Primarie Pd, referendum, elezioni: per Matteo Renzi potrebbe essere una maledetta primavera

Primarie Pd, referendum, elezioni: per Matteo Renzi potrebbe essere una maledetta primavera

14 Marzo 2017 0 Di Marino Marquardt

Si inizia con le primarie del Pd, poi il referendum e infine a giugno con le elezioni amministrative: ecco perché per Matteo Renzi potrebbe essere una maledetta primavera.

Matteo Renzi come la Goggi: maledetta primavera

Maledetta primavera… Matteo Renzi come la Goggi di trentasei anni fa al Festival di Sanremo. Già, maledetta primavera. Sono tre le date della stagione dei fiori di pucciniana memoria che metteranno a dura prova il sistema nervoso dell’ex Capo Scout di Rignano sull’Arno.

Si inizia il 30 aprile con le primarie del Pd i cui risultati saranno tutti da decifrare; un mese dopo – il 28 maggio – data fissata oggi dal Consiglio dei ministri per il Referendum sull’abolizione dei voucher e sugli appalti, un appuntamento che potrebbe causare lividi al ministro del Lavoro Giuliano Poletti e all’ex premier cantore del Jobs Act; a giugno infine – con data ancora da stabilire – le elezioni amministrative che riguardano anche Genova e Palermo.

Da Nord a Sud partono avvisi di mazzate per il ringalluzzito Giovanotto di provincia dopo il bagno di claque del Lingotto. Visti i chiari di luna, dovesse riuscire a riconquistare la segreteria del Nazareno, l’ex premier si ritroverebbe costretto a guidare un partito incerottato e bisognevole del conforto di una altrettanto tumefatta Forza Italia. Matteo & Silvio, ‘o zuoppo e ‘o cecato (il claudicante e il non vedente ndr) direbbero a Napoli.

Girone primaverile infernale, dunque, per il Giovanotto di fronte a un percorso ad ostacoli dal quale o potrebbe risorgere dalle proprie sconfitte o finire ingoiato dalle nuove eventuali disfatte.

Il tutto sotto la spada di Damocle dell’Affaire Consip al momento ancora lungi dall’essere chiarito. Nella vicenda – come è noto -– sono coinvolti il Babbo, il fido Luca Lotti e amici a vario titolo. Una storiaccia a prima vista scomoda, insomma.

 

Cala la produzione industriale e la Ue pressa sul deficit

Intanto, nell’ammuina generale del tutti contro tutti rischiano di essere oscurati due gravi dati economici.

Vale a dire quello relativo al pesante calo della produzione industriale rilevato dall’Istat nel mese di gennaio (la più grave contrazione dal 2012) e quello inerente al pressing della Ue sull’Italia: “Manovra bis blindata o restituite il fondo di flessibilità”, intimano i ragionieri europei.

Per i tecnici di Bruxelles, infatti, deficit e debito italiani sono fuori controllo. Anche questa è parte dell’eredità di colui che vorrebbe tornare a governare il Paese.