Wargames nel Baltico: caccia Usa per vigilare sulle grandi manovre russe

Wargames nel Baltico: caccia Usa per vigilare sulle grandi manovre russe

30 Agosto 2017 0 Di Pietro Nigro

Wargames nel Baltico: Russia e Bielorussia mandano 13mila uomini alle grandi manovre, gli Usa schierano i caccia in Lituania, in caso di invasione.

Lo scenario è da far accapponare la pelle: la Russia e la Bielorussia schierano sul Baltico 13mila uomini, ed almeno 700 unità militari varie incluso missili e velivoli. Non certo per invadere le tre repubbliche baltiche: si tratta solo di una delle più grandi esercitazioni nella zona dalla fine dell’Unione Sovietica.

Alcuni dei mezzi militari russi che partecipano alle prossime grandi manovre congiunte di Russia e Bielorussia (ph © Alexei Druzhinin / TASS).

Alcuni dei mezzi militari russi che partecipano alle prossime grandi manovre congiunte di Russia e Bielorussia (ph © Alexei Druzhinin / TASS).

Insomma, grandi manovre, ma bastano ed avanzano per mettere in allerta Lituania, Lettonia, Estonia ed anche Polonia e Ucraina, da sempre timorose che al Cremlino vogliano riconquistare quelle repubbliche che appena dopo il crollo dell’Urss si sono affrettate a chiedere ed ottenere l’ingresso nello scudo protettivo della Nato.

E gli Usa, azionisti di riferimento della Nato, non restano certo a guardare. Sarà per tranquillizzare gli alleati post-sovietici, sarà perché non si può mai sapere ed è meglio stare attenti. Così ben sette caccia Eagle F-15C dell’aviazione americana, quattro più del solito, sono stati appena schierati in Lituania per pattugliare i cieli durante la maxi esercitazione russa, oltre al nutrito contingente di terra mandato di rinforzo alle due brigate che la Nato tiene in servizio nell’area.

Insomma, saranno dei veri e propri wargames quelli che si terranno nel Baltico e in Bielorussia dal 14 al 20 settembre prossimi. Con i due schieramenti impegnati non solo a fare prove ed esercitazioni quanto a spiarsi e studiarsi l’un l’altro, come sempre accade in questi casi.

 

Zapad, grandi manovre per Russia e Bielorussia

Si chiama Zapad la grande esercitazione congiunta che si terrà dal 14 al 20 settembre tra Russia occidentale, Bielorussia e l’enclave russa di Kaliningrad. Le grandi manovre, che secondo le autorità russe si basano su uno scenario difensivo e non sono certo prove di invasione, coinvolgono 7.200 soldati bielorussi, 3.000 russi e altri 2.500 funzionari, oltre a circa 70 aerei e elicotteri e 700 altre unità militari, compresi tank, artiglierie e sistemi a razzo.

Per quanto reso noto a luglio dalle autorità bielorusse, l’operazione West-2017 rientra nelle normali operazioni strategiche comuni denominate Zapad-2017 ed è “la dimostrazione della nostra continuità nel garantire la sicurezza di entrambi i popoli fraterni”, come ha detto il ministro della Difesa della Bielorussia, il tenente generale Andrei Ravkovha, a luglio.

Sul piano tattico, con le esercitazioni i militari di entrambi i Paesi puntano a “migliorare l’interoperabilità delle sedi a vari livelli e collegare i sistemi avanzati di comando e controllo dell’armamento e delle truppe”.

Le esercitazioni si terranno in Bielorussia presso i campi di addestramento di Lepel, Borisov, Losvido e Osipovichi, i campi di pratica della Forza Aerea di Ruzhansky e Domanovsky e nella zona di Dretun.

Si tratta dunque del più grande evento del genere da quando è stato creato l raccordo operativo congiunto delle due forze armate.

E come se non bastasse, proprio in questi giorni, la Tass ha annunciato che almeno 2mila soldati, 70 navi da guerra e da supporto e altri 200 mezzi speciali sono coinvolti nelle esercitazioni “di routine” che la flotta russa del Nord sta conducendo nel Mar Baltico.

Insomma esercitazioni in grande stile, di quelle che si svolgono periodicamente per testare organizzazioni uomini e mezzi. Ma i governi di Lituania, Estonia, Lettonia e Polonia, per non parlare dell’Ucraina, sono in fibrillazione, temendo che si tratti di un cavallo di Troia, buono per lasciare poi in Bielorussia, che della Russia è da sempre solido alleato, uomini, mezzi e soprattutto armi da usare in eventuali successive invasioni.

Una accusa che in questi giorni è stata seccamente respinta dal ministero della Difesa della Russia e anche dal governo della Bielorussia.

 

Usa, tre esercitazioni Nato in Svezia, Polonia e Ucraina

Invasione o no, le grandi manovre sono sempre una ghiotta occasione per “spiare” gli avversari, studiare mezzi e sistemi d’arma e magari per rubare qualche segreto militare ancora sconosciuto.

Forse per questo, dunque, gli Usa hanno disposto ben tre esercitazioni nello stesso periodo, in Polonia, in Svezia e in Ucraina.

In realtà. dallo scorso mese di giugno e fino al prossimo novembre, la Nato avrebbe in programma di svolgere almeno una quindicina di esercitazioni militari nel solo scenario baltico, e altrettante nella zona del Mar Caspio. Esercitazioni che coinvolgerebbero, secondo fonti russe, non meno di 40mila soldati di varie nazioni.

E da ultimo gli Usa hanno raddoppiato la missione di pattugliamento dei cieli baltici per il periodo dell’esercitazione russa.

Proprio oggi sono stati mostrati alla stampa i sette Eagle F-15C che gli Usa hanno inviato alla base di Siauliai, in Lituania, per la prossima missione di spionaggio aereo delle manovre russe. Di solito, infatti, sono solo quattro i caccia impiegati dopo la crisi in Crimea nel 2014 per il pattugliamento aereo di Lituania, Estonia e Lettonia.

I tre Stati baltici non hanno a disposizione propri aerei da combattimento e per il pattugliamento dei cieli si affidano ai loro alleati della Nato.

“Abbiamo rafforzato la missione di polizia aerea per il periodo di Zapad. E siamo ben lieti di avere nell’area anche altre truppe di terra – ha detto il ministro della Difesa lituano Vytautas Umbrasas ai giornalisti di Siauliai, riferendosi al contingente aggiuntivo di 600 unità Usa che sono state schierate negli stati baltici in coincidenza con Zapad.