Cinquestelle, sopravvivenza a rischio. Il 31 Dicembre l’inizio della fine o la rinascita

Cinquestelle, sopravvivenza a rischio. Il 31 Dicembre l’inizio della fine o la rinascita

28 Ottobre 2018 0 Di Marino Marquardt

Tav e Tap, due casi che possono aprire profonde ferite nel M5s.

Le due bandiere del Movimento prossime a trasformarsi in stracci vecchi

Le capriole, le giravolte e la ripetitività delle argomentazioni degli Gnomi e delle Nanette che movimentano o guidano i Palazzi omani – vedrete – tra non molto stancheranno i malcapitati Uditori e Spettatori della Commedia politica italiana.

E all’interesse subentrerà la noia, noia che finirà col tradursi in delusione, disaffezione e poi ancora in lontananza verso le vicende parlamentari. I segnali in merito ci sono tutti.

A cominciare dall’avvitamento del Capo politico dei Cinquestelle Luigi Di Maio attorno alla Tap e alla Tav (l’oleodotto pugliese e l’Alta Velocità Torino-Lione ndr), due bandiere del Movimento prossime a trasformarsi in stracci vecchi, da buttare.  In mappine o vrenzole, direbbero a Napoli.

Due casi che possono aprire profonde ferite nel M5s, due casi che già hanno dato la stura al malcontento e alle contestazioni del popolo pentastellato. Niente di peggio dell’elettore deluso, niente di peggio dell’amante tradito/a, ammonisce la forza dell’esperienza… Contestazioni non più arginabili con le scomuniche di una volta. Sempre più partito e sempre meno Movimento, con il Garante Beppe Grillo in altre faccende affaccendato e con la bussola dei Valori in tilt, il M5s rischia una rovinosa perdita di consensi senza peraltro non più potersi permettere di usare le armi delle invettive e delle espulsioni contro gli “eretici”. Armi infatti ormai spuntate in quanto il Movimento appare valorialmente e moralmente appannato.

I toni battaglieri contro la Ue non distolgono gli elettori dalle contraddizioni Cinquestelle

Né i toni battaglieri contro i Burattini e i Burattinai di Bruxelles possono riuscire a distogliere l’attenzione di attivisti e simpatizzanti dalle contraddizioni esplose nella galassia pentastellata, deflagrazioni che inevitabilmente finiscono – e finiranno – col risultare a tutto vantaggio della Lega di Matteo Salvini. Un fatto – questo – che non regala sogni sereni a quanti – tra cui il sottoscritto – sono preoccupati per il degrado civile verso il quale sta scivolando il Paese anche a causa della debolezza dei Cinquestelle.

Il M5s da maggiore forza politica del Paese, in sette mesi – per ingenuità, inesperienza e inadeguatezza dei propri interpreti – si è lasciato cannibalizzare dalla Lega. E la mancata rivendicazione del proprio primato elettorale potrebbe costare caro, molto caro a Di Maio & Soci

Detto ciò, risulta evidente che il Movimento rischia di aggiungersi ai Grandi Malati della politica italiana, rischia di finire in corsia accanto al Pd e a FI. E con le bende alla testa.

M5s, la prognosi è infausta

La prognosi è infausta. Allo stato, a voler essere realisti, il M5s ha poco più di due mesi di vita. Fino al 31 dicembre, ultimo giorno utile per l’approvazione del Bilancio.  Questa data senza alcun dubbio per i Cinquestelle rappresenterà l’inizio della fine o il tentativo di rinascita

Se entro quella data non dovessero infatti uscire i soldi nella misura promessa per il Reddito di cittadinanza e l’aumento delle pensioni minime e se – sempre entro quella data –  non dovessero essere resi noti i giorni e le modalità (senza ricorrere a macchinosi artifizi tesi a ridurne gli importi ndr) delle prime erogazioni, sarebbe il caso di prenotare Bellomunno, la nota impresa funebre napoletana…

28/10/2018   h.07.35