Austria, è esploso il gasdotto: un morto e decine di feriti

Austria, è esploso il gasdotto: un morto e decine di feriti

12 Dicembre 2017 0 Di Pietro Nigro

Incidente a Baumgarten, in Austria: gasdotto danneggiato da una esplosione. Un morto e 21 feriti. Scatta l’emergenza gas in Europa.

Austria, esplode il gasdotto. Un morto e 18 feriti

Il sito di Baumgarten in Austria esploso oggi (ph. Epe/Apa).

Il sito di Baumgarten in Austria esploso oggi (ph. Epe/Apa).

Una tremenda esplosione ha distrutto l’impianto di stoccaggio del gas a Baumgarten in Austria, ha ucciso una persona e ne ha ferite altre 18, provocando lo stop del gasdotto che arriva dalla Russia e gettando nel caos mezza Europa.

La deflagrazione è avvenuta nell’impianto che si trova a circa 30 kilometri ad est di Vienna, al confine con la Repubblica Slovacca, e secondo al polizia sarebbe dovuta ad un incidente, probabilmente ad un difetto o a un malfunzionamento tecnico.

In pratica, con l’esplosione del gas, una enorme palla di fuoco – visibile anche a diverse decine di kilometri di distanza e perfino dall’altro lato del confine in Slovacchia, ha avvolto l’intero stabilimento.

Sul posto sono stati immediatamente convogliati i mezzi di soccorso della zona, e sono accorsi circa 250 uomini, soprattutto agenti di polizia e vigili del fuoco, che hanno aggredito le fiamme scatenatesi nell’impianto, oltre ad un elicottero munito di telecamere per avvistare il cuore dell’incendio. A loro volta anche una quarantina di unità della Croce Rossa austriaca sono arrivate sul posto insieme a una quindicina di medici del servizio sanitario nazionale e una decina di ambulanze e veicoli di pronto soccorso.

Nel giro di qualche ora, almeno le fiamme sono state circoscritte e l’incendio, come ha reso noto la società Gas Connect Austria che gestisce l’impianto, e l’incendio è stato messo sotto controllo.

L’esplosione, che ha sconvolto gli abitanti della zona, ha attirato anche un gran numero di persone che hanno cercato di portare soccorso. Ed infatti le persone ferite, che sono dipendenti di Gas Connect e si trovavano tutte all’interno dell’impianto, sono state portate via proprio grazie alla mobilitazione di oltre 200 persone.

A quanto sembra, almeno uno dei feriti, con il corpo ricoperto da gravi ferite ed ustioni, è stato portato all’ospedale Akh di Vienna. Altri feriti sono stati trasportati agli ospedali SMZ di Vienna est e UKH Meidling e all’ospedale statale di Hainburg. Una cinquantina di persone 50 persone sono state successivamente assistite da squadre di intervento di crisi.

A sua volta, la persona morta sembra sia un uomo di 32 anni che lavorava per il TÜV (Associazione di supervisione tecnica), e che stava effettuando alcuni sopralluoghi, ma la notizia non è stata ancora confermata.

Intanto si sta iniziando anche a ricostruire le modalità dell’incidente – che sarebbe accaduto nella parte occidentale dello stabilimento – e a cercare le possibili cause. Uno dei primi elementi che è emerso è che proprio ieri, nell’impianto di Baumgarten, è stato messo in funzione un nuovo serbatoio che è stato sottoposto ad una pressione di prova di sei atmosfere. Oggi, invece, gli esperti del Tuv avrebbero dovuto accertare la tenuta del serbatoio prima di autorizzarne il riempimento con il gas. Ed è proprio in questa parte dell’impianto che si sarebbe verificata la drammatica esplosione.

Comunque il portavoce Heinz Holub del Landespolizeidirektion Niederösterreich ha confermato che domani continueranno gli accertamenti dei vigili del fuoco austriaci e degli esperti della polizia che stanno indagando sull’accaduto.

 

Gas, emergenza in Europa e prezzi alle stelle

Il gasdotto, che arriva dalla Russia e porta gas in Italia e ad altri Paesi, attraversa il confine con la Repubblica slovacca prima di arrivare all’impianto esploso oggi, che è uno dei principali centri di distribuzione del gas russo e norvegese in Europa.

Lo stabilimento di Baumgarten, infatti, che è il più grande esistente in Austria, ha una capacità operativa 40 miliardi di metri cubi di gas all’anno. In più, si tratta di un vero e proprio hub europeo, a cui fa capo una rete di condutture transfrontaliere che trasportano il gas proveniente dalla Norvegia e dalla Russia. A Baumgarten, infatti, il gas viene rilevato, misurato, testato e compresso per la successiva redistribuzione in Austria, in Italia e in altri Paesi.

In conseguenza dell’esplosione le forniture di gas sono state immediatamente sospese. Le società del gruppo EAA – Energie Burgenland, EVN e Wien Energie – hanno assicurato di avere a disposizione grandi quantità di gas naturale in impianti di stoccaggio efficienti che potrà essere distribuito ai clienti nell’Austria orientale attraverso altre condutture.

Eustream, l’operatore del gasdotto in Slovacchia, ha annunciato di aver dovuto interrompere la conduttura principale di transito del gas verso l’Austria, mentre Gas Connect Austria ha confermato che, almeno per il momento, attraverso le frontiere meridionali ed occidentali del Paese gas non ne può proprio passare. A sua volta la società russa Gazprom Export sta cercando di reindirizzare il gas verso infrastrutture alternative nel tentativo di non interrompere le forniture ai paesi occidentali.

In Italia, dunque, e in altre condutture secondarie il gas non può arrivare. Per questo il ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, che ha annunciato il rischio di “seri problemi alle forniture”, ha decretato lo stato di emergenza. Ma la mancata importazione verrà temporaneamente sostituita da una maggiore erogazione di gas dagli impianti sotterranei di stoccaggio esistenti in Italia, e quindi non dovrebbero esserci disagi per i cittadini.

In conseguenza dell’esplosione, sono però immediatamente saltati gli equilibri sui mercati legati all’energia. In Gran Bretagna, che ospita il più grande mercato europeo del gas, il prezzo delle consegne immediate di questo combustibile è salito immediatamente del 35 per cento, arrivando a 92 pence, il livello più alto dal 2013.

Tra l’altro, il mercato dell’energia sta ancora cercando di riprendersi dallo shock nei prezzi del petrolio provocato dalla scoperta di una rottura del gasdotto vicino Aberdeen in Scozia che ha provocato l’alto della raffineria di Grangemouth e una vera paralisi negli oleodotti e nei gasdotti del Mar del Nord.

A sua volta, anche sul mercato all’ingrosso in Italia, che è il Paese maggiormente danneggiato dall’incidente, il prezzo è quasi raddoppiato a oltre 44 euro per megawattora, il livello più alto mai registrato.

Ma almeno per il momento i rincari in bolletta dovrebbero essere scongiurati: molti gestori, infatti, tendono ad assicurarsi le forniture di gas con mesi o addirittura anni di anticipo proprio per evitare le eccessive oscillazioni di prezzo del mercato.