La Russia manda benzina in Siria e viola l’embargo Ue

La Russia manda benzina in Siria e viola l’embargo Ue

22 Novembre 2016 0 Di Pietro Nigro

Rivelazione della Reuters: navi petroliere russe hanno portato carburanti in Siria attraverso il Mediterraneo nonostante il divieto imposto dall’Ue.

Diverse navi petroliere russe hanno violato l’embargo ed attraversato il Mar Mediterraneo per portare petrolio in Siria, sfidando più o meno apertamente i divieti posti dall’Unione europea. Se sarà confermata questa rivelazione choc dell’agenzia internazionale Reuters potrebbe avere serie ripercussioni ed aumentare la tensione tra Ue e Russia.

Secondo quanto la Reuters ha appreso da fonti riservate in ambienti dell’intelligence europeo, almeno due navi cisterna, con bandiera russa, sono arrivate in Siria passando dai porti di Grecia e di Cipro. E si tratterebbe di forniture militari dirette al Paese dilaniato da una intricatissima guerra civile, con il governo siriano di Bashar Al-Assad, sostenuto dalla Russia, alle prese con una vera e propria rivolta interna sostenuta da Usa, Ue e paesi arabi del Golfo, e al contempo in guerra con lo Stato islamico dell’Isis. Le due navi, infatti, hanno trasportato carburante per i jet militari che la Russia sta utilizzando in Siria per i bombardamenti di appoggio alle truppe terrestri del governo siriano contro l’Isis.

 

Il passaggio delle navi nei porti europei non è stato confermato né dalle autorità russe né da quelle greche, mentre il governo cipriota ha comunicato di nono aver autorizzato alcun attracco. L’Europa ha in corso un embargo totale verso la Russia, e due anni fa ha disposto il divieto di forniture di carburanti dal territorio europeo alla Siria, ma non può agire direttamente per far valere queste sanzioni, perché può solo affidarsi all’azione dei singoli Stati.

 

Eppure, nell’arco di un paio di settimane, tra settembre e ottobre due petroliere russe della società Transpetrochart, la Yaz e la Mukhalatka, sono riuscite ad effettuare un viaggio ciascuna, tra settembre e ottobre, fermandosi in Grecia e a Cipro, per poi proseguire, con i trasmettitori del Transponder spento, fino alle coste della Siria e del Libano, dove avrebbero consegnato non meno di 20 mila tonnellate di carburanti per jet, che hanno un valore stimato di circa 9 milioni di euro.

Un quantitativo notevole di carburante, essenziale per il funzionamento dei jet da guerra e che confermerebbe la serietà delle intenzioni della Russia nel conflitto siriano, senza contare che parte di quel carburante è stato ceduto alle stesse forze aeree siriane.