Rimini, dall’allegria del cinepanettone alla festa 5 stelle senza allegria

Rimini, dall’allegria del cinepanettone alla festa 5 stelle senza allegria

24 Settembre 2017 0 Di Marino Marquardt

Rimini, la festa senza allegria dei 5 stelle lascia aperti molti interrogativi importanti sul futuro politico del Movimento.

Rimini, senza allegria la festa 5 stelle

Per certi versi la “Festa” di Rimini dei Cinquestelle mi ha ricordato la seconda e ultima “Festa” della finiana “Futuro e Libertà” a Marina di Pietrasanta, “Festa” che segnò il passaggio dall’esplosivo entusiasmo di Mirabello alla funerea mestizia dal sapore di sale della riviera toscana…

Rimini Rimini, Festa senza l’allegria dei cine-panettoni, Festa senza l’allegria delle battute del Comico da ieri autoproclamatosi “papà di tutti”, Festa con giornalisti assediati e minacciati dai migliori metabolizzatori delle parole del padre-padrone.

Detto ciò, passata la Festa, le domande sono tre:

  1. Cosa resta dell’originario Movimento 5 Stelle fondato sul principio “uno vale uno”?;
  2. Anche Luigi Di Maio insisterà nella scelta isolazionista al fine di poter continuare liberamente a ruggire senza accollare al M5s responsabilità governative?;
  3. Quanto sarà lungo il guinzaglio che Grillo e Casaleggio jr applicheranno al nuovo “Capo politico”? Quali reali possibilità di azione avrà Di Maio?

Sullo sfondo c’è poi il sospetto che Grillo – avendo scientificamente lavorato al calo dei consensi e alle relative prossime “non vittorie” elettorali – voglia servirsi di Di Maio come parafulmine delle negatività che verranno. Grillo insomma apparentemente in fuga per non accollarsi la responsabilità della catastrofe prossima ventura…

La verità è che il Comico genovese – per sua stessa ammissione – non ha alcuna intenzione di portare il M5s al governo. Vuole i 5 stelle catalizzatori della collera popolare e basta. Una scelta inquietante che apre spiragli su scenari non meno inquietanti. E la domanda – direbbe Lubrano – nasce spontanea: a chi giova il congelamento di milioni di voti? A chi giova un soggetto politico che raccoglie la collera popolare e le dà sfogo soltanto attraverso impotenti ruggiti in Parlamento?

Vi è infine la latitanza del Pensiero. Pensiero bandito perché scomodo in una forza politica che ha la trasversalità per faro. Fanno leva sui programmi, sul pragmatismo i pentastellati. Ma non basta. Senza il Pensiero politico non si va da nessuna parte. L’assenza di Pensiero può produrre soluzioni tampone alle emergenze ma non può produrre una visione del mondo e della società. E il recente scontro tra Roberto Fico e Luigi Di Maio sugli sgomberi di disperati da un palazzo romano ne è la dimostrazione.

Passata la Festa senza allegria gli ultrà 5 stelle tornano a casa. Portandosi dietro scenari politici che il tifo impedisce loro di vedere…