Elezioni del 4 marzo, leader e comparse mentono sapendo di mentire

Elezioni del 4 marzo, leader e comparse mentono sapendo di mentire

28 Febbraio 2018 0 Di Marino Marquardt

A pochi giorni dalle elezioni del 4 marzo, la compagnia di giro vede recitare leader e comparse. I 5 stelle restano i più credibili.

4 MARZO, leader e comparsementono sapendo di mentire

Più che come volti appaiono come maschere, ridicole o oscene. Più che voci trasmettono fastidiosi rumori. I capponi di Renzo erano ben poca cosa al cospetto di quanti arrancano per salvare la poltrona. Leaders che la fanno fuori dal vaso, comparse che si agitano annaspando nella palude dell’ovvio, degli slogan e delle banalità. Il tutto mentre costoro vedono allontanarsi il posto in Parlamento o il primato nella loro parte politica…

Il leader della Lega Matteo Salvini indossa i panni del crociato con tanto di rosario, Vangelo e Costituzione tra le mani. Ridicolo. Anzi penoso il leghista a digiuno di filosofia e merce a buon mercato per gli ignoranti elettori settentrionali.

Il Capo di Forza Italia – dimentico dei suoi trascorsi frodatorii – si propone come premier per l’anno prossimo. Vaneggia la Mummia di Arcore. E propone meno tasse per i ricchi. Privo di argomenti, in pubblico continua a raccontare barzellette. Vanesio e svagato quanto basta, Silvio Berlusconi è sempre più la caricatura di se stesso.

Il segretario del Pd annuncia con nonchalange la sconfitta prossima ventura ma assicura che lui la poltrona non la lascerà. E’ ormai ridotto politicamente allo stato vegetativo lo yuppie di Rignano sull’Arno. E la gestualità, i falsetti vocali, la mimica facciale avvicinano sempre più Matteo Renzi ai personaggi dei film di Pieraccioni ambientati nella provincia toscana.

Giorgia Meloni sbatte i piedi in terra e ripete che vuole fare la premier. Fuori gioco la Mummia, la leader di Fratelli d’Italia ritiene che la partita per Palazzo Chigi se la debba giocare col pari grado leghista. Chiacchiere vuote in assenza di proposte concrete.

Schegge di campagna elettorale. Tutti mentono sapendo di mentire.

C’è poi l’ex presidente del Senato. Sembra un pesce fuor d’acqua. Pietro Grasso è leader di una federazione di partitini (Mdp, Si, Possibile) che si contende il primato di ciò che resta della Sinistra con Potere al Popolo e resti comunisti.

Uno psicodramma, uno spettacolo di immensa tristezza questo offerto dagli sparpagliati reduci comunisti e postcomunisti.

Dai leader alle rispettive seconde linee (Santanché, Lupi, Romano, De Girolamo, Fedriga e compagnia bella) lo spettacolo non migliora.

Detto ciò, in questo quadro di infinita povertà politica, morale e intellettuale, piaccia o non piaccia i più credibili appaiono i Cinquestelle. Sono i migliori per compostezza, capacità argomentativa, concretezza dei programmi, correttezza di linguaggio, serietà. Non vendono slogan avanzano proposte fattibili. Nessuna sorpresa, dunque, se la notte tra il 4 e 5 marzo farà registrare un successo del M5s al di là delle più rosee aspettative.