Sweetguest, arriva l’app che potenzia Airbnb

Sweetguest, arriva l’app che potenzia Airbnb

24 Novembre 2016 0 Di Fiammetta Gorini

Tecnologia in house e sharing economy potenziata, sono queste le parole chiave della startup Sweetguest, che in soli sei mesi ha ottenuto un finanziamento di circa 1 milione di euro e oltre gestito 6.000 ospiti e 2.400 prenotazioni

Il mercato delle case vacanza per affitti brevi, da Airbnb in poi, è in crescita esponenziale e offre a chi possiede un immobile ottime opportunità di guadagno. Per sfruttare al massimo le potenzialità di questo mercato, due giovani milanesi hanno fondato la startup Sweetguest, che in soli sei mesi di vita ha raggiunto ottimi risultati, con un primo round di finziamenti di circa un milione di euro. In soli 6 mesi di attività a Milano e dintorni, ha gestito oltre 2.400 prenotazioni, più di 6.000 ospiti e sta diventando il punto di riferimento per tutti proprietari di casa che vogliono cogliere le grandi opportunità offerte dal crescente mercato degli affitti brevi.

Alla guida di Sweetguest c’è Rocco Lomazzi, ventottenne appassionato di viaggi e con un solido background nel mercato immobiliare. Si è fatto le ossa gestendo alcuni appartamenti per brevi periodi in occasione di Expo Milano 2015 e contemporaneamente ha studiato approfonditamente gli algoritmi di funzionamento delle diverse piattaforme online nel campo degli affitti brevi, per poi progettare, con il co-fondatore Edoardo Grattirola e a un pool di giovani programmatori, un software per ottimizzarne la gestione.

“Siamo partiti da una problematica reale: un ampio numero di proprietari di case e appartamenti considera l’affitto a lungo termine non come un guadagno, ma come un vero e proprio rischio – spiegano Rocco e Edoardo -. Per questa ragione sono ancora pochi gli affittuari che propongono il modello classico del “4+4”.

Inoltre, su 24 mesi di affitto sono meno di 18 quelli da cui si guadagna davvero (sempre che non ci sia insolvenza) e i lavori di manutenzione necessari riducono notevolmente i margini. Non dimentichiamoci infatti che gli affitti lunghi prevedono dei periodi (da 1 a 3 mesi) in cui la casa rimane sfitta perché al termine del contratto le agenzie immobiliari o i proprietari stessi devono ricercare nuovi affittuari.

Sweetguest è partito da queste criticità e ci si è chiesti: “Come possiamo far guadagnare di più chi affitta?’, ‘In che modo si può svincolare il proprietario di casa da ogni incombenza legata al servizio di accoglienza del nuovo ospite?”, prosegue Rocco.

L’innovazione tecnologica è volta a fornire un libero servizio e a migliorare e sviluppare la ricettività di diverse aree del nostro territorio. Con essa abbattiamo anche il rischio di generare economia sommersa, che in questo campo è decisamente elevata.”

Il meccanismo è molto semplice: il proprietario di casa contatta Sweetguest attraverso il sito (www.sweetguest.com), per avere una valutazione gratuita e, una volta approvata la casa, Sweetguest si occupa di una serie di azioni per rendere l’immobile performante, per esempio un servizio fotografico di livello che metta in risalto i punti di forza della casa.

Il proprietario non dovrà più preoccuparsi di nulla (ogni mese riceverà il guadagno generato dall’affitto breve; si tratta di un introito sicuro poiché l’ospite paga in anticipo). Esiste anche la versione completa del servizio: Sweetguest garantisce anche la parte di accoglienza e gestione dinamica.

“Vogliamo contribuire a creare un forte “valore turistico” anche per le zone del nostro Paese che al momento non sono pienamente “sfruttate” da questo punto di vista.  Il connubio tra Airbnb e il nostro servizio può valorizzare al massimo il nostro Paese e ci aiuta a intercettare turisti provenienti anche dall’estero. E’ innegabile infatti l’importanza di una piattaforma come Airbnb che attira turisti da ogni parte del mondo – conclude Rocco – e queste opportunità si amplificano al massimo se è presente anche una gestione professionale dei vari immobili, gestione che Sweetguest garantisce sia online che offline”.