Europa, l’Unione compie 60 anni, Erasmus 30

Europa, l’Unione compie 60 anni, Erasmus 30

17 Gennaio 2017 0 Di Patrizia Russo

Il 2017 segna due importanti anniversari: 60 anni della firma dei Trattati di Roma, il primo passo del grande progetto Europa, e i 30 anni del programma Erasmus che ha favorito la mobilità degli studenti.

2017, l’Europa compie 60 anni

I Trattati di Roma sono stati firmati nel 1957. Sono, dunque passati 60 anni da quel 25 marzo del 1957 quando, in Campidoglio i capi di Stato e di Governo di Belgio, Germania, Francia, Italia, Lussemburgo e Paesi Bassi, fondatori della Comunità Economica Europea (Cee), siglarono, appunto, i Trattati di Roma, uno dei momenti storici più significativi del processo di integrazione europea.

 

Un’importante scelta per i firmatari, fatta con l’obiettivo di promuovere la cooperazione economica partendo dal principio che il commercio produce un’interdipendenza tra i Paesi e contribuisce a ridurre i rischi di conflitto.

Questo è stato un evento storico di grande rilevanza, che ha cambiato la vita a tutti i cittadini europei, sottoscritto dodici anni dopo la fine della Seconda guerra mondiale ed anche un importante passo di unione in un’Europa divisa e traumatizzata dalla guerra.

L’ambizione era quella di mettere insieme un popolo, costruire una pace duratura fondata sulla estensione dei diritti e delle libertà. Le quattro libertà su cui si fonda l’Unione Europea sono: circolazione dei capitali, circolazione delle merci, circolazione dei servizi e circolazione delle persone.

Oggi è normale muoversi liberamente tra i Paesi europei, avere una moneta unica e poter usufruire di una legislazione a tutela, oltre che nazionale anche europea. Ma 60 anni fa tutto ciò era un’utopia. Ogni Stato aveva i suoi confini, la sua moneta, le sue leggi. L’Unione europea, promotrice della pace, della riconciliazione, della democrazia e dei diritti umani, della stabilità e prosperità, si è meritata nel 2012 il Premio Nobel per la Pace.

Sono molte le materie di cui si è occupata e si occupa l’Ue dalla sua istituzione: diritti umani e uguaglianza, crescita e stabilità, sicurezza, ambiente e salute, istruzione e formazione. Grazie all’abolizione dei controlli alle frontiere tra i Paesi membri, le persone ora sono libere di circolare in quasi tutto il continente. È diventato, dunque molto più facile, vivere, lavorare e viaggiare. Pensiamo adesso a come è semplice muoversi, anche grazie alle compagnie aeree low cost che hanno avvicinato l’Europa e consentono a tutti di poter visitare, spendendo a volte meno di un biglietto per un treno locale, una qualsiasi città o paese europeo.

Il progetto Erasmus: libertà di movimento, apertura mentale e cittadinanza europea

In questo senso, l’Europa, grazie al progetto Erasmus, offre un’altra grande opportunità: la mobilità di studenti e insegnanti di realizzare un periodo di studio o lavoro all’estero.

Il programma Erasmus, che quest’anno compie il suo trentesimo anno, è nato nel 1987 ed ha preso il nome dall’umanista Erasmo da Rotterdam, che spese la sua vita lavorando in Paesi diversi dell’Europa alla ricerca del confronto e dell’arricchimento della propria conoscenza e della propria esperienza.

Sinonimo di libertà, in questi trent’anni ha mobilitato 3 milioni e mezzo di studenti ed è stato un programma che ha sempre esaurito le risorse stanziate. Negli anni si è aperto anche a formatori, imprenditori, apprendisti e volontari.

Oltre al perfezionamento, aggiornamento tecnico, istruzione e formazione, ovviamente indispensabili nel lavoro come nella vita, il valore aggiunto di chi ha scelto di fare un’esperienza Erasmus è l’apertura mentale, il confrontarsi con un ambiente diverso, lo stare lontano da casa e della propria zona di confort che conferisce a chi ne ha usufruito una marcia in più.

Frequentare persone diverse, vivere in ambienti multiculturali, mettersi alla prova e cavarsela lascia in chi le ha vissute un marchio positivo anche perché contribuisce a capire che poi in fondo siamo tutti uguali, abbiamo gli stessi valori, abitudini e che sono molte di più le cose che ci uniscono di quelle che ci dividono, contribuendo a sviluppare i concetti di identità e cittadinanza europea.

In una parola Erasmus allarga gli orizzonti, è un moltiplicatore di possibilità per centinaia di persone e non solo del singolo impegnato nell’esperienza all’estero, ma dell’intera comunità che lo circonda: amici, parenti, famiglia, colleghi; tutti sono coinvolti in un modo o nell’altro nella mobilità.