Matteo Renzi al Lingotto tra presentazione libro, urla e contorcimenti ricorda Crozza

Matteo Renzi al Lingotto tra presentazione libro, urla e contorcimenti ricorda Crozza

23 Febbraio 2019 0 Di Marino Marquardt

Ma lo avete visto bene? Spunta correndo dal corridoio in sala come una star nei film americani – camicia bianca aderente con sovrappeso e flaccidume in bella evidenza e pantalone nero aderente che gli fa risaltare il retro – salta quasi zompettando sul palco. E dal proscenio del Lingotto tra acuti stridenti, contorcimenti, mosse e mossettine dice la sua, il Senatorino di Scandicci. Nell’occasione sembra una macchietta che fa la caricatura di se stesso e che così facendo sottrae materia prima a Maurizio Crozza.

E nessuno che gli dica che così non va, che così non funziona, che così fa del male a se stesso.

Avrebbe bisogno di un buon regista e di un buon suiggeritore, Matteo Renzi, l’ex capo scout che pensa di parlare ancora alle giovani marmotte del suo gruppo al tempo dell’attraversamento del’età adolescenziale…

Presenta il libro sul quale ha apposto la sua firma. Una occasione per urlare l’onestà e la pulizia dei propri genitori. Dice di volere giustizia. Non è il solo…

“Ci dicono sempre che siamo finiti ma noi non molliamo mai…”, “Orgoglioso dei miei genitori”, urla. Poi firma le querele, la prima è per Marco Travaglio, direttore del Fatto Quotidiano.

In sala ad applaudirlo ci sono Maurizio Martina e Roberto Giachetti, i due compari con il compito di tenergli il posto in caldo al Nazaremo. Zingaretti – assente – è avvertito…

Cala il sipario su uno spettacolo di immensa tristezza.

23/02/2019   h.11.20