Kung Fu Panda 3, il ritorno del guerriero dragone

Kung Fu Panda 3, il ritorno del guerriero dragone

09 Marzo 2016 0 Di Francesca Pierpaoli

Il 17 marzo torna nelle sale il panda più famoso del cinema, nel terzo, attesissimo episodio della saga di Kung Fu Panda

In questo nuovo film della DreamWorks il percorso di crescita e di formazione del guerriero Po giunge a compimento quando incontra (finalmente) il suo vero padre, che lo condurrà alla scoperta del villaggio dei panda e delle sue origini. Ma quando Kai, il super cattivo proveniente dall’altro mondo, comincia a estendere il suo potere in tutta la Cina, sconfiggendo tutti i maestri di kung fu, Po deve tentare l’impossibile: capire come insegnare a un intero villaggio di esuberanti, ma goffi compagni a diventare la più grande squadra di Kung Fu. Dimentichiamo per un attimo gli intenti pedagogici/sociali cui ci hanno abituato produzioni recenti come “Inside out”, o “Zootropolis”, che offrono livelli di percezione diversi. Kung Fu Panda 3 dà allo spettatore quello che egli si attende: tante gag, una sequela di nuovi personaggi spassosi, a fianco dei “soliti” compagni di Po, ed effetti speciali in 3D entusiasmanti. Kung Fu Panda 3, inoltre, riesce a sfruttare appieno le innovazioni tecnologiche rivoluzionarie della DreamWorks Animation e passerà alla storia come la prima produzione a dare vita a due film differenti, uno in inglese e l’altro in cinese mandarino, ma con la stessa storia e gli stessi personaggi.

Po con il suo vero padre

Po con il suo vero padre

Sorprese e divertimento

Riprendendo le fila dei film precedenti, quest’ultimo capitolo della saga è dedicato al tema della famiglia, intesa in senso molto ampio: “Una comunità può essere la tua famiglia. Non è solo una questione di condividere il patrimonio genetico”, afferma la regista Jennifer Yuh Nelson. E dunque ecco che il padre naturale e il padre-oca adottivo prima scontrarsi, poi allearsi in modo costruttivo, per il bene di Po. E il gruppo degli amici storici, come Tigre e maestro Shizu la seconda famiglia di Po, a rappresentare il legame col passato. Il film si dipana in modo fluido, partendo dalla creazione del villain di turno, il cattivone Kai, dalle sembianze di bisonte, che vuole conquistare tutto il potere dei maestri di kung fu della Cina: tanto brutto quanto scontato, svolge sino in fondo la sua missione, ma senza (volutamente) influenzare troppo la trama. Il villaggio dei panda, luogo di nascita di Po, è forse il luogo più stimolante del film, animato com’è da tanti panda obesi e simpaticissimi, da cuccioli caotici e rumorosi e persino da una danzatrice… sexy! Tecnologicamente impeccabile, il film rappresenta l’ultimo atto di una saga che, dopo 12 anni, mostra segni di stanchezza, pur restando ancora avvincente.