Salvini, la Metamorfosi di Natale: da Truce a Serafino con la strizza del processo

Salvini, la Metamorfosi di Natale: da Truce a Serafino con la strizza del processo

19 Dicembre 2019 0 Di Marino Marquardt

Una Metamorfosi strabiliante! Da poco più di una settimana Matteo Salvini dispensa buonismo, appelli al senso della responsabilità e si dichiara disponibile ad ammucchiate di ogni tipo e colore. Scherzi del caso, il tutto avviene all’ombra della richiesta di Autorizzazione a procedere nei suoi confronti avanzata dal Tribunale dei Ministri.

Niente più parole sprezzanti o irridenti, niente più capelli cortissimi da duro, niente più espressioni da Truce Barbaro Leghista.

I Burattinai della Bestia stanno lavorando al restyling dell’immagine di Matteo Salvini. Dall’acconciatura e dalla lunghezza protocollare dei capelli all’obbligo di portare stampata sul volto una espressione serafica accompagnata da un rassicurante sorriso, sorriso che gli dilata i baffi e gli regala – a tratti – un volto da ebete.

Hanno imposto al Serafino Leghista di sorridere sempre, anche di fronte agli attacchi più duri.

Accorgimenti dell’Immagine che il più delle volte si traducono in eccessi, eccessi che finiscono per rendere poco credibile la versione angelica del Personaggio dopo i toni tutt’altro che tolleranti usati soltanto qualche mese fa contro gli avversari, contro i migranti, contro quanti contestavano la libertà di sparo.

Troppo rapida la Metamorfosi Salviniana – insomma – per essere credibile; troppo rapida la trasformazione per apparire frutto di una revisione autocritica, di un ravvedimento intellettuale. E alla luce della richiesta di Autorizzazione a procedere contro l’ex Ministro dell’Interno, si fa forte il sospetto che i Burattinai della Bestia stiano cercando di tradurre in buone maniere la tremarella che è tornata ad agitare Capo Leghista.

Resta da rilevare come ancora non sia stata trattata – dai Burattinai – la Gestualità del Legista, una Gestualità dai tratti imperiosi e perciò sgradevole. C’è soprattutto il problema del dito indice. Disturba l’interlocutore l’accessorio della mano destra che – a mò di bacchetta dei direttori d’orchestra – accompagna e dà il tempo alle parole. Il problema dei Burattinai è cosa fare per rendere invisibile l’invadente arto. Il Sottoscritto una idea ce l’ha. Salvini potrebbe infilarsi la maleducata falange, falangina e falangetta indovinate dove…

Ps. Avviso agli Ortodossi della Lingua Italiana. Nella stagione in cui si tende ad inibire e a limitare l’uso delle Maiuscole, vado controcorrente. E chiarisco: le Maiuscole presenti nel testo non contemplate dalla scrittura corrente sono volute, esse rappresentano una licenza grafica dell’Autore e intendono conferire la giusta importanza al ruolo della parola attenzionata dalla maiuscola. Amen!