Disastro ferroviario a Pioltello, deraglia il treno dei pendolari

25 Gennaio 2018 0 Di Pietro Nigro

Disastro ferroviario a Pioltello: deraglia il treno dei pendolari Cremona – Milano. 3 morti e 12 feriti gravi. Possibile causa il cedimento strutturale di una rotaia.

Disastro ferroviario questa mattina a Pioltello, alle porte di Milano: un treno della Trenord, carico di pendolari proveniente da Cremona e diretto al capoluogo è deragliato alle 6.57, per cause ancora da accertare. Nell’incidente sono morte almeno 3 persone, altre 12 sono state ricoverate in ospedale in codice rosso, otto feriti sono in codice giallo e almeno un altro centinaio di passeggeri presenta ferite più o meno gravi e sono in codice verde. La Procura di Milano ha aperto una indagine per disastro ferroviario colposo e indaga sulle possibili cause tecniche del deragliamento. Intanto, vibrate proteste si diffondono all’indirizzo della società Trenord, che ancora alle 8.45 ha diffuso divere comunicazioni relative ad un “problema tecnico” che ha intralciato la circolazione, non ammettendo il deragliamento sebbene fossero già note le entità e le vittime del disastro.

Disastro ferroviario, deraglia il treno dei pendolari

Il treno Trenord 10452, carico con almeno 350 passeggeri per lo più pendolari, partito da Cremona e diretto a Milano Porta Garibaldi, è deragliato nel tratto compreso tra le stazioni di Treviglio e Pioltello, in località Seggiano di Pioltello.

Il convoglio, che è partito da Cremona alle 5.32 e sarebbe dovuto arrivare a Milano Porta Garibaldi alle 7.24, era composto da sei vagoni e a bordo, dato l’orario, c’erano centinaia di pendolari.

Il deragliamento, avvenuto circa 2 chilometri prima dei marciapiedi della stazione di Pioltello, è stato provocato da uno dei sei vagoni del convoglio, la terza vettura, ha superato uno scambio ed è uscito dai binari.

Non è chiaro se a cedere sia stata una rotaia o il meccanismo dello scambio, ma è certo che il vagone ha urtato contro un palo e si è inclinato di lato, mentre anche tutti i vagoni successivi sono usciti dai binari.

Il primo vagone deragliato è anche quello dove si sono concentrati i soccorsi, giunti massicciamente sul posto già venti minuti dopo il disastro, e dove sono state trovate e liberate, non senza difficoltà, le vittime più gravi.

Personale e mezzi di soccorso sono giunti da tutta la regione e anche da fuori. Dall’Emilia Romagna è giunta una eliambulanza. I Vigili del fuoco hanno mobilitato diverse squadre, oltre settanta uomini, tra cui anche specilaisti dell’Usar (Urban Search and Rescue), che hanno condotto per oltre quattro ore le operazioni di soccorso.

I soccorsi sono stati in parte ostacolati dalla localizzazione del disastro, avvenuto su una massicciata circondata da campi coltivati.
I vigili del fuoco, accorsi con oltre 70 unità, sedici mezzi e un elicottero, hanno allestito passarelle di fortuna per superare la massicciata, ed hanno rimosso alcune ringhiere in ferro. Su quel passaggio, uomini della protezione civile e della polizia di Stato si sono avvicendati a trasportare tutte le vittime che i vigili del fuoco hanno estratto dalle lamiere.

Le barelle sono state trasportate nel terreno vicino, dove intanto il 118 ha allestito un punto di primo soccorso. Da qui, le vittime più gravi sono state poi portate in elicottero nei vari ospedali della zona, soprattutto al San Raffaele di Milano.

Gli altri, quelli meno gravi, sono stati invece trasportati in alcune palestre della zona, dove sono state soccorse e ricoverate.

Tragico, dunque, il bilancio del disastro. Sin da subito sono stati accertati due morti, mentre nelle ore successive è stata segnalata una terza vittima confermata dai Vigili del fuoco, e in una sorta di conferenza stampa allestita sul posto, il Prefetto e il Questore hanno parlato di una quarta vittima.

Le vittime del deragliamento sono tre donne: Pierangela Tadini, 51enne originaria di Caravaggio (Bergamo) ma residente a Vanzago (Milano), Giuseppina Pirri, 39 anni, di Cernusco sul Naviglio e Ida Maddalena Milanesi, aveva 61 anni, originaria di Caravaggio (Bergamo).

Dieci i feriti gravi in codice rossso, novanta lievi. Un 60enne, ricoverato all’Humanitas di Rozzano, che è stato operato ed è stato “ricoverato in prognosi riservata”. All’ospedale di Melzo si trovano in questo momento, dichiara il dirigente della Direzione medica Luigi Fonte, due feriti in codice giallo, un uomo e una donna, con diversi traumi, tutti e due in osservazione in Pronto Soccorso. Uno dovrebbe essere trasferito a Melegnano, l’altro caso è in valutazione.

Qui il video dei soccorsi sul luogo del disastro diffuso dalla Polizia di Stato:

 

Treno deragliato, sotto accusa il cedimento dei binari

Contemporaneamente ai soccorsi delle vittime, che si sono protratti fino alle 11, i vigili del fuoco e i tecnici di Rete ferroviaria tialiana si sono anche messi all’opera per formulare le prime ipotesi delle possibili cause del disastro, che si è verificato poco prima della stazione di Pioltello, su uno dei quattro binari della linea ferroviaria su cui corre anche l’alta velocità.

In particolare, le foto diffuse dai Vigili del fuoco hanno mostrato il terzo vagone del convoglio, quello che sarebbe uscito dai binari forse addirittura due chilometri prima del disastro, e che alla fine della sua corsa avrebbe urtato un palo per poi inclinarsi su se stesso. Contemporaneamnete anche tutti gli altri vagoni successivi sono usciti dal binario ed hannod eragliato.

Sulla massicciata della linea ferroviaria, le immagini dei Vigili del fuoco permettono di vedere due carrozze, quelle centrali, intraversate, e poste a 90 gradi l’una rispetto all’altra. Proprio in corrispondenza della ginutura dei due vagoni decine di vigili del fuoco si sono avvicendati con tutti i mezzi disponibili per tagliare le lamiere, entrare nei vagoni ed estrarre, in alcuni casi con notevoli difficoltà, le vittime incastrate tra i sedili.

In un primo momento si è ipotizzato che possa essersi verificato un danno o il malfunzionamento di uno scambio avvenuto dopo il passaggio della motrice e del primo vagone.

Sulla massicciata le immagini dei Vigili del fuoco permettono di vedere due carrozze, quelle centrali, intraversate, a 90 gradi l’una rispetto all’altra. Nel punto di giuntura, in quell’angolo, decine di pompieri sono a lavoro con tutti i mezzi disponibili per tagliare le lamiere.

Poi è emerso che un binario abbia subito un cedimento strutturale, lungo circa venti centimetri e individuato a circa 2,3 chilometri dal disastro. E di fianco al bianrio mancante, è visibile anche la rotaia nuova che avrebbe essere forse installata al suo posto. Ma occorrerà del tempo per comprendere se si tratti della causa o di un effetto del deragliamento.

“Il punto del deragliamento è avvenuto circa 2,3 km dal luogo dell’incidente. È avvenuto il cedimento infrastrutturale di una rotaia, però è prematuro stabilire se questo possa essere stata la causa o l’effetto dell’interazione ruota-rotaia” ha affermato Vincenzo Macello, direttore produzione territoriale Rfi Lombardia, presente sul luogo dell’incidente.

Anche il Questore di Milano, Marcello Cardona, ha confermato il cedimento: “Abbiamo individuato un cedimento tra vagoni, ma gli accertamenti sono ancora in corso per chiarire quanto accaduto”, ha detto alla stampa.

Parallelamente sono partite anche le prime indagini delle forze dell’Ordine, degli uomini della Polizia ferroviaria, della questura milanese, della Polizia scientifica e del Reparto mobile. Sul posto, in particolare, anche il personale della Polizia ferroviaria esperto in disastri ferroviari, appartenente al Noif (Nucleo operativo incidenti ferroviari), lo stesso che ha già collaborato con le autorità giudiziarie per il disastro di Viareggio avvenuto nel 2009 e per quello avvenuto a Corato (Bari) nel 2016.

Sull’incidente la procura milanese ha aperto un’inchiesta con l’ipotesi di reato di disastro ferroviario colposo per il deragliamento del treno regionale pieno di pendolari. I pm titolari dell’inchiesta, coordinati dal procuratore aggiunto Tiziana Siciliano, hanno ascoltato il macchinista del treno.

Un’indagine per capire la dinamica esatta di quanto successo durante l’incidente ferroviario è stata avviata anche da Trenord, Rfi e ministero dei Trasporti.

Inoltre, nel luglio scorso, proprio su quello stesso tratto di linea si è verificato un altro deragliamento, fortunatamente senza vittime. Ma non è chiaro se ci sia un nesso tra i due episodi.

In questo video dei Vigili del Fuoco le immagini dell’intervento di soccorso nel treno deragliato a Pioltello:

 

Trasporti in tilt, sotto accusa i messaggi di Trenord

Sin dai minuti successivi al deragliamento del treno regionale 10452, l’intero traffico ferroviario fra Milano e Brescia, e poi sulla linea tra Venezia e Milano è andato in tilt. Le corse sia di Trenitalia che di Trenord sono state prima sospese, poi dirottate su altre linee per aggirare la linea “lenta”.

Ma a finire sotto accusa, sin da subito, è proprio la società proprietaria del treno deragliato, che nei suoi avvisi diramati anche sui social, alle 8.45 di questa mattina e per parecchie ore, ha fatto riferimento a cause “tecniche” del blocco della linea.

Ufficio stampa
@Trenord_Press
Linea Milano-Brescia, circolazione interrotta a causa dello svio di un treno avvenuto tra Treviglio e Pioltello. Info: http://goo.gl/wybzyz

Treno deragliato Trenord messaggio

Il messaggio diffuso sull’account Twitter dell’Ufficio stampa di Trenord.

Anche i tabelloni informativi nelle stazioni hanno indicato genericamente un “inconveniente tecnico”.

E i messaggi sono stati modificati solo alcune ore dopo. Insomma, tutto lascia sembrare che la Trenord abbia sottovalutato la portata del disastro, sebbene sin da subito sono corcolate le notizie delle persone morte. O peggio, che si sia voluto evitare di parlare di deragliamento.