Commissione parlamentare banche, Mattarella mette i paletti

Commissione parlamentare banche, Mattarella mette i paletti

29 Marzo 2019 0 Di Pietro Nigro

Il Capo dello Stato comunica ai presidenti di Camera e Senato la firma della legge e chiarisce i compiti della futura Commissione banche.

Commissione parlamentare banche, i paletti di Mattarella

Al via la Commissione parlamentare sul sistema bancario e finanziario, ma con limiti ben precisi: una commissione di indagine sui fatti compiuti, non certo un organismo di “vigilanza” che vada a sovrapporsi alle legittime autorità indipendenti di controllo sul sistema finanziario.

La Commissione di indagine sul sistema creditizio fa parte del contratto di governo tra Lega e 5 stelle, è particolarmente caro proprio al Movimento e riguarda la necessità di approfondire le vicende che hanno coinvolto alcuni istituti di credito, e che si ritiene non siano state chiarite a sufficienza dall’analogo organismo istituito nella precedente legislatura e prewsieduto da Pier Ferdinando Casini.

La inequivocabile “precisazione” arriva dal Capo dello Stato, ed è contenuta in una lettera con cui il presidente Sergio Mattarella ha comunicato ai presidenti di Camera e Senato, Roberto Fico e Maria Elisabetta Alberti Casellati, l’avvenuta firma della legge istitutiva della commissione.

Precisazioni che vengono interpretate come un sistema di paletti che il presidente ha voluto porre per frenare sul nascere possibili interpretazioni estensive della funzione di questa commissione.

Sulla lettera ha detto la sua anche il giornalista Luigi Paragone, eletto senatore con il Movimento 5 stelle e indicato come il più papabile presidente della Commissione.

“La lettera del Capo dello stato è una cosa importante, che secondo me deve chiarire quello che vuole essere un pò lo spirito della Commissione di inchiesta, e che, come ho sempre detto, non è una commissione che serve a fare lo scalpo a qualcuno, serve soltanto per capire e mettere a fuoco quelle che sono state le dinamiche di alcune crisi bancarie, i cui effetti sono stati nefasti per alcuni versi e hanno prodotto delle indagini giudiziarie”.

Paragone ha affidato il suo pensiero ad un video messaggio Facebook registrato a San Giorgio a Cremano, in provincia di Napoli, passeggiando davanti al murales dedicato a Massimo Troisi con la scena della lettera a Savonarola di ‘Non ci resta che piangere’,

“Secondo me lo spirito non di vendetta ma di costruzione della verità deve essere parte del percorso della commissione di inchiesta. Una commissione che serve a verificare senza spirito di vendetta quelle che sono state le anomalie di un sistema”, ha detto Paragone.

Il Capo dello Stato: Non è possibile condizionare l’esercizio del credito

Ecco alcuni dei passaggi più significativi della lettera scritta da Mattarella.

“L’ambito dei compiti attribuiti alla Commissione – a differenza di quella istituita nella precedente Legislatura – non riguarda l’accertamento di vicende e comportamenti che hanno provocato crisi di istituti bancari o la verifica delle iniziative assunte per farvi fronte, ma concerne – insieme al sistema bancario e finanziario nella sua interezza – tutte le banche, anche quelle non coinvolte nella crisi e che svolgono con regolarità la propria attività”, ha scritto ad esempio Mattarella.

“Non è in alcun modo in discussione, ovviamente – precisa ancora il Capo dello Stato – il potere del Parlamento di istituire commissioni di inchiesta in settori della vita istituzionale, economica o sociale, tenendo conto, peraltro, dei limiti all’attività delle commissioni derivanti dalla Costituzione e puntualmente indicati dalla giurisprudenza della Corte Costituzionale. Non può, tuttavia, passare inosservato – avverte – che, rispetto a tutte le banche, e anche agli operatori finanziari, questa volta viene, tra l’altro, previsto che la Commissione possa ”analizzare la gestione degli enti creditizi e delle imprese di investimento”. Queste indicazioni, così ampie e generali, non devono poter sfociare in un controllo dell’attività creditizia, sino a coinvolgere le stesse operazioni bancarie, ovvero dell’attività di investimento nelle sue varie forme”.

“L’eventualità che soggetti, partecipi dell’alta funzione parlamentare ma pur sempre portatori di interessi politici, possano, anche involontariamente, condizionare, direttamente o indirettamente, le banche nell’esercizio del credito, nell’erogazione di finanziamenti o di mutui e le società per quanto riguarda le scelte di investimento si colloca decisamente al di fuori dei criteri che ispirano le norme della Costituzione”.

“Il principio di non interferenza e quello di leale collaborazione vanno affermati anche nei rapporti tra inchiesta parlamentare e inchiesta giudiziaria – aggiunge – . Come ha più volte chiarito la Corte Costituzionale, l’inchiesta parlamentare non è preclusa su fatti oggetto di indagine giudiziaria, ferma restando la diversità degli scopi perseguiti da ciascuna istituzione espressa con la formula del ”parallelismo a fini diversi”. L’Inchiesta non deve tuttavia influire sul normale corso della giustizia ed è precluso all’organo parlamentare l’accertamento delle modalità di esercizio della funzione giurisdizionale e le relative responsabilità”.

“Il principio di non interferenza e quello di leale collaborazione vanno affermati anche nei rapporti tra inchiesta parlamentare e inchiesta giudiziaria – si legge nel passaggio della lettera – . Come ha più volte chiarito la Corte Costituzionale, l’inchiesta parlamentare non è preclusa su fatti oggetto di indagine giudiziaria, ferma restando la diversità degli scopi perseguiti da ciascuna istituzione espressa con la formula del ‘parallelismo a fini diversi’. L’Inchiesta non deve tuttavia influire sul normale corso della giustizia ed è precluso all’organo parlamentare l’accertamento delle modalità di esercizio della funzione giurisdizionale e le relative responsabilità”.

“Va”, inoltre, “in particolare, escluso che la Commissione, come potrebbe far temere un’erronea interpretazione dell’articolo 3 della legge, possa svolgere attività che rientrino nella competenza di organismi dell’Unione Europea – come la Banca Centrale Europea e l’ESMA – in base a norme non derogabili dal diritto interno”.