David di Donatello 2016, tutti i vincitori

David di Donatello 2016, tutti i vincitori

19 Aprile 2016 0 Di Emilia Parisi

David di Donatello 2016: sette riconoscimenti a Lo chiamavano Jeeg Robot di Gabriele Mainetti e Il racconto dei racconti di Matteo Garrone. Miglior film e miglior sceneggiatura a Perfetti sconosciuti di Paolo Genovese.

David di Donatello, trionfano Mainetti e Garrone

Il premio cinematografico italiano David di Donatello (qui il sito ufficiale) ha compiuto sessant’anni. La cerimonia, presentata da Alessandro Cattelan, si è svolta ieri negli Studios in via Tiburtina a Roma, trasmessa in diretta dai canali Sky. Il film Perfetti sconosciuti di Paolo Genovese, campione d’incassi al botteghino con più di 16 milioni di euro, si aggiudica un doppio riconoscimento: Miglior film e Miglior sceneggiatura. Due le pellicole che hanno ricevuto, invece, il maggior numero di statuette: Lo chiamavano Jeeg Robot di Gabriele Mainetti e Il racconto dei racconti – Tale of tales di Matteo Garrone.

Perfetti sconosciuti, commedia corale interpretata da Kasia Smutniak, Marco Giallini, Valerio Mastandrea, Anna Foglietta, Giuseppe Battiston, Edoardo Leo e Alba Rohrwacher, ha meritato una doppia targa, Miglior film 2016  e Miglior sceneggiatura (Filippo Bologna, Paolo Costella, Paolo Genovese, Paola Mammini e Rolando Ravello).

Lo chiamavano Jeeg Robot, film rivelazione 2016, si è aggiudicato le targhe di Miglior regista esordiente (Gabriele Mainetti), Miglior attore protagonista (Claudio Santamaria), Miglior attrice protagonista (Ilenia Pastorelli), Miglior attore non protagonista (Luca Marinelli), Miglior attrice non protagonista (Antonia Truppo), Miglior produttore (Gabriele Mainetti), Miglior montatore (Andrea Maguolo con la collaborazione di Federico Conforti) e Mercedes Benz Future Award.

Il poetico film di Matteo Garrone, Il racconto dei racconti – Tale of tales, adattamento cinematografico della raccolta di fiabe Lo cunto de li cunti (1634) di Giambattista Basile, ha vinto per Miglior regia (Matteo Garrone), Migliore autore della fotografia (Peter Suschitzky), Miglior scenografia (Dimitri Capuani e Alessia Anfuso), Miglior costumista (Massimo Cantini Parrini), Miglior truccatore (Gino Tamagnini in condivisione con Walter Casotto e Luigi D’Andrea di Makinarium), Miglior Acconciatore (Francesco Pegoretti) e Migliori effetti digitali (Makinarium).

David di Donatello, tutti i vincitori

Miglior film: Perfetti sconosciuti, regia di Paolo GenoveseGli altri candidati erano: Fuocoammare, regia di Gianfranco Rosi; Il racconto dei racconti – Tale of tales, regia di Matteo Garrone; Non essere cattivo, regia di Claudio Caligari; Youth – La giovinezza, regia di Paolo Sorrentino.

Miglior regista: Matteo Garrone per Il racconto dei racconti – Tale of tales. Gli altri candidati erano: Gianfranco Rosi, Fuocoammare; Claudio Caligari, Non essere cattivo; Paolo Genovese, Perfetti sconosciuti; Paolo Sorrentino, Youth – La giovinezza.

Miglior regista esordiente: Gabriele Mainetti per Lo chiamavano Jeeg Robot. Gli altri candidati erano: Carlo Lavagna, Arianna; Adriano Valerio, Banat – Il viaggio; Piero Messina, L’attesa; Francesco Miccichè e Fabio Bonifacci, Loro chi?; Alberto Caviglia, Pecore in erba.

Miglior sceneggiatura: Filippo Bologna, Paolo Costella, Paolo Genovese, Paola Mammini e Rolando Ravello, Perfetti sconosciuti. Gli altri candidati erano: Edoardo Albinati, Ugo Chiti, Matteo Garrone e Massimo Gaudioso, Il racconto dei racconti – Tale of tales; Nicola Guaglianone e Menotti, Lo chiamavano Jeeg Robot; Claudio Caligari, Giordano Meacci e Francesca Serafini, Non essere cattivo.

Miglior produttore: Gabriele Mainetti per Goon Films con Rai Cinema, Lo chiamavano Jeeg Robot.

Miglior attrice protagonista: Ilenia Pastorelli, Lo chiamavano Jeeg Robot. Le altre candidate erano: Astrid Bergès-Frisbey, Alaska; Paola Cortellesi, Gli ultimo saranno ultimi; Sabrina Ferilli, Io e lei; Juliette Binoche, L’attesa; Valeria Golino, Per amor vostro; Anna Foglietta, Perfetti sconosciuti.

Miglior attore protagonista: Claudio Santamaria, Lo chiamavano Jeeg Robot. Gli altri candidati erano: Alessandro Borghi, Non essere cattivo; Luca Marinelli, Non essere cattivo; Marco Giallini, Perfetti sconosciuti; Valerio Mastandrea, Perfetti sconosciuti.

Miglior attrice non protagonista: Antonia Truppo, Lo chiamavano Jeeg Robot. Le altre candidate erano: Piera Degli Esposti, Assolo; Elisabetta De Vito, Non essere cattivo; Sonia Bergamasco, Quo Vado?; Claudia Cardinale, Ultima fermata.

Miglior attore non protagonista: Luca Marinelli, Lo chiamavano Jeeg Robot. Gli altri candidati erano: Valerio Binasco, Alaska; Fabrizio Bentivolgio, Gli ultimi saranno ultimi; Giuseppe Battiston, La felicità è un sistema complesso; Alessandro Borghi, Suburra.

Miglior autore della fotografia: Peter Suschitzky, Il racconto dei racconti – Tale of tales. Gli altri candidati erano: Michele D’Attanasio, Lo chiamavano Jeeg Robot; Maurizio Calvesi, Non essere cattivo; Paolo Carnera, Suburra; Luca Bigazzi, Youth – La giovinezza.

Migliore colonna sonora: David Lang, Youth – La giovinezza. Gli altri candidati erano: Alexandre Desplat per Il racconto dei racconti – Tale of tales; Ennio Morricone per La corrispondenza; Michele Braga e Gabriele Mainetti per Lo chiamavano Jeeg Robot; Paolo Vivaldi con la collaborazione di Alessandro Sartini per Non essere cattivo.

Miglior canzone originale: Simple Song #3, musica e testi di David Lang, interpretazione di Sumi Jo per Youth – La giovinezza. Gli altri candidati erano: per La felicità è un sistema complesso la canzone Torta di noi, musica, testi e interpretazione di Niccolò Contessa; per Non essere cattivo la canzone A cuor leggero, musica, testi e interpretazione di Riccardo Sinigallia; per Perfetti sconosciuti la canzone Perfetti sconosciuti, musica di Bungaro e Cesare Chiodo, testi e interpretazione di Fiorella Mannoia; per Quo Vado? la canzone La prima repubblica, musica, testi e interpretazione di Luca Medici (Checco Zalone).

Miglior fonico di presa diretta: Angelo Bonanni per Non essere cattivo. Gli altri candidati erano: Maricetta Lombardo per Il racconto dei racconti – Tale of tales; Valentino Giannì per Lo chiamavano Jeeg Robot; Umberto Montesanti per Perfetti sconosciuti; Emanuele Cecere per Youth – La giovinezza.

Miglior montatore: Andrea Maguolo con la collaborazione di Federico Conforti per Lo chiamavano Jeeg Robot. Gli altri candidati erano: Jacopo Quadri per Fuocoammare; Consuelo Catucci per Perfetti sconosciuti; Patrizio Marone per Suburra.

Miglior scenografia: Dimitri Capuani e Alessia Anfuso per Il racconto dei racconti – Tale of tales. Gli altri candidati erano: Maurizio Sabatini per La corrispondenza; Massimiliano Sturiale per Lo chiamavano Jeeg Robot; Giada Calabria per Non essere cattivo; Paki Meduri per Suburra; Ludovica Ferrario per Youth – La giovinezza.

Miglior costumista: Massimo Cantini Parrini per Il racconto dei racconti – Tale of tales. Gli altri candidati erano: Gemma Mascagni per La corrispondenza; Mary Montalto per Lo chiamavano Jeeg Robot; Chiara Ferrantini per Non essere cattivo; Carlo Poggioli per Youth – La giovinezza.

Miglior truccatore: Gino Tamagnini in condivisione con Walter Casotto e Luigi D’Andrea di Makinarium per Il racconto dei racconti – Tale of tales. Gli altri candidati erano: Enrico Iacoponi per La corrispondenza; Giulio Pezza per Lo chiamavano Jeeg Robot; Lidia Minì per Non essere cattivo; Maurizio Silvi per Youth – La giovinezza.

Miglior acconciatore: Francesco Pegoretti per Il racconto dei racconti – Tale of tales.  Gli altri candidati erano: Elena Gregorini per La corrispondenza; Angelo Vannella per Lo chiamavano Jeeg Robot; Sharim Sabatini per Non essere cattivo; Aldo Signoretti per Youth – La giovinezza.

Migliori effetti digitali: Makinarium per Il racconto dei racconti – Tale of tales. Gli altri candidati erano: Chromatica per Lo chiamavano Jeeg Robot; Visualogie per Suburra; Peerless per Youth – La giovinezza; EDI – Effetti Digitali Italiani per Game Therapy.

Miglior documentario lungometraggio: S is for Stanley di Alex Infascelli. Gli altri candidati erano: Harry’s Bar di Carlotta Cerquetti; I bambini sanno di Walter Veltroni; Lousiana (The Other Side) di Roberto Minervini, Revelstoke; Un bacio nel vento di Nicola Moruzzi.