Marriott Starwood, fusione in arrivo

Marriott Starwood, fusione in arrivo

05 Aprile 2016 0 Di Pietro Nigro

Marriott Starwood, il prossimo 8 aprile le assemblee dei soci dei due gruppi sono chiamate ad approvare la fusione che darebbe vita al più grande gruppo alberghiero del mondo, con 30 catene presenti in tutti i segmenti di clientela.

Marriott Starwood, al via la fusione

Marriott Starwood insieme, una fusione che potrebbe far nascere il più grande gruppo alberghiero del mondo, forte di 30 catene diverse, presenti in tutto il mondo, e in tutti i segmenti di clientela, con incredibili strategie di scala e soprattutto con il più potente programma di fidelizzazione dei clienti, senza contare i programmi di ulteriore espansione.

Per questo, nei giorni scorsi, i manager dei due gruppi hanno lanciato nuovi appelli agli azionisti a partecipare alle assemblee in programma il prossimo 8 aprile e a votare a favore della fusione, ed hanno organizzato trasmissioni sul web per illustrare i vantaggi dell’operazione.

Vantaggi che riguardano anche gli stessi azionisti, che nel caso di Starwood riceveranno 21 dollari in contanti e 0,80 azioni ordinarie di Marriott International per ciascuna azione posseduta di Starwood Hotels & Resorts Worldwide, trovandosi alla fine a detenere circa il 34 per cento delle azioni ordinarie della società che nascerà dopo il completamento della fusione.

Arne Sorenson, presidente e chief executive officer di Marriott International, si è spinto fino a dirsi fermamente convinto che “una combinazione con Starwood offrirà il massimo valore a tutti gli azionisti. E ciò grazie ad un gruppo che si troverebbe ad avere una presenza veramente globale, un’ampia scelta di brand per i consumatori, sinergie ed economie di scala sia a vantaggio dei proprietari che degli affiliati.

E anche i manager del consiglio di amministrazione di Starwood, con in testa il Ceo Thomas Mangas, hanno apertamente ribadito il proprio sostegno alla fusione ed hanno caldeggiato un voto favorevole.

Marriott International, che è sicuramente il partner più grande della fusione, è uno dei massimi operatori mondiali del mercato dell’ospitalità. Alla casa madre di Bethesda, nel Maryland, fanno capo 4.400 alberghi e resort di proprietà in 87 paesi, che nel corso dell’esercizio 2015 hanno prodotto un fatturato di più di 14 miliardi di dollari, e che sono gestiti con licenza o in franchising attraverso 19 marchi operativi: Ritz-Carlton, Bulgari, Edition, JW Marriott, Autograph Collection Alberghi, Hotel Renaissance, Marriott Hotels, Delta Hotels e Resorts, Marriott executive apartments, Marriott vacation club, Gaylord Hotels, Ac ​​Hotels by Marriott, Courtyard, Residence Inn, Hampton Suites, Fairfield Inn & Suites, TownePlace Suites, Protea Hotels e Moxy Hotels. Marriott, costantemente premiato come uno dei migliori datori di lavoro per la sua etica aziendale, gestisce anche due programmi di fidelizzazione, il Marriott Rewards e il Ritz-Carlton Rewards, che insieme comprendono quasi 55 milioni di iscritti.

A sua volta, il gruppo di Stamford, nel Connecticut, porterebbe in dote le sue 1.300 strutture, hotel, resort e residence, di proprietà, in gestione o in franchising, sparse in 100 paesi e flaggate con i suoi marchi prestigiosi, St. Regis, The Luxury Collection, W, Westin, Le Méridien, Sheraton, Tribute Portfolio, Four Points by Sheraton, Aloft, Element, insieme alla partnership con Design Hotels, senza contare il programma di fedeltà Starwood Preferred Guest.

 

Solo in Europa, dopo la fusione, il gruppo conterebbe su 22 catene, con 123mila camere in alberghi già attivi o in fase di apertura, che comprendono le 61mila camere di Marriott, le 40.500 camere di Starwood e 21.500 camere in corso di realizzazione. Già perché, nei piani di fusione, sono state considerate anche le possibilità di espansione che si aprono soprattutto nel centro e nell’est europeo, dove Marriott intende implementare almeno 4.400 camere e Starwood ha in programma 18 nuove aperture a breve, con oltre 30 alberghi in corso di realizzazione e da aprire nei prossimi cinque anni anche in nuovi mercati, che si aggiungono ai preesistenti Sheraton e Le Meridien.