Pd, Zingaretti stravince. I gazebo scacciano Renzi dal Nazareno, si volta pagina

Pd, Zingaretti stravince. I gazebo scacciano Renzi dal Nazareno, si volta pagina

04 Marzo 2019 0 Di Marino Marquardt

Chissà se ieri Matteuccio e i suoi compari avranno goduto appieno della fragranza dei pop corn offerti dai gazebo presso i quali si è votato per l’elezione del nuovo Segretario del Pd… Chissà… Intanto sull’argomento bene informate Voci di dentro riferiscono che dette leccornie siano andate tutte di traverso ai buliminici degustatori. Può accadere, del resto, quando si sparano cazzate con la bocca piena.

4 marzo 2018, 3 marzo 2019. L’agonia del renzismo dura un anno

Ancora una legnata elettorale per Matteo Renzi e per i suoi fedelissimi.

E’ forte e chiaro il segnale che esce dalle urne dei gazebo e delle sedi in cui si è votato per la scelta del nuovo segretario Dem: al Nazareno non c’è più posto per l’ex Capo Scout di Rignano sull’Arno e per i suoi lacché. Vadano a mangiare i pop corn altrove, intimano le urne.

Marzo mese fatale – dunque – per l’ex Capo Scout, per il Giglio Magico e per gli obbediemti peones in piena crisi di panico. Hanno tutti famiglia, devono trovarsi un nuovo Santo protettore… Che s’ha da fà pe’ campà…

Vince Nicola Zingaretti con una netta percentuale di voti a favore, un risultato non prevedibile per dimensioni. E’ un segnale fortissimo che indica la voglia di Sinistra tra i votanti, è un segnale nettissimo – quasi un ordine popolare – che impone la svolta nel Nazareno.

A un anno di distanza Renzi incamera dunque un’altra pesante sconfitta. Ridotto a personaggio da cabaret, non lo hanno aiutato i gridolini, i contorcimenti, i falsetti vocali, le mossettine da avanspettacolo in occasione delle recenti presentazioni del libro da Lui firmato e scritto da chissà chi. Per Matteuccio da Rignano e per i suoi è tempo di fare le valigie. Si faccia il proprio partitino e vada a trattare dalle parti di Arcore se è ancora ben accetto.

Ci vada magari accompagnato dall’autore del Manifesto antisovranista, il pariolino Carlo Calenda.

Nel Pd disinfestato – salvo errori di valutazione dello scrivente – non dovrebbe infatti più esservi spazio per suggestioni centriste.

Se poi Zingaretti – come sussurrano certe voci – intende impasticciarsi col recente passato del Partito peggio per lui…

Si archivia, dunque, la stagione parolaia, vanagloriosa e bluffaiola del renzismo.

Resta da vedere cosa faranno i numerosi senatori nominati dal Furbetto di Rignano a Palazzo Madama. E’ tutta gente da domenica notte in cerca d’Autore, piccoli uomini e piccole donne pronti a genuflettersi di fronte a chi gli assicurerà una oggi problematica ricandidatura.

Il nuovo Segretario ascolti Cacciari: apra al dialogo col M5s

Designato alla guida del Partito, Nicola Zingaretti ora ascolti il consiglio del filosofo Massimo Cacciari (da ieri sera forse prossimo alla riconciliazione col proprio sistema nervoso) e apra al dialogo con i Cinquestelle costretti dal Giovanotto rignanese ad un accordo contro natura con la Lega.

Zingaretti apra al dialogo col M5s e getti le basi per liberare il Paese dall’oscurantismo salviniano. Se lo vorrà, il nuovo leader del Pd potrà farlo perché i fino a ieri senatori renziani – vedrete – si convertiranno al nuovo corso…

04/03/2019  h.07.00