Voucher e appalti, il governo fissa il referendum per il 28 maggio

Voucher e appalti, il governo fissa il referendum per il 28 maggio

14 Marzo 2017 0 Di Pietro Nigro

Riunione lampo questa mattina del Consiglio dei ministri, che approva la data del referendum: si vota il 28 maggio 2017. Alla Camera si apre l’esamedella riforma dei voucher.

Voucher e appalti, si vota il 28 maggio

Voucher e appalti, il governo ha fissato questa mattina in una riunione lampo la data per il referendum chiesto dalla Cgil. Si vota il prossimo 28 maggio.

Il decreto è stato approvato questa mattina a Palazzo Chigi, dove tra le 9,20 e le 9,30 si è tenuto un Consiglio dei ministri lampo, presieduto dal premier Claudio Gentiloni, e riguarda l’indizione dei referendum popolari relativi alla “abrogazione di disposizioni limitative della responsabilità solidale in materia di appalti” e alla “abrogazione di disposizioni sul lavoro accessorio (voucher)”.

Nella stessa seduta il Governo ha anche dato parere favorevole all’indizione di una Giornata della Memoria dei caduti dei servizi di informazione per la sicurezza, che sarà celebrata il 22 marzo di ogni anno.

 

Referendum eco i quesiti

Uno dei due referendum riguarda i cosiddetti voucher, cioé quella forma di lavoro “accessorio” contenute nel Jobs act, la riforma del lavoro varata dal Governo Renzi. I voucher sono stati introdotti nel 2003 e poi modificati varie volte, e prevedono “buoni” da dieci euro da utilizzare per retribuire lavori occasionali, e per versare i relativi contributi Inps. Non esiste tuttavia un limite ben preciso per la “occasionalità” di questo tipo di lavoro, con il risultato che vari datori di lavoro hanno potuto usare i voucher anche per lavori non occasionali ma continuativi e duraturi. Per questo la Cgil ha proposto il referendum poi ammesso dalla Consulta per abolire i buoni-lavoro.

Ecco la formulazione del quesito.

“Volete voi l’abrogazione degli articoli 48, 49 e 50 del decreto legislativo 15 giugno 2015, n. 81, recante ‘Disciplina organica dei contratti di lavoro e revisione della normativa in tema di mansioni, a norma dell’art. 1, comma 7, della legge 10 dicembre 2014, n. 183’?”.

Rispondere sì significherà votare per l’abolizione della norma, rispondere sì significherà lasciare tutto com’è.

Il secondo quesito referendario riguarda un aspetto della Legge Biagi, poi modificata dalla legge Fornero, che limita la responsabilità delle aziende che affidano i lavori in appalto in materia di garanzie per i contributi dei dipendenti delle aziende in subappalto.

In pratica, la legge attuale non attribuisce responsabilità dirette alle aziende appaltanti per l’operato dei subappaltatori. I promotori del referendum vorrebbero proprio abrogare questa norma e reintrodurre una responsabilità diretta anche in capo a chi assegna lavori in appalto, “per garantire e tutelare meglio i diritti dei lavoratori occupati negli appalti e sub appalti coinvolti in processi di esternalizzazione, assicurando loro tutela dell’occupazione nei casi di cambi d’appalto e contrastando le pratiche di concorrenza sleale assunte da imprese non rispettose del dettato formativo”, come sostiene la Cgil.

Di conseguenza, il quesito referendario proposto è questo:

“Volete voi l’abrogazione dell’articolo 29 del d.lgs. 10 settembre 2003, n. 276, recante “Attuazione delle deleghe in materia di occupazione e mercato del lavoro, di cui alla legge 14 febbraio 2003, n. 30”, comma 2, limitatamente alle parole “Salvo diversa disposizione dei contratti collettivi nazionali sottoscritti da associazioni dei datori di lavoro e dei lavoratori comparativamente più rappresentative del settore che possono individuare metodi e procedure di controllo e di verifica della regolarità complessiva degli appalti,” e alle parole “Il committente imprenditore o datore di lavoro è convenuto in giudizio per il pagamento unitamente all’appaltatore e con gli eventuali ulteriori subappaltatori. Il committente imprenditore o datore di lavoro può eccepire, nella prima difesa, il beneficio della preventiva escussione del patrimonio dell’appaltatore medesimo e degli eventuali subappaltatori. In tal caso il giudice accerta la responsabilità solidale di tutti gli obbligati, ma l’azione esecutiva può essere intentata nei confronti del committente imprenditore o datore di lavoro solo dopo l’infruttuosa escussione del patrimonio dell’appaltatore e degli eventuali subappaltatori“?

Anche in questo referendum con il sì si vota l’abolizione della legge, con il no il mantenimento dello status quo.

Il referendum relativo ai voucher potrebbe tuttavia decadere se nel frattempo il Parlamento varasse la riforma attualmente in discussione alla Camera, dove è fissato a domani il termine per presentare emendamenti, e che potrebbe perciò entrare nel dibattito in aula già da mercoledì 15.