Cleveland, i Repubblicani scelgono Trump

Cleveland, i Repubblicani scelgono Trump

18 Luglio 2016 0 Di Pietro Nigro

Al via a Cleveland, negli Stati Uniti, la convention del Partito Repubblicano che lancerà Donald Trump nella corsa alla presidenza contro Hillary Clinton.

A Cleveland la convention del Gop

Al via in una Cleveland blindatissima la Convention del Partito Repubblicano che sancirà la candidatura di Donald Trump alla presidenza degli Stati Uniti contro Hillary Clinton. Attorno a lui, in una tre giorni intitolata al “Rifacciamo grande l’America”, manager, imprenditori, capi religiosi e politici outsider e di lungo corso, tra cui Rudolph Giuliani e Newt Gingrich, per quella che gli organizzatori definiscono una “scaletta non convenzionale di oratori che hanno esperienza del mondo reale”.

Sul fronte della candidatura, la convention non dovrebbe offrire alcuna sorpresa, perché sarà anzi l’occasione per ufficializzare la scelta, che tanto ha fatto discutere, del tycoon Donald Trump.

I temi di cui si discute nella tre giorni e i relatori scelti, servono servono invece per comprendere, in un colpo solo, quale sia la squadra che si è stretta attorno a Trump e quale ricetta il “Great Old Party” vuol proporre ad un’America a dir poco scossa e divisa dai più recenti fatti di sangue che stanno coinvolgendo tanti poliziotti.

E non a caso il tema della sicurezza (“Rifacciamo sicura l’America”) è proprio quello che apre lunedì la convention di Cleveland, presentato con Melania Trump, la modella slovena che ha sposato il miliardario, dall’attore e produttore Scott Baio (visto, tra l’altro in Happy days), insieme all’ex sindaco di New York Rudy Giuliani, a Rick Perry che da ben 16 anni è governatore del Texas e a un manipolo di deputati e senatori che si sono distinti soprattutto per il loro impegno nel ridurre la spesa pubblica o nel modificare in senso più restrittivo le leggi sulla sicurezza nazionale e l’immigrazione. Sarà domani, dunque, che si parlerà dei temi forti di tutta la campagna elettorale di Trump, la sicurezza interna e all’estero, la nuova politica estera e la lotta all’immigrazione clandestina, con l’indice puntato sulle falle provocate nel sistema di sicurezza nazionale dalle politiche di Barack Obama e Hillary Clinton. Testimonial, reduci dall’Irak, dall’Afghanistan, parenti di poliziotti, agenti di frontiera o semplici cittadini uccisi in uno dei tanti fatti di sangue che hanno scosso l’America nel profondo e su cui ora Trump vuole far leva.

Il giorno del candidato sarà martedì, quando Trump parlerà di economia e lavoro (“Rifacciamo lavorare l’America”) insieme alla figlia Tiffany e al figlio Donald jr, Leslie Rutledgea (la prima donna eletta procuratrice generale dell’Arkansas), e a diversi imprenditori e manager, e ai massimi calibri del partito: il leader della maggioranza al Senato Mitch McConnell, il presidente della Camera Paul Ryan e il leader della maggioranza alla Camera Kevin McCarthy. A tenere banco, le accuse agli “anni di oBama”, che hanno prodotto, secondo i conservatori, un’economia “anemica”, il più basso numero di occupati da 38 anni a questa parte, e quelle politiche che starebbero schiacciando la classe media.

Mercoledì, invece, Trump parlerà di come vuol rendere l’America di nuovo “prima”, prospera e libera, insieme al candidato che ha scelto come suo vice, il governatore dell’Indiana Mike Pence. Con loro, la prima comandante dello Space Shuttle Eileen Collins, l’ex presidente della Camera dei Rappresentanti Newt Gingrich e alcuni candidati alle primarie, come il governatore del Wisconsin Scott Walker e i senatori Marco Rubio e Ted Cruz.

 

Infine, giovedì, al centro della convention entra l’attualità: “Rifacciamo un’America unita” è headline della giornata in cui si discuterà delle sfide che attendono l’America in casa e le minacce che arrivano dall’estero. ma soprattutto di come “rendere l’America di nuovo unita, superando le divisioni e rilanciando concetti come leadership, fiducia, amore per il Paese. Al fianco di Trump, ci sarà questa volta anche Brock Mealer, vittima di un grave incidente stradale che gli ha provocato una lesione al midollo che avrebbe dovuto paralizzarlo e che invece è miracolosamente tornato a camminare. Scelto come “speaker motivazionale” e come uomo simbolo di quell’America che, secondo Trump, dovrebbe ora rialzare la testa e tornare ad essere grande, a casa e in tutto il mondo. Hillary Clinton permettendo.