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Informazione online: le notizie sono veloci, ma sorde e cieche

Informazione online: le notizie sono veloci, ma sorde e cieche

15 Marzo 2024 0 Di Antonio Fabozzi

Siamo passati dagli old ai new media: per l’informazione online la velocità è la quintessenza di internet. Ma le notizie con la W di while sono sorde e cieche.

Informazione online: le notizie sono veloci, ma sorde e cieche

I mezzi di comunicazione ci informano su quanto accade nel mondo. Internet ed i social ci immergono nel flusso delle informazioni che ci proiettano simultaneamente nei luoghi più disparati del pianeta e a centinaia di chilometri di distanza da casa permettendoci di oltrepassare le barriere spazio-temporali.

Nel XXI secolo abbiamo assistito, dunque, come ha detto Michele Mezza nel suo libro “Giornalismi nella rete. Per non essere sudditi di Facebook e Google”, alla “mediamorfosi”, ossia al passaggio dagli old media (giornali, radio, televisione) ai new media (web, social network).

Grazie a quest’ultimi noi riusciamo a sapere in real time quanto sta avvenendo negli angoli più sconosciuti del pianeta.

La velocità è la quintessenza di Internet

La velocità è la quintessenza di Internet. Nel mondo di oggi, infatti, abbiamo la capacità, grazie ai new media di avere un contatto diretto con la realtà, con l’ultimo aggiornamento, le ultimissime del villaggio globale.

La velocità è il messaggio piuttosto che il medium.

La carta stampata obbligava il lettore all’attesa del giorno seguente l’accaduto per poterne venire a conoscenza. Anche la radio e la TV, legati ai propri palinsesti, non sono sufficientemente celeri nella diffusione delle notizie, rispetto ai new media, tranne se sono avvenuti fatti eclatanti e la radio e i telegiornali trasmettono frequenti edizioni straordinarie o seguono addirittura in diretta gli eventi.

Informarsi significa, oggi, svincolarsi dalla rigidità delle scalette del TG, dalla impaginazione dei giornali, in costante contatto con il divenire degli eventi. Il giornalismo del real time è dominato dalla sesta W della professione, la W di While, il mentre dell’accadimento, dove la notizia non è anteriore all’evento ma contemporanea ad esso.

I nuovi media, raccontando i fatti in real time, superano il salto tra evento e notizia, che ora sono contemporanei, ossia tra l’azione che accade hic et nunc in un dato momento e luogo, e la sua cronaca.

L’avvenimento è raccontato nel suo evolversi. Noi, uomini del XXI secolo, abbiamo la percezione della realtà, filtrata dai media, come di un flusso di eventi che ci coinvolgono direttamente nel turbine della realtà. Siamo sempre più coinvolti emotivamente con quanto accade intorno a noi.

Assistere ai programmi d’informazione delle all news significa non solo porre il proprio sguardo alle immagini che vediamo sullo schermo ma attendere con la trepidazione del cuore al prossimo flash che porta con sé nuovi interessanti ed inediti risvolti dei fatti.

Qual è la dimensione, la forma, sotto cui si manifestano gli eventi del flusso? Sembra che i fatti diffusi dai mezzi di comunicazione non abbiano luogo nel tempo. Quanto espresso dalla cronaca appare nell’attimo, frazione del tempo che fluisce. Un suo momento isolato dagli altri, passato e futuro, considerato in sé.

I new media comunicano notizie “sorde e cieche”

I new media, paradossalmente, ci comunicano il reale ed il suo mutamento più che con delle fluidità, azioni che hanno una durata, con dei fatti che ne sono privi. Le notizie sono sorde, perché non individuano le cause remote nel tempo di determinate azioni, come coloro che sono privi dell’udito le fonti dei suoni, e cieche in quanto prive di prospettive, non riescono ad illuminarci sul futuro degli eventi.

Le news, seppur aggiornate in real time, appaiono nella forma della statica fotografia, mediante una serie di immobilità piuttosto che dal flusso ininterrotto di azioni che integrano il passato e preparano il futuro.

Esse non lasciano traccia di sé, e sono quindi realtà giustapposte, unità impermeabili ad ogni penetrazione del tempo e del suo fluire. I media, quindi, ci fanno percepire il reale come un presente permanente schiacciato sull’oggi.

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