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Crack di Ftx, le scuse del Ceo creano un effetto Lehman Brothers

Crack di Ftx, le scuse del Ceo creano un effetto Lehman Brothers

18 Novembre 2022 0 Di Francesco Ghanaymi

Crack di Ftx, il Ceo Sam Bankman Fried prova a scusarsi ma il mercato crypto cade nel caos e si chiede: che succede alle cryptovalute?

Crack di Ftx, le scuse del Ceo creano un effetto Lehman Brothers

Sam Bankman Fried, nel mondo della finanza meglio noto come SBF (nato il 6 marzo 1992), in un lungo tweet ha chiesto pubblicamente scusa agli utenti del suo exchange Ftx, dopo che lo scorso 11 novembre la sua società, leader nello scambio di criptovalute, ha presentato istanza di fallimento.

E provando anche a sdrammatizzare, con la frase “well played; you won” (hai giocato meglio, hai vinto), SBF ha riconosciuto la sconfitta nella gara con il rivale Changpeng Zhao (nato il 5 febbraio 1977) – anch’egli noto con l’acronimo delle iniziali CZ e co-fondatore e Ceo di Binance, l’altro gigante degli scambi di criptovalute.

Il crack di Ftx, un milione di vittime e 30 miliardi di dollari

Da modello di intraprendenza e successo, vicinissimo al Partito Democratico americano e accostato al grande Benjamin Graham per le capacità innovative, nel giro di pochi giorni, SBF è passato a bersaglio del dipartimento di Giustizia, della Sec (l’ente federale statunitense preposto alla vigilanza della borsa).

A sua volta la stampa internazionale lo ha paragonato a Jeff Skilling, condannato a 24 anni e 4 mesi di prigione per lo scandalo di Enon Corporation, e Bernie Madoff, deceduto nel carcere federale di Butner nel 2021, mentre scontava una condanna a 150 anni per vari reati tra cui securities fraud, wire fraud e mail fraud.

Nella richiesta di ricorso alla procedura di bancarotta assistita, la piattaforma di trading per criptovalute ha comunicato di avere all’incirca centomila creditori. Ma, tra clienti istituzionali e retail, i creditori rimasti vittime nel fallimento di Ftx risultano invece superiori al milione, e il disastro finanziario potrebbe ssere superiore ai trenta miliardi di dollari.

Nella sola Italia risulterebbero esserci più di centomila cripto-investitori, che avrebbero perso, nelle ultime convulse giornate del mercato finanziario, cifre per un totale di due miliardi di euro.

Intanto, il Siti (Sindacato Italiano per la Tutela dell’Investimento e del Risparmio) ha avviato una propria iniziativa di tutela a favore dei clienti di Ftx.

Ma cos’è successo veramente?

La rapida crisi di Ftx è dovuta all’assenza di liquidità originata dal ritiro di miliardi di fondi da parte dei suoi clienti, che sono stati allarmati dalle indiscrezioni del New York Times sullo stato di salute di Alameda Research, società di trading quantitativo di cui SBF è co-fondatore.

Secondo documenti riportati dal Nyt, SBF avrebbe trasferito fondi di clienti della piattaforma di exchange Ftx per finanziare le operazioni ad alta volatilità di Alameda Research, attraverso la creazione di Token Ftt, una criptovaluta creata dalla stessa Ftx e di valore molto incerto.

Lo scorso 6 novembre il rivale CZ, co-fondatore e Ceo di Binance, ha pubblicato un tweet in cui ha consigliato di vendere di tutti i Token Ftt, e che ha aggravato la reazione a catena per cui la liquidazione dei depositi Ftx ha assunto dosi ancora più massicce: mossa a cui Ftx non ha saputo rispondere.

Come per il fallimento di MtGox nel 2014 (altro exchange di criptovalute, con sede a Tokyo, per il quale non sono ancora stati erogati rimborsi ai creditori), semplicemente non c’era liquidità per i prelievi.

L’effetto sul mercato crypto

Il crack del gigante Ftx ha provocato un effetto Lehman Brothers sul mercato delle criptovalute, cioè un diffuso senso di caos, come quello a seguito del fallimento della banca d’affari americana (la più grande bancarotta nella storia degli Stati Uniti) nel pieno della crisi del 2008. Infatti, il già di per sé molto volatile mercato crypto ha iniziato a mostrare segnali di cedimento.

Genesis, il più noto broker di criptovalute, ha sospeso i prelievi, perché come dichiarato dal Ceo e Board Member della società Derar Islim: “Le richieste di prelievi hanno superato la nostra attuale liquidità. Stiamo valutando le opzioni a disposizione, tra cui non è esclusa la raccolta di fondi supplementari”.

Ieri, Bitcoin ha perso il 2,5%, mentre Ether ha sfiorato perdite del 4%. Aax ha sospeso i suoi servizi per problemi tecnici. Inoltre, secondo il Wall Street Journal Bockfi si appresterebbe a fare domanda di accesso per le procedure fallimentari.

Immediatamente, la Segretaria al Tesoro ed ex governatrice della Federal Reserve Janet Yellen ha auspicato una maggiore regolamentazione del settore, mentre la diffusione di alcuni sistemi di exchange collegati a Ftx sono stati limitati negli Stati Uniti, negli Emirati Arabi e in Europa.

Oggi, l’economista Nouriel Roubini, celebre per le sue dichiarazioni controverse, ha dichiarato durante l’Abu Dhabi Finance Week che l’ecosistema delle criptovalute è “interamente corrotto nelle fondamenta”, e dunque inaffidabile.

L’assenza di fiscal responsability, insurance e dislosure rules che permettono all’universo crypto di operare al di fuori del tradizionale sistema bancario, continuano quindi a porre un interrogativo: quale futuro per il mondo delle criptovalute, dopo il crack di Ftx?

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