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Infrastrutture, Trump lancia un piano da 200 miliardi di dollari

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Trump presenta al Congresso la Legge di Bilancio per il 2018 e lancia un Piano decennale da 200 miliardi di dollari per le infrastrutture.

Infrastrutture, Trump lancia un piano da 200 miliardi di dollari

200 miliardi di dollari in dieci anni: a tanto ammonta il Piano per il rilancio delle infrastrutture di comunicazione e trasporto che il presidente Usa Donald Trump ha annunciato oggi. Un piano atteso da anni e che, nelle intenzioni del Presidente dovrebbe mettere in moto mille e 500 miliardi di dollari di ulteriori investimenti aggiuntivi da parte degli enti statali e locali interessati.

Il Piano per le infrastrutture, che Trump ha presentato oggi e che deve ora essere approvato dal Congresso, infatti, è una sorta di bando, con i “grants” insomma con i fondi – almeno 100 miliardi – che l’amministrazione offre per il cofinanziamento di progetti di ampliamento delle infrastrutture dei vari Stati o di altre autorità locali e di investitori privati.

Altri 50 dei 200 miliardi di dollari sono specificamente destinati ai Governatori e alle altre autorità locali per finanziare il Piano per le infrastrutture rurali. E 20 sono invece destinati a progetti innovativi di potenziamento di infrastrutture esistenti.

Il Piano, inoltre, è ispirato al rilancio del decentramento decisionale, perché intende restituire capacità di iniziativa alle amministrazioni statali e locali, mentre il Governo federale si impegna a semplificare ed accelerare i processi decisionali e di approvazione dei progetti, sulla base di criteri strettamente oggettivi e valutazioni di impatto economico delle opere.

L’obbiettivo di Trump, come egli stesso ha dichiarato nel presentare il Piano ai governatori di alcuni Stati, è di recuperare il tempo perso negli anni in cui strade, ponti, autostrade e reti internet sono stati trascurati, nonché per espandere le reti ferroviarie ad alta velocità, che hanno avuto larga diffusione in Europa e non negli Stati Uniti.

Gli investimenti in infrastrutture sono uno dei punti più salienti del programma America First con cui Donald Trump ha vinto le elezioni e sono anche il principale impegno per questo anno di amministrazione, in vista delle difficili elezioni di Medio termine di novembre in cui i Democratici sembrano favoriti e potrebbero addirittura conquistare la maggioranza al Congresso.

E non è affatto pacifico che il Piano infrastrutture di Trump veda la luce, dal momento che il documento deve comunque essere approvato con almeno 60 voti su 100 al Senato, dove i Repubblicani hanno solo 51 senatori.

Sembra infatti che i Democratici non abbiano alcuna voglia di fare sconti al Presidente, visto che hanno già definito il programma carente di impegni nelle infrastrutture più importanti e in definitiva un piacere alle grandi corporation e ai costruttori.

 

Bilancio, Trump chiede soldi per il muro con il Messico e per le spese militari

Intanto, Donald Trump ha presentato anche il suo secondo Bilancio federale, il Piano finanziario che deve essere approvato dal Parlamento americano. Budget che comprende, oltre al Piano per le infrastrutture, anche uno specifico finanziamento per proseguire la costruzione del famoso “muro” al confine con il Messico, un Piano per il trattamento degli oppioidi nonché il complesso e delicato finanziamento per le spese militari che Trump vuole rilanciare.

Il Budget 2018 che Trump presenta al Congresso quest’anno è un documento da 4.400 miliardi di dollari e prevede un gran numero di tagli alle spese previste dal bilancio federale.

Il Bilancio proposto da Trump include, oltre ai 200 miliardi del Piano per le Infrastrutture, un ammontare di 23 miliardi di dollari nel capitolo Sicurezza delle frontiere, che comprende sia 18 miliardi in due anni per il completamento del muro di separazione al confine con il Messico, sia l’applicazione delle altre norme sull’immigrazione.

Un altro capitolo su cui punta l’amministrazione Trump è il Programma per contrastare la diffusione degli oppioidi, del valore di 13 miliardi di dollari in due anni.

Ammonta ad altri 716 miliardi di dollari la spesa prevista per le forze armate, per i programmi militari e per il mantenimento dell’arsenale nucleare statunitense.

In complesso, però, l’Amministrazione Trump prevede tagli alle spese non militari per ridurre il deficit di almeno 3mila miliardi di dollari in dieci anni.

Il Budget 2018, che include anche le previsioni sulla congiuntura economica dei prossimi anni, postula una crescita dell’economia piuttosto sostenuta come presuposto indispensabile per coprire il costo del progetto di riforma fiscale del valore di 1,5 miliardi di dollari che il Congresso ha approvato a dicembre 2017.

 

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Pietro Nigro
Giornalista professionista, napoletano, con esperienza di giornalismo su carta, in tv e sul web, nonché di comunicazione e nel mondo dell'impresa. Ha lavorato soprattutto a Napoli dove si è occupato di economia e politica per il Roma, il Denaro e il Corriere del Mezzogiorno. Ha curato uffici stampa e attività di comunicazione istituzionale, tra gli altri, per il parlamentare europeo Ernesto Caccavale, l'Ordine degli Ingegneri di Napoli, l'Associazione nazionale Consulenti tributari di Napoli, il Consorzio nazionale Acciaio, Anida onlus e Itaca ong. Come direttore responsabile, ha fatto nascere l'emittente televisiva calabrese Rete 3, e, come vicedirettore, il nuovo sito di informazione www.scelgonews.it. In precedenza è stato socio fondatore di una nuova impresa di bricchettaggio di lignite in Bashkortostan, di una cooperativa di diversamente abili a Napoli e della prima società italiana di condohotel a Chianciano (Siena). Attualmente collabora con il Sole 24 Ore. Nell'autunno 2015, raccoglie e rilancia l'ennesima sfida professionale: avviare www.Italianotizie24.it, una nuova iniziativa editoriale dal "basso", nata cioè dallo sforzo congiunto di un gruppo di giornalisti di varie parti d'Italia che decidono di "mettersi in proprio" per far nascere il "loro" giornale.