Ferragosto, ovvero la banale pochezza della politica italiana

Ferragosto, ovvero la banale pochezza della politica italiana

26 Agosto 2017 0 Di Pietro Nigro

Note di fine agosto all’ombra di ombrelloni ancora aperti per gli irriducibili del sapore di sale: emerge la generale banalità del dibattito politico italiano.

Nei giorni dedicati al mare, ai monti e alle cene tra amici, nei pochi momenti di riflessione consentiti dal tourbillon vacanziero è balzato agli occhi e agli orecchi di tutti la banale pochezza delle argomentazioni espresse da buona parte dei nostri politici.

Una pochezza che ha messo a nudo la povertà intellettuale di quanti – non scelti da noi – hanno la pretesa di rappresentarci in Parlamento.

Dalla stakanovista Santanché (sarebbe stata licenziata per assenteismo se avesse lavorato in una qualsiasi azienda) al prezzemolino Gasparri maestro di ovvietà al grigio e piccolo Orfini (è un cognome ma funziona bene anche come diminutivo) al Gaffeur pentastellato Di Maio collezionista di scivoloni.

Un quadro scoraggiante, avvilente nel quale le parole dei politici esprimono soltanto suoni privi di pensiero, fonemi privi di concetto.

Sgombero del palazzo occupato, caffè di Di Maio

Ultima perla in ordine di tempo lo sgombero dei rifugiati da un edificio in prossimità della Stazione Termini.

Una storiaccia romana, una storiaccia di occupazione abusiva di un palazzo privato di fronte alla quale amministrazioni comunali, governi e partiti hanno finto di non vedere per lunghi cinque anni fino ad accorgersene improvvisamente nei giorni scorsi.

Uno sgombero che è servito al pentastellato Luigi Di Maio per collezionare l’ennesima gaffe tra il silenzio generale del suo Quartier Generale.

Di Maio ha solidarizzato con le maniere spicce delle forze dell’ordine e non ha espresso alcun disappunto per le parole pronunciate dal mazziere funzionario di polizia già noto in passato per aver aizzato i propri uomini contro gli operai Thyssen.

Paradossalmente ciò che non ha saputo dire Di Maio a poche ore di distanza lo ha detto il Viminale: Niente più sgomberi in assenza di soluzioni abitative. Di Maio prenda, incarti e porti a casa…

Elezioni in Sicilia, prevale il poltronismo

Dai rifugiati alle grandi manovre in Sicilia in vista delle elezioni regionali di novembre. Lì – ad eccezione dei Cinquestelle che hanno già scelto il proprio candidato, programma e futura squadra di governo (programma e Giunta saranno presentati a breve) – renziani, renzusconiani, berlusconiani, alfaniani, leghisti e postfascisti meloniani-larussani giocano a chi si sputtana meglio.

Nei ragionamenti di questi osceni architetti di alleanze non vi è posto per il popolo siciliano.

Vi è soltanto bulimia poltronistica condita dalla esigenza alfaniana di sopravvivenza della sua vorace truppa.

Vedrete alla fine Matteuccio baratterà la soglia di sbarramento elettorale con l’Angelino da Agrigento…

Soltanto un ricordo le incomprensioni e le minacce dei mesi scorsi tra i due Accattoni.

Vitalizi dei parlamentari, Sposetti all’assalto della legge

L’ultimo colpo di coda di questo caldo agosto riguarda l’eventuale abolizione dei vitalizi per i parlamentari.

L’ex tesoriere del Pci-Pds-Ds, Ugo Sposetti, sta organizzando un robusto commando di sabotatori della legge già approvata dalla Camera e ora attesa al Senato.

All’iniziativa dell senatore postcomunista si è arruolata anche la ex giornalista anticamorra Rosaria Capacchione. Che schifo!
Direi che per oggi può bastare…