Kill the Bill, la protesta contro la riforma arriva anche a Londra

04 Aprile 2021 0 Di Rebecca Faioni

3 aprile di manifestazione in Piazza del Parlamento a Londra per Kill the Bill, protesta contro la proposta di legge che assegna maggiori poteri alla polizia e toglie il diritto a manifestare.

Dopo le proteste a Bristol e Manchester, anche a Londra si grida “Kill the Bill” – “Fermate la riforma”!

Arriva a LondraKill The Bill” – “Fermate la riforma”, la protesta contr il nuovo progetto di legge che potrebbe inasprire le pene per le manifestazioni e dare più poteri alla polizia. Sabato 3 aprile la manifestazione è partita alle 11 da Trafalgar Square ed è arrivata alle 11.30 in Piazza del Parlamento, dove si sono radunate una settantina di persone.

La protesta si è svolta in maniera pacifica, rispettando in larga parte le misure di sicurezza. I manifestanti, tutti con una mascherina sulla bocca e cartelloni in mano, hanno mantenuto un comportamento tranquillo. Purtroppo, la distanza dei 2 metri è stata spesso disattesa dai gruppi di ragazzi e ragazze assembrati nel parco della piazza.

Londra, la protesta Kill the Bill (Photo copyright Rebecca Faioni / IN24).

Londra, la protesta Kill the Bill (Photo copyright Rebecca Faioni / IN24).

Due le donne in piedi al centro della manifestazione a enunciare i contenuti contestati nella nuova legge, che sono fondamentalmente due: la riforma in discussione alla Camera dei Comuni, infatti, da un lato non prende in considerazione il sempre più sentito problema della violenza sulle donne, e dall’altro inasprisce le pene per i danneggiamenti alle statue e ai luoghi pubblici.

Il Regno dice NO alla nuova proposta di legge con le proteste Kill the Bill. Di cosa si tratta?

In Regno Unito si protesta ormai da tre settimane contro la nuova proposta di legge che sembra assegnare maggiori poteri alla polizia. Un pugno nello stomaco soprattutto se si considera il caso di Sarah Everard, la ragazza trentatreenne uccisa a inizio marzo proprio per mano di un poliziotto.

L’omicidio della donna ha sconvolto non poco l’opinione pubblica d’oltre manica, e soprattutto ha scioccato la brutalità con cui la polizia ha successivamente interrotto la veglia funebre organizzata a Londra lo scorso 12 marzo.

Le 300 pagine del documento legislativo prevedono anche sentenze più dure e drastiche contro i crimini più gravi, e porterebbero all’abolizione della legge che permette scarcerazioni anticipate. Non solo ma a quanto sembra limiterebbe anche la possibilità di protestare.

Con la legislazione attualmente in vigore, prima di intervenire e interrompere una manifestazione pacifica, la polizia deve determinare se essa può degenerare in gravi disordini pubblici e distruzioni di proprietà.

Invece se la nuova riforma passasse e fosse approvata, la polizia sarebbe in grado di “criminalizzare” quelle manifestazioni che a sua discrezione potrebbero causare disordine pubblico ed avrebbe il potere di fissare la data e il limite di rumore consentito ai manifestanti durante le proteste.

Chi durante il “rally” dovesse poi danneggiare statue e edifici pubblici potrà essere perseguibile per legge e secondo la riforma potrebbe ricevere una condanna fino a 10 anni di carcere.

Una decisione presa alla luce degli avvenimenti dello scorso giugno durante le proteste “Black Lives Matter” dove numerose statue erano state vandalizzate, distrutte e gettate nel fiume Tamigi.

La legge non parla della violenza sulle donne. Nemmeno dopo quello che è successo a Sarah e nemmeno se il 97% delle donne è stata molestata a marzo

#the97%march – #la marcia di marzo del 97%

97% of women have been sexually harassed – il 97% delle donne è stato sessualmente molestato – Copyright: Eliana Lattes

Il problema è che la legge non solo ha assunto maggiore rilievo dopo la morte di Sarah Everard per mano di un poliziotto, ma soprattutto il fatto è che anche dopo l’omicidio della donna, non si è neanche pensato di includere nella proposta di riforma nuove leggi per la protezione delle donne dai crimini di misoginia.

