Def, match Di Maio-Salvini. Il Cinquestelle vince il primo round a Palazzo Chigi…

Def, match Di Maio-Salvini. Il Cinquestelle vince il primo round a Palazzo Chigi…

16 Ottobre 2018 0 Di Marino Marquardt

Dopo una giornata all’insegna di tensioni nel maggioranza i due Vicepremier Salvini e Di Maio trovano l’accordo sui punti più controversi del Def.

Il Def a Bruxelles: rispettati gli impegni elettorali e le clausole del contratto M5s-Lega

“…E vedere di nascosto l’effetto che fa…”.

Come l’indimenticabile Enzo Iannacci, i Tre – Giuseppe Conte, Luigi Di Maio e Matteo Salvini – acquattati nelle stanze di Palazzo Chigi, attendono ora la reazione di Bruxelles alla Nota di aggiornamento del Def inviata allo scadere della mezzanotte di ieri, 15 ottobre.

Un documento che contiene i numeri e i titoli del Bilancio del Paese che dovrà essere approvato dal Parlamento italiano entro il 31 dicembre.

Titoli che dimostrano il rispetto dei programmi elettorali di M5s e Lega e delle clausole del contratto di Governo sottoscritto da Di Maio e Salvini.

Dai titoli all’applicazione delle Norme contenute nel Def è tutto comunque ancora da vedere. Dal Reddito di cittadinanza all’aumento delle pensioni minime, dalla cancellazione della Fornero alla riduzione della pressione fiscale, alla pace fiscale, l’inghippo può nascondersi tra le pieghe.

Presto dunque per esprimere un giudizio definitivo sulla sostanza dei provvedimenti di là da venire.

Al momento, dunque, è possibile esprimere soltanto un parere positivo sui Titoli del Def. Un semplice giudizio di facciata e nulla più.

Un giudizio al termine di una giornata in cui i due vicepremier nonché leader del M5s e Lega si sono scambiati duri segnali di guerra.

Si sono evitati non presentandosi al vertice di maggioranza alimentando il clima di tensione.

Poi al termine di estenuanti bracci di ferro, hanno trovato trova l’intesa.

La Manovra è stata approvata con tetto alla“pace fiscale, meno soldi dalle pensioni d’oro, tagli ai fondi per i profughi.

L’impressione è che alla fine abbia vinto il primo round ai punti Di Maio. Ma di round fino all’approvazione definitiva del Bilancio ne sono previsti ancora molti…

Il presidente della Commissione Ue, Jean Claude Junker, attacca ma poi ci mette una pezza

Come giudicheranno il Def i mastini di Bruxelles è l’interrogativo a caldo che gli osservatori di pongono.

Intanto Repubblica.it si precipita a dare il giudizio tranchant del presidente della Commissione europea Jean Claude Junker. Sul Quotidiano in prima linea al servizio del Sistema si legge: “La Commissione europea alza il muro a poche ore dall’invio da parte dell’Italia del Draft Budgetary Plan 2019, il documento che riassume tutte le principali misure che il governo inserirà nella prossima legge di Bilancio. “Se accettassimo il derapage” previsto dalla manovra rispetto alle regole europee – ha detto il presidente della Commissione Ue Jean-Claude Juncker in un incontro con la stampa audiovisiva italiana – alcuni Paesi ci coprirebbero di ingiurie e invettive con l’accusa di essere troppo flessibili con l’Italia. La dinamica della finanza pubblica italiana mi dà molte preoccupazioni ma – ci mette poi una pezza – non abbiamo pregiudizi: ne discuteremo con l’Italia come facciamo con tutti gli altri Paesi”. Un ruggito circense da parte di chi è ben consapevole di essere giunto a fine corsa. E’ infatti interesse da parte dei detentori del Potere europeo non tirare troppo la corda nei riguardi dell’Italia, ovvero del Paese che potrebbe essere capofila contro questa Europa delle Banche e della Finanza in occasione delle prossime elezioni Europee. A Bruxelles l’attuale sistema di potere trema. E il responso delle urne bavaresi ne accresce l’inquietudine. Finirà – vedrete – che incasseranno lo sgarbo da parte del Governo italiano limitandosi a qualche convulsione da copione. Il tutto in attesa delle sentenze degli usurai delle Agenzie di rating…