presidente della Publiacqua fiorentina.

Entrambi amici di Matteo Renzi, entrambi ricoprono i rispettivi incarichi per nomina politica.

Renziani contro, dunque. Un corto circuito per il quale le cause sono tutte ancora da decifrare.

Di certo c’è chi mente. E la domanda che sorge spontanea alle ore 10.30 di oggi è questa: cosa farà la maggioranza di governo, cosa farà il Pd, cosa farà il governo di fronte alla sciarada appalti-corruzione-soldi-gole profonde & contrastanti “verità”che riguarda la Centrale acquisti dello Stato?

In un Paese normale, dopo la fiducia confermata a Lotti, il governo inviterebbe l’Amministratore delegato Consip a togliere il disturbo in quanto ritenuto bugiardo e calunniatore.

Una sospensione dal servizio in attesa di conoscere gli sviluppi dell’inchiesta che renderanno noti i magistrati titolari della medesima. Invece – di fronte a due opposte versioni dei fatti – non accade niente.

Restano ai propri posti “calunniato” e “calunniatore”.

Uno stallo che può prestarsi a inquietanti interpretazioni.

Da qualche parte si teme forse che il marcio della vicenda non sia ancora del tutto venuto fuori?

Si teme forse che qualcuno, punto sul vivo, possa lasciarsi andare in compromettenti esternazioni?

Si teme forse che Alfredo Romeo, insofferente al carcere, vuoti il sacco? O cos’altro?

Di certo l’unico fatto chiaro al momento è l’estremo imbarazzo del governo e del Pd nel tenere congelate posizioni pubbliche individuali inconciliabili.

Posizioni destinate prima o poi a squagliarsi. Per il Paese meglio prima che poi..