Home Politica Politica italiana “Stiamo diventando adulti”: così Grillo scatena il terremoto di Capodanno

“Stiamo diventando adulti”: così Grillo scatena il terremoto di Capodanno

Beppe Grillo ricorso movimento 5 stelle

Le marmellate di centrodestra e centrosinistra o puntano allo status quo. Ma tre parole di Grillo scatenano il terremoto di Capodanno.

“Stiamo diventando adulti”: così Grillo provoca il terremoto di Capodanno

Ora il M5s fa paura davvero ai marmellatari di centrodestra e centrosinistra accaniti difensori dello status quo. Storditi, frastornati i renzusconiani, il botto di Capodanno ha mandato all’aria lo scacchiere delle Larghe Intese, ha fatto carta straccia dei Piani A e B del Frodatore di Arcore e ha messo nell’angolo l’isolato Pd di Matteo Renzi. Un terremoto politico, insomma, provocato da Grillo agli albori del nuovo Anno.

Un calcio all’infantile velleitarismo pentastellato delle origini, un colpo di spugna sui Totem e Tabù da guerra dei bottoni, ed è subito panico!

Il M5s con l’annuncio di fine Anno ha detto a chiare lettere che non vuole più soltanto vincere, vuole anche governare.

Un annuncio che ha gettato nello sconforto i custodi dell’Establihment. gli intellettuali che campano di prebende e gli gnomi massmediatici.

Certi titoli, certi commenti e certi tagli conferiti agli articoli cartacei e tv all’indomani del botto sono già sufficientemente indicativi del bombardamento mediatico che si accingono a fare.

Intellettualmente poveracci, costoro si confermeranno in tutte le rispettive meschinità. Ne vedremo, ne ascolteremo e ne leggeremo delle belle. Sciocchezze in libertà, vaccinatevi per tempo contro le falsità.

Marmellatari nel panico, dunque.

“Stiamo diventando adulti”, alla vigilia di Capodanno con queste tre parole Beppe Grillo ha fatto tremare i Palazzi e ha avvertito gli avversari ma anche i suoi.

Un messaggio diretto soprattutto a quegli attivisti invasati, rimbecilliti dalle oggi superate parole d’ordine che di politico non avevano niente.

Costoro (gli invasati) oggi potrebbero sentirsi traditi dalla rivoluzione culturale di Capodanno e allontanarsi.

E’ un rischio da non sottovalutare. E soltanto due mesi di tempo hanno i “carismatici” del Movimento per compiere il lavoro di ricucitura tra passato e presente, per disintossicare culturalmente gli ultrà e per realizzare il necessario processo di maturazione dei “duri e puri” da stadio più che da luoghi politici.

Detto ciò, inutile dire che la rivoluzione culturale pentastellata ha privato il quadro politico di quelle “certezze” che fino a pochi giorni fa apparivano incrollabili. Un quadro politico con il Frodatore che sfogliava la margherita combattuto come è tra i due Matteo (Renzi e Salvini) e con il Pd renziano all’angolo in attesa del Cliente di Arcore a mò di Bella di notte.

Un quadro rivoluzionato in quanto da ieri anche il M5s, primo partito secondo i sondaggi – sulla base di chiari accordi su irrinunciabili punti programmatici – è pronto a sedersi a uno dei tavoli per giocare la partita con Palazzo Chigi per posta. Disponibili posti al tavolo con Pietro Grasso o al tavolo con Salvini.

Molto, ovviamente, dipenderà dai numeri che usciranno dalle urne il 4 marzo e molto dipenderà dalle comuni sensibilità degli interlocutori sui problemi prioritari del Paese.

Nessuno gridi allo scandalo, nella attuale stagione post ideologica conterà il pragmatismo, conteranno i programmi, conteranno i valori e gli ideali (motori degli animi ben diversi dalle ideologie) delle forze politiche che intenderanno confrontarsi su eventuali alleanze.

Ps. In questo scenario – da antirenzusconiano per dono genetico – mi vien da ridere pensando alle facce che farebbero i Due Compari, il Frodatore e il suo aspirante Valletto…