E quindi a seguito dell’interruzione violenta della polizia durante la veglia organizzata il 12 marzo per commemorare Sarah, la gente è scesa in strada in tutta l’Inghilterra a protestare contro i femminicidi e contro la violenza sulle donne.

Londra – Veglia Sarah Everard – Copyright: Eliana Lattes

Tra gli slogan che imperversano per le piazza di Londra idi fronte al Parlamento oggi sabato 3 aprile, si grida soprattutto a re-impadronirsi delle proprie strade togliendole dalle mani e dal controllo della polizia, perché questa è una democrazia e non una dittatura:

“Whose streets? Our streets!” – “Di chi sono le strade? Sono nostre!”

Un altro invece più su toni rosa recita:

“Women scared everywhere, police and government do not care” – “Donne spaventate ovunque, ma a governo e polizia non interessa”.

End violence against women – Stop alla violenza sulle donne – Copyright: Rebecca Faioni

Poliziotti favorevoli alla legge: “Se la leggete, vedrete che serve a proteggervi”. Ma alle donne la violenza fa paura

Londra, polizia a Trafalgar Square durante la manifestazione Kill the Bill del 3 aprile 2021 (Copyright: Rebecca Faioni / IN24).

Londra, polizia a Trafalgar Square durante la manifestazione Kill the Bill del 3 aprile 2021 (Copyright: Rebecca Faioni / IN24).

Tra i punti più controversi della riforma, le possibili limitazioni alle manifestazioni. “Penso che dovrebbero abolire la riforma – afferma Samira, una studentessa che partecipa al corteo – perché il nostro diritto a manifestare è uno dei nostri diritti fondamentali e non può esserci tolto. Noi stiamo combattendo per la nostra democrazia“.

Di tutt’altro parere gli agenti di polizia che accompagnano il corteo, che si schierano a favore della riforma, anche se poi le 307 pagine della nuova proposta di legge non tutti l’hanno letta.

La mia opinione non è importante ora – spiega la poliziotta G**** – ma se la gente andasse a leggere bene cosa dice la legge si renderebbe conto che serve a proteggervi”.

Anche il sergente J**** concorda, pur se ammette di non aver letto la legge: “La gente si accanisce contro uno dei punti previsti dalla riforma, ma nella riforma c’è molto di più”, dice, anche se alla specifica richiesta non risponde e afferma che lui le 300 pagine non le legge “neanche per sogno”.

Si tratta di dare più poteri alla polizia, che potrebbe essere sia giusto sia sbagliato – afferma invece Eliana, una studentessa presente alla manifestazione – ma il problema è che è avvenuto esattamente dopo l’omicidio di una donna per mano di un uomo e per giunta di un poliziotto. Se la legge non dovesse passare, sarebbe un bene per noi perché il governo e la polizia hanno già un sacco di poteri su di noi“.

Insomma, da un lato la polizia, dall’altra i manifestanti, entrambi con le proprie opinioni. Di sicuro è che, riguardo alla sicurezza che c’è a Londra per donne e ragazze, emerge che nessuna donna si sente al sicuro, specialmente se in giro di notte e da sola. E lo confermano le stesse donne e ragazze presenti alla manifestazione.

Londra, la protesta

Londra, la protesta “Kill the Bill” in Piazza del Parlamento il 3 aprile 2021 (Copyright Rebecca Faioni / IN 24).

Io vivo qui da 4 anni – ammette Eliana – ed è praticamente impossibile che una donna a Londra non viva esperienze di molestie“.

A Londra? Si beh è dura, a volte alle persone non importa, ma c’è a qualcuno a cui invece importa. – conferma Carlotta – Noi ragazze vogliamo poter andare in giro vestite come vogliamo perché agli uomini nessuno dice come si devono vestire. Il problema è soprattutto di notte ovviamente, quando non c’è luce.”

“Vivo a Londra da tre anni e a camminare da sola per le strade, soprattutto di notte, non mi sento sicura. – e ancora Samira che parla – E questo è perché sono una donna e questo lo dobbiamo cambiare, proteggendo le strade non dando maggiori problemi alla polizia, ma modificando il sistema”.