Arriva la casa in leasing

Arriva la casa in leasing

11 Marzo 2016 0 Di Francesca Pierpaoli

Introdotta dalla Legge di Stabilità, la casa in leasing è una formula tutta nuova di acquisto, un sistema già molto diffuso all’estero.

Interessanti novità in arrivo per chi vuole comprare casa. È in arrivo, infatti, la nuova formula del leasing immobiliare, che consente di acquistare una casa in modo semplice e pratico. Come funziona? Il procedimento è simile al leasing per l’acquisto delle automobili: tutti i soggetti che rientrano nei 55.000 euro annui di reddito personale hanno la possibilità di accedere a questo nuovo prodotto finanziario (basta non essere proprietari di altri immobili).

Casa in leasing, un sistema interessante

Per avere una casa in leasing il contratto viene stipulato da banche o società di leasing che si impegnano a far costruire o acquistare l’immobile per conto del cliente. La proprietà resta, dunque, all’ente che finanzia ed il cliente ha diritto all’uso dell’appartamento a fronte del versamento di una rata di accesso e di quote da pagare mensilmente. Alla scadenza del contratto il cliente può esercitare il diritto di riscatto versando una sorta di “maxi rata finale” sulla scorta del modello “automobilistico”. Il cliente può anche non rivendicare l’acquisizione finale, può lasciare l’immobile in anticipo e ha ben 12 mesi di “bonus” nel caso sia in difficoltà e non riesca a pagare le rate.

Interessanti anche le agevolazioni fiscali, soprattutto per i più giovani: per chi ha meno di 35 anni è possibile detrarre fino a 8 mila euro l’anno (il doppio di un mutuo tradizionale) e l’importo detraibile per la rata finale passa da 10 a 20 mila euro.

Bruno Vettore, amministratore delegato di BV Invest, società di consulenza strategica, e grande esperto del real estate italiano, commenta così questi dati:

Si tratta di una formula nuova, con molti aspetti positivi. Il credit crunch ha rappresentato sicuramente un grosso problema nella cosiddetta crisi immobiliare. Sistemi di finanziamento innovativi e provvisti di sgravi non possono che fare bene, ma resto dell’idea che una ripartenza vera del mercato sia possibile con interventi diretti e non indiretti. Pensiamo, ad esempio, ad un’eventuale soppressione temporanea dell’imposta di registro”.