Governo: consultazioni finite, Mattarella prende tempo

Governo: consultazioni finite, Mattarella prende tempo

10 Dicembre 2016 0 Di Pietro Nigro

Il Presidente della Repubblica chiamato a decidere l’incarico per il nuovo governo dopo le consultazioni. “Penso ad un governo nella pienezza delle funzioni”, dice.

Crisi di governo, finite le consultazioni

 

Crisi di governo, il Presidente della Repubblica ha bisogno di tempo per decidere e per valutare tutti i pareri raccolti dalle forze politiche presenti in Parlamento.

A riferirlo alla stampa è lo stesso Capo dello Stato, oggi, al termine della tre giorni di consultazioni nel corso dei quali ha “annotato tutti i pareri dati dai rappresentanti dei gruppi presenti in Parlamento”.

Ma quel che ha in mente Sergio Mattarella è, come ha detto egli stesso, non tanto una soluzione provvisoria, come chiesto ad esempio da Lega e Movimento 5 stelle, bensì

Un governo nella pienezza delle sue funzioni, per affrontre gli impegni che si avvicinano, di natura interna, europea ed internazionale.

Tecnicamente, qualsiasi governo abbia giurato è nel pieno dei suoi poteri. Ma la sottolineatura del Capo dello Stato fa pensare piuttosto ad un “governo forte“, non un esecutivo ad “obsolescenza programmata”, insomma non un esecutivo che chiuda la legge elettorale e porti il Paese al voto, ma un Esecutivo a scadenza più lunga, proprio per affrontare tutte le scadenze e gli impegni prossimi, incluso quelli internazionali. La prima, il vertice europeo, è praticamente dietro l’angolo, perché si terrà il 15 dicembre.

Al Capo dello Stato non sfugge, in effetti, la questione “legge elettorale”.

E’ emersa la necessità, da più parti manifestata, di armonizzare i due sistemi elettorali di Camera e Senato, senza dimenticare le necessità connesse alla ricostruzione nelle zone terremotate”.
Ma il fatto stesso che il presidente abbia fatto esplicito riferimento agli impegni internazionali fa pensare proprio ad una soluzione che duri più di qualche mese.

Tutte le delegazioni maggiori hanno fatto riferimento alla necessità di tornare al voto, ma il Capo dello Stato, nel citare le scadenze internazionali, ha fatto sue, praticamente, le parole di Silvio Berlusconi, il quale tra l’altro ha guidato oggi la delegazione di Forza Italia ed ha fatto sapere che non intende entrare nel governo ma vuole partecipare allo sforzo collettivo per riscrivere le regole del voto.

Abbiamo illustrato quella che ci sembra l’unica strada da percorrere, l’approvazione in Parlamento di una nuova legge elettorale, che deve garantire omogeneità tra i due sistemi elettorali e deve consentire di rappresentare correttamente il voto degli Italiani”, ha detto Berlusconi al termine della consultazione.

Anche il riferimento, secco e preciso, alla prima delle urgenze di ordine interne, quella connessa al terremoto in Italia centrale, fa pensare ad una soluzione che voli alto rispetto al tema “elezioni subito”, rilanciato ancora oggi da Alessandro Di Battista.

Resta da capire se l’incarico di creare un nuovo Esecutivo sarà affidato effettivamente a Paolo Gentiloni, l’attuale ministro della Difesa che viene indicato con maggiore insistenza da due giorni a questa parte e da diverse aree politiche, incluse le correnti maggiori del Pd.

Nome che permetterebbe da una parte di manifestare una sorta di continuazione con il governo Renzi, di cui Gentiloni fa parte, ma non con il premier attuale Matteo Renzi, e dall’altra di mantenere una etichetta “Pd” sul nuovo Governo, sebbene di “larghe intese”.

Tra l’altro, in questo modo, si rispetterebbe anche l’indicazione – elezioni subito o larghe intese per la legislatura -emersa dalla Direzione del Pd, ma riportata nell’ambito delle competenze istituzionali del Presidente della Repubblica.