Pd, i Sette Nani a Renzi:  “Né con te né senza di te”. E Bersani bacchetta tutti…

Pd, i Sette Nani a Renzi: “Né con te né senza di te”. E Bersani bacchetta tutti…

24 Novembre 2018 0 Di Marino Marquardt

Né con te né senza di te. Al Nazareno continua lo psicodramma infinito tra i Dem combattuti e tentati dal rompere col renzismo e nello stesso tempo con la paura di farlo.

Bersani a ruota libera: “Renzi maggior responsabile della crisi del Partito”

Intanto, secondo Pierluigi Bersani (l’ex Segretario scissionista con i cui voti hanno campato per un paio di anni Matteo Renzi e successivamente Paolo Gentiloni) il primo imperativo categorico per i Sette Nani che si sfideranno alle primarie del Pd deve essere quello di combattere la voglia di pop corn. Una golosità renziana – questa – che dal 4 marzo scorso ha reso i Dem bulimici e immobili nel quadro politico.

Bersani – ieri sera ospite del programma “Accordi e Disaccordi” condotto da Andrea Scanzi e Luca Sommi su Canale 9 Discovery  – non ha lesinato critiche al suo ex Partito e all’ex Capo Scout di Rignano sull’Arno. L’oggi leader di Mdp-Art.1 ha additato Renzi come il maggiore responsabile della perdita di consensi del Pd. L’aver tradito e rinnegato i valori storici della Sinistra – secondo Bersani – è stata la maggior colpa di Renzi il quale oggi farebbe bene a lasciare il Pd e – se proprio vuole – farsi un partitino personale.

“I Dem dovranno scegliere se avviare confronto con il M5s o col Centrodestra a trazione leghista”

E’ spietata l’analisi dell’ex Leader del Pd il quale spiega anche le ragioni della lunga sopportazione restando all’interno del Pd verso le scelte e i comportamenti del Giovanotto. Si trattò di una scelta improntata alla lealtà e al rispetto delle regole interne.

Parole, queste di Bersani, che suonano come una scudisciata ai fin troppo prudenti e timorosi Sette Nani candidati alle Primarie.

Bersani vuole scuotere il suo ex Partito ben consapevole che – se vorrà tornare ad avere un ruolo nelle scelte per il Paese – il Pd dovrà necessariamente scegliere se avviare un confronto col M5s o col Centrodestra a trazione leghista. Non sono possibili altre scelte in presenza della estinzione dei partitini della galassia della monnezzaglia cosiddetta “moderata” e della attuale inconsistenza dei soggetti  politici alla sua sinistra.

I Sette Nani candidati alle primarie parlano con lingua biforcuta

Frattanto, ad eccezione del giovane Dario Corallo – l’outsider in corsa senza chances – e delle ancora timide parole di Nicola Zingaretti, tutti gli altri si guardano bene dal promettere una netta rottura col passato e l’abbandono del consumo di pop corn.

Fuor di metafora, non avranno alcun senso le primarie della prossima primavera se nessuno tra gli sfidanti esprimerà prima una linea di netta chiusura col passato o di continuità con esso. La vaghezza di intenti non pagherà, non premierà quanti continueranno ad usare una lingua biforcuta.

Tra veri e falsi avversari è intanto piuttosto chiaro lo schieramento che si confronterà in Assemblea Nazionale per la scelta del Segretario. Sarà questa la Sede – vedrete – dal momento che difficilmente le Primarie assegneranno la vittoria col 51 per cento ad uno dei candidati.

Si fronteggeranno le legioni dei filo-renziane di Marco Minniti e Matteo Richetti contro le anti-renziane di Nicola Zingaretti, Francesco Boccia e Cesare Damiano. A queste ultime possdibile il soccorso dei sostenitori di Martina e Corallo.

Inutile dire che attorno al Pd, attorno alle sue scelte potrebbe prendere forma in un futuro non troppo lontano il nuovo quadro politico. E’ questo – da sempre – il ruolo degli aghi della bilancia…

24/11/2018  h.09.15