Vaccinazioni obbligatorie per iscriversi a scuola, lo dice ol Consiglio di Stato

Vaccinazioni obbligatorie per iscriversi a scuola, lo dice ol Consiglio di Stato

28 Aprile 2017 0 Di Redazione In24

E’ legittimo richiedere le vaccinazioni obbligatorie per consentire l’accesso nelle scuole comunali: lo afferma una sentenza del Consiglio di Stato.

Vaccinazioni, legittimo chiederle nella scuola pubblica

Vaccinazioni obbligatorie: è legittimo che le autorità le richiedano come condizione per l’iscrizione dei bambini nelle scuole comunali. Lo afferma una recentissima sentenza, la 1662 del 21 aprile scorso, emessa dalla terza sezione del Consiglio di Stato che ha confermato una ordinanza del Tar del Friuli Venezia Giulia ed ha dato torto ai genitori.

In pratica, alcuni genitori non hanno accettato che venissero richieste le vaccinazioni obbligatorie per consentire di iscrivere i bambini nelle scuole comunali, e in particolare negli asili, ed hanno presentato ricorso al Tar della loro regione.

E poiché il Tar gli ha dato torto, e in una sua ordinanza ha dato ragione alle autorità, i genitori si sono rivolti al Consiglio di Stato. Ma anche questa volta il loro ricorso non è strato accolto. Anzi.

Il Collegio giudicante ha addirittura sottolineato che la tutela della salute pubblica, e a maggior ragione se si tratta di una comunità del tutto particolare come sono i bambini in età pre-scolare, è un valore ben più importante della responsabilità e dell’autonomia dei genitori.

Insomma, bene avrebbero fatto le autorità comunali a richiedere le vaccinazioni, per tutelare un bene importante come la salute di tutti bambini.

Inoltre, i genitori che hanno fatto appello al Consiglio di Stato hanno chiesto di poter applicare principi di precauzione e di proporzionalità. Ma il Consiglio di Stato non ha voluto saperne, ed ha anzi considerato che le vaccinazioni obbligatorie sono coerenti con l’intera legislazione esistente in Italia in materia di sanità.

Ed inoltre, le vaccinazioni obbligatorie, e quindi le richieste delle autorità comunali, sono del tutto ragionevoli e rientrano in una generale attività di profilassi, imposta dalla situazione in atto. Basti considerare che la popolazione, e i bambini sono certamente una fascia debole e particolarmente a rischio, è esposta a maggior rischi da contatto con malattie debellate in Europa ma ancora presenti in altre zone da cui provengono ad esempio i migranti.

E il Consiglio di Stato ha anche argomentato che non ci sono prove che le vaccinazioni obbligatorie possano essere nocive alla salute umana, ma anzi, che è legittimo adottare adeguate precauzioni, come le vaccinazioni, per salvaguardare la salute dei bambini.