Segreteria Pd, Orlando candidato complica le cose a Renzi

Segreteria Pd, Orlando candidato complica le cose a Renzi

23 Febbraio 2017 0 Di Marino Marquardt

Dopo la candidatura dell’amletico Emiliano arriva l’educato Andrea Orlando: così parte la corsa a tre per la segreteria Pd. E si complicano le cose per l’arrogante Matteo Renzi.

Orbene, saranno in tre a scannarsi per la segreteria Pd. All’arrogante Matteuccio e all’amletico Michele Emiliano si è aggiunto infatti l’educato Andrea Orlando.

La notizia nel giorno dell’addio al partito del viceministro dell’Interno, Filippo Bubbico.

Un tripolarismo congressuale che complica il piano del signor Matteo Renzi. Lo complica fino al punto da indurre nell’osservatore il sospetto che qualcuno dall’alto abbia deciso di far fuori l’ambizioso e arrogante Giovanotto di Rignano sull’Arno…

Non ci sarebbe del resto da sorprendersi nel Paese delle stragi impunite e dei golpe silenziosi, educati e col guanto di velluto.

E’ chiaro infatti che le candidature multiple al vertice del Pd danneggiano quello che fra i tre fino a pochi giorni fa si riteneva il Dominus assoluto del partito.

E mi riferisco a quel Matteuccio oggi in California alla ricerca di un inebriante futuro.

Quando tornerà l’ “Americano” troverà sgraditissime sorprese, insomma.

 

Segreteria Pd, candidature multiple danneggiano Renzi

Quando smetterà le vesti di turista alla ricerca del futuro, il signor Renzi prenderà atto della problematica realtà per lui. E prenderà atto che le candidature multiple lo danneggeranno in quanto metteranno a rischio il raggiungimento del 50 + 1 per cento alle primarie, quota che garantisce a chi la raggiunge l’incoronazione a segretario senza passare tra le insidie dell’Assemblea Nazionale.

Detto ciò, se Emiliano e Orlando riusciranno a mettere insieme un bottino del 50 +1 per cento (da non escludere in proposito anche il soccorso nelle urne delle primarie di sabotatori grillini, leghisti e scissionisti ex Pd) per il Giovanotto di Rignano potrebbe essere l’inizio della fine.

Già perché a scegliere il nuovo segretario a questo punto dovrebbe essere l’Assemblea. E potrebbe succedere di tutto. In merito insegnano i 101 sabotatori della candidatura di Romano Prodi alla presidenza della Repubblica…

Senza dire che una eventuale rivolta dei terremotati, una possibile bocciatura referendaria del Jobs Act, e un prevedibile tonfo elettorale alle Amministrative di primavera potrebbe rendere il quadro ancora più cupo per il Dominus in disgrazia.