Venezuela, la rivolta contro Maduro in piazza e sui social

03 Febbraio 2019 0 Di Pietro Nigro

Venezuela, migliaia di cittadini in piazza per il benservito a Maduro. Foto e video sui social sbugiardano la tv e Guaidò guida la protesta da Twitter.

Venezuela, migliaia in piazza contro il regime di Maduro

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Migliaia e migliaia di cittadini sono scesi sabato in piazza, in ogni città del Venezuela, per manifestare pacificamente il loro sostegno a Juan Guaidò e dare il benservito al dittatore Nicolas Maduro. Che organizza contro manifestazioni di scarso successo e trasmette in tv immagini palesemente false. Ma grazie ai cellulari e ai social si diffondono video e foto che raccontano al mondo la situazione. E il regime, che viene pressato da ogni parte del mondo ed ha ottenuto finora sostegno solo da Russia, Turchia e Iran, annuncia di essere disposto ad organizzare elezioni anticipate.

Resta alta, dunque, la tensione in Venezuela, con il paese visibilmente spaccato in due e sull’orlo di una possibile guerra civile.

La popolazione, sfiancata dalla crisi economica, dall’iperinflazione e dalla mancanza cronica di medicine e perfino di cibo, è scesa ancora una volta in piazza, partecipando in massa ai cortei organizzati in varie città del paese, per esprimere sostegno al leader dell’opposizione Juan Guaidò e contestare il regime comunista di Maduro.

E a quanto è possibile appurare parlando con i venezuelani, altissimo è l’entusiasmo di chi partecipa a queste manifestazioni ormai da diverse settimane, e la speranza che sia arrivata la volta buona per la fine dell’odiato regime gestito dal delfino di Chavez.

I video circolati sui social e girati dai cittadini mostrano imponenti cortei pacifici, di gente che cammina, lancia slogan e sventola bandiere del Venezuela.

Una delle manifestazioni più imponenti, secondo alcuni osservatori superiore a quella del 23 gennaio scorso, è avvenuta a Caracas, con migliaia di persone che, dopo il concentramento a Las Mercedes e in altri punti della città, si sono riversate nella strada principale, e a Chacaito e sulla autostrada Prados del Este e in mille rivoli nelle altre strade cittadine.

La folla ha marciato composta, piena di entusiasmo e fiducia, portando un’enorme bandiera venezuelana ed ascoltando la musica prodotta da altoparlanti montati sui camion.

La colonna sonora principale della manifestazione è stata l’Inno alla gioia, evidente segno di riconoscimento all’Europa, mentre ovunque la folla ha scoltato i tanti comizi degli esponenti politici dell’opposizione.

Tra gli altri, hanno parlato alla folla anche i rappresentanti più in vista delle comunità italiane, spagnole, portoghesi, tedesche e olandesi in Venezuela. E tutti hanno ringraziato l’Unione europea per l’appoggio dato a Guaidò, non senza notare la strana ed ambigua posizione temporeggiatrice assunta dall’Italia, l’unica dell’Ue a non aver riconosciuto il nuovo uomo forte del Venezuela.

Da parte sua, il regime, che è stato accusato di aver organizzato per mesi una vera e propria caccia alle streghe dei giornalisti scomodi,  organizza contro manifestazioni che raccolgono molta meno gente.

Ma, come mostra un video amatoriale che ci è stato inviato dal Venezuela, la televisione di regime fa evidente disinformazione trasmettendo “in diretta” immagini di vecchie manifestazioni, riprese chiaramente di mattina, che mostrano come affollate le piazze che nel pomeriggio in realtà sono pressoché quasi vuote.

Guaidò incassa appoggio dalla popolazione e riconoscimenti dall’estero

La folla, come dimostra un altro video che abbiamo ottenuto dal Venezuela, acclama ormai come suo leader il giovane Juan Guaidò, che guida la protesta con migliaia e migliaia di messaggi dal suo account Twitter @jguaido. Nelle sole 5 ore centrali delle manifestazioni, Gaidò ha mandato dal suo account oltre 5.500 tweet.

Guaidò è il presidente dell’Assemblea Nazionale che si è posto a capo di questo vasto movimento per la Democrazia e la Libertà, e, sulla base di alcuni articoli della Costituzione (il 233, il 333 e il 350, ha assunto in via transitoria non la guida dello Stato, ma solo i poteri esecutivi per far cessare la dittatura e portare il Paese a elezioni democratiche entro trenta giorni.

E sabato, Guaidò, dopo aver ottenuto il riconoscimento prima di Donald Trump e poi dell’Unione europea, ha avuto l’appoggio dichiarato dei vertici della forza armata aerea venezuelana.

Intanto, Guaidò ha anche annunciato, via Twitter, che è riuscito ad organizzare una grande coalizione internazionale e nazionale per l’arrivo di aiuti umanitari in Venezuela nei prossimi giorni. Aiuti umanitari che arriveranno tramite Cùcuta in Brasile e una isola del Mar dei Caraibi.