Il M5s volta  pagina. Di Maio lascia. E saluta con un addio all’arsenico il dissenso interno

Il M5s volta pagina. Di Maio lascia. E saluta con un addio all’arsenico il dissenso interno

22 Gennaio 2020 0 Di Marino Marquardt

Se n’è andato a tempo ormai scaduto e a pochi giorni dall’annunciata ennesima catastrofe elettorale. Alla porta è stato accompagnato dalle parole di circostanza di Emilio Carelli.

All’ombra delle Stelle nessuno si è strappato le vesti. Indifferente il Premier Giuseppe Conte, certamente non avrà gradito Matteo Salvini. Surreale e assordante il silenzio di Beppe Grillo, probabile regista del disarcionamento..

Sul palco del Tempio di Adriano campeggia lo sfondo con la scritta “Team del Futuro”. Quasi a sottolineare che una storia si è chiusa.

Di Maio parla rivolgendosi ai Facilitatori, versione 2.0 dei Responsabili Cittadini, Provinciali e Regionali dei Partiti di una volta. Niente di nuovo sotto le Stelle…

Un commiato all’arsenico nei confronti del Dissenso interno. Parla col dente avvelenato, Di Maio. E usa il tema post-ideologico a giustificazione delle scelte sbagliate

Si è dimesso da Capo Politico consentendo così al Movimento di potersi finalmente liberare dal giogo della falsa neutralità “Né di Destra né di Sinistra”.

Detto ciò, con le dimissioni di Luigi Di Maio può aprirsi una nuova pagina per il M5s, ovviamente a condizione che i Cinquestelle riescano a sopravvivere sotto il peso degli errori fatti dall’ormai loro ex Capo.

Su Di Maio ricadrà la responsabilità storica e politica di aver favorito l’ulteriore avanzata di Salvini nel caso di successo della Lega in Emilia-Romagna e in Calabria. Responsabilità grave, figlia della scellerata decisione di far correre da soli i Cinquestelle in queste Regioni.

E per favore non si tiri in ballo la piattaforma Rousseau. Gli iscritti avevano infatti espresso parere favorevole alla partecipazione alla tornata elettorale ma non avevano posto alcun divieto sull’eventuale alleanza col Centrosinistra.

Senza dire della responsabilità di Di Maio nell’aver dilapidato milioni di voti nell’arco di pochi mesi, senza dire di aver fatto inanellare al M5s una serie incredibile di sconfitte e senza dire della continua emorragia di Parlamentari tra i Banchi Cinquestelle…

Da domani – dunque – il M5s dovrà voltare pagina. Dovrà parlare chiaro agli iscritti e agli elettori, dovrà ufficialmente e strategicamente dare vita ad una organica alleanza col Centrosinistra. Il testimone passa temporaneamente a Vito Crimi

Di Maio bye bye, dunque. L’ormai ex Capo resta alla Guida del Ministero degli Esteri.

Detto ciò, il pallino – se i Cinquestelle vorranno fare sul serio – dovrà passare necessariamente nelle mani di Stefano Patuanelli. Con tanti saluti anche al Freudiano Alessandro Di Battista. E con tanti calci anche alle strampalate regole interne…

In bocca al lupo, Ragazzi!

Ps. Avviso agli Ortodossi della Lingua Italiana. Nella stagione in cui si tende ad inibire e a limitare l’uso delle Maiuscole, vado controcorrente. E chiarisco: le Maiuscole presenti nel testo non contemplate dalla scrittura corrente sono volute, esse rappresentano una licenza grafica dell’Autore e intendono conferire la giusta importanza al ruolo della parola attenzionata dalla maiuscola.

22/01/2020  h.19.00

Il video con l’addio di Di Maio: