Nigeria, sangue cristiano sulla vigilia di Natale: così si prepara il Jihad nel Sahel

Nigeria, sangue cristiano sulla vigilia di Natale: così si prepara il Jihad nel Sahel

27 Dicembre 2020 0 Di Corrado Corradi

Nigeria, Boko Haram sporca di sangue cristiano la Vigilia di Natale: un altro segnale che si prepara il jihad nel Sahel Sahara.

Nigeria, sangue cristiano sulla vigilia di Natale: così si prepara il Jihad nel Sahel

Nel giorno della vigilia di Natale, il nigeriano Boko Haram ha effettuato un raid nel villaggio di Pemi (nello stato del Borno nella Nigeria del nord-est), a maggioranza cristiana… Guarda te che coincidenza, dirà chi non crede nello immortale odium dell’islam jihadista nei confronti del Cristianesimo.

Il 24 dicembre scorso, un nutrito convoglio di automezzi del Boko Haram ha fatto irruzione nel villaggio e ha iniziato a sparare in maniera indiscriminata sugli abitanti che fuggivano nella boscaglia nell’intento di nascondersi.

Purtroppo le squadre di autodifesa che affiancano i soldati governativi non hanno potuto fare niente contro le soverchianti forze del Boko Haram che nella sparatoria hanno ucciso oltre una decina di persone (altrettante sono ancora date per disperse), hanno incendiato le abitazioni, distrutto il locale ospedale dal quale hanno rubato le medicine, bruciato la chiesa e portato via il sacerdote, e depredato i generi alimentari preparati per la festività del Natale.

Un’azione di saccheggio si dirà… Si, un’azione di saccheggio caratterizzata però dal solito immortale odium nei confronti dei cristiani da parte di tutte le realtà dell’islam integralista militante, sia esso jihadista, quindi armato, sia esso dedito alla “da’wa (predicazione).

E’ dal 2009 che il Boko Haram semina terrore e morte nel nord Nigeria; i conti sono presto fatti:

  • poco meno di 40mila morti;
  • circa due milioni di profughi che vivono in campi protetti dall’esercito.

Questo episodio, evidentemente non rilevato dai media troppo concentrati sulla questione covid-19, contraddice le dichiarazioni del presidente nigeriano quando nel 2016 aveva proclamato che la Nigeria aveva praticamente sconfitto il Boko Haram, costringendolo nella ridotta di Sambisa e che questo gruppo terrorista (guai a chiamarlo islamista) non era più in grado di compiere azioni né contro le forze di sicurezza, né contro i centri abitati.

Assunto che il Boko Haram non ha poi perso il suo smalto jihadista, è bene che i media dedichino un po’ più di attenzione a quella regione africana che comprende il Mali, il Niger, il nord della Nigeria e il Ciad, perché in quella zona, oltre al Boko Haram che ha il suo feudo nel nord della Nigeria, insiste anche lo ISWAP (Islamic State West Africa Province), dal 2016 affiliato all’ISIS.

Da quella regione nella quale muovono carovane di bande del malaffare legato al contrabbando di tutto ma specialmente droga, armi e carburante, è facile estendersi attraverso il nord Mali fino al nord ella Mauritania e stabilire accordi anche con il Polisario che sembra sempre più propenso ad abbracciare la shari’a.

Stiamo forse assistendo alla fase preparatoria del jihad nel Sahel

Chissà, forse stiamo assistendo alla fase preparatoria di un jihad destinato ad imperversare nella fascia Sahel-Sahariana e che non ha ancora manifestato la sua potenzialità perché mancava un elemento in grado di coacervare i gruppi del malaffare e della criminalità che scorrazzano lungo le vie carovaniere dalla Mauritania ai confini col Sudan

Quell’elemento è proprio l’ISIS il quale, alla chetichella ha sbaraccato dallo Sham mediorientale per incistarsi proprio nel Sahel Sahara… e chissà che poi dal Sudan, attraverso il Kenia non questi gruppi confederati di jihadisti non riescano a saldarsi con Al Shabab somalo e creare un’austostrada del jihad che congiunge Atlantico e Pacifico.