EgyptAir, relitti e cadaveri senza ipotesi

EgyptAir, relitti e cadaveri senza ipotesi

21 Maggio 2016 0 Di Pietro Nigro

Proseguono le ricerche dell’EgyptAir caduto nel Mediterraneo. Trovati cadaveri e relitti, ma non le scatole nere. Cer’a allarme fumo incabina, ma mancano altri elementi per formulare ipotesi precise – attentato o incidente – per la caduta del jet EgyptAir nel Mediterraneo.

EgyptAir, relitti e cadaveri senza ipotesi

Da ultimo, spunta l’ipotesi che ci sia stato del fumo nella cabina del jet EgyptAir caduto giovedì nel Mediterraneo con 66 persone a bordo. Lo dimostrerebbero, secondo l’agenzia investigativa francese Bea, alcuni segnali emessi dal jet poco prima di precipitare. Segnali che non indicano la causa ma solo la presenza di fumo o fuoco a bordo.

I segnali di allarme sono stati trasmessi attraverso un sistema automatico chiamato Acars, Aircraft Communication Addressing And Reporting System, e sono stati resi noti dal sito specializzato Aviation Herald, secondo cui si tratta di sette diversi messaggi trasmessi in un arco di tre minuti, uno dei quali proveniente dalla toilette e un altro dalla zona dei motori sotto la cabina di guida. Segnali di allarme che non potrebbero essere stati provocati da una esplosione improvvisa, ma solo da un incendio, piccolo o grande, e che purtroppo nulla dicono degli ecentuali sforzi del pilota per controllare il velivolo.

 

Insomma, un frammento di notizia, uno dei tanti insieme alle segnalazioni di ritrovamenti di cadaveri e di vari relitti dell’aereo, che si inseguono in queste ore, da quando il jet proveniente da Parigi e mai arrivato al Cairo è sparito dai radar greci. Frammenti su cui lavorano le autorità investigative francesi ed egiziane, che agiscono in piena collaborazione, come ha fatto sapere sabato mattina il ministro degli Esteri francese Jean-Marc Ayrault durante un incontro con i parenti – francesi e di altre nazionalità – dei passeggeri che erano a bordo del volo Parigi Cairo.

 

Intanto, 200, 300 kilometri al largo delle coste egiziane, i mezzi aeronavali greci ed egiziani continuano a cercare i resti del jet nell’area che è stata individuata dopo che un satellite europeo ha dato una mano alle ricerche indicando la grossa macchia di carburante individuata sulla superficie del mare a nord di Alessandria e circa 40 kilometri a sud est di quella in cui si trovava l’aereo quando è sparito dai radar. La zona delle ricerche, come ha detto alla televisione di Stato egiziana il presidente della EgyptAir Safwat Mosleim, ha un raggio di circa 40 miglia, il che significa un’area di 5mila miglia quadrate. Vastissima, dunque, e che potrebbe essere ancora ampliata se necessario.

 

Sin da venerdì le autorità egiziane hanno confermato che i relitti trovati, rottami, resti personali e perfino corpi dei passeggeri, sono da ricondurre al volo Parigi-Il Cairo sparito dai radar poco prima di lasciare lo spazio aereo greco ed entrare in quello egiziano.

E quel che si cerca attivamente sono soprattutto le scatole nere dell’aereo, le uniche, forse, che in questo momento potrebbero far capire qualcosa della sorte dell’aereo e sciogliere quel mistero che si sta infittendo sempre di più, nella mancanza di ipotesi plausibili.

A cominciare dalla pista che porta al terrorismo estremista islamico, che di recente ha spesso preso di mira la Francia e l’Egitto. potesi su cui, per ora, né le autorità egiziane né quelle francesi si sono per ora sbilanciate. Ipotesi che, invece, è stata palesemente sposata dalle autorità investigative americane sin dal primo momento.

Quella che è certa, per ora, perché tracciata dagli strumenti di controllo, è l’evoluzione della rotta dell’aereo, partito nottetempo dall’aeroporto Charles De Gaulle con 66 persone a bordo, inclusi i 7 membri dell’equipaggio, e diretto al Cairo. L’aereo ha infatti compiuto due strane virate, in direzione diametralmente opposte, prima di sparire dai radar ellenici